
È
fatto di tante voci e paure, un caotico concerto interiore che toglie il sonno e
l'armonia, gettando l'anima in una costante turbolenza. Un continuo disagio, un
perenne desiderare senza oggetto, un correre senza avere fretta, un fuggire
senza che nessuno ci insegua. L'ansia (Angst), male del nostro tempo, è una
delle prime categorie cliniche di nevrosi introdotte nei suoi studi da Sigmund
Freud. Come il termine angoscia (dal latino angustia, strettezza), proviene
dalla stessa radice, eng, che significa "stretto". I due termini, spesso
sinonimi in italiano, esprimono il rinserrarsi dell'anima, il malessere che
coglie sempre più persone proprio quando il mondo sembra diventare più comodo e
più ampio.
Ma oggi si tende a "medicalizzare" l'ansia, a considerarla una malattia da trattare con i farmaci e non una condizione esistenziale, purtroppo generalizzata, e per questo sempre più difficile da cogliere. Gli esempi sono tanti: c'è chi si alza la mattina con il fiatone e un nodo alla gola, come se avesse corso, ma in realtà non si è mai mosso dal letto. Oppure chi appena rincasa accende la tv, per riempire il silenzio che appare come un vuoto, una minaccia.
… C'è chi parla in continuazione, senza mai ascoltare, prigioniero di una verbosità autoreferenziale che - direbbe De André - concede solo "il permesso di trasmettere e il divieto di parlare".
… Gianni Vattimo, propone di dire basta al pregiudizio vitalistico e di avere "un po' più di tolleranza verso la noia, una certa capacità di rallentare il tempo, persino una certa amichevolezza verso l'immobilità e il vuoto". "Non è detto", ha scritto recentemente, "che la vita sia novità, rinascita continua. La coppia freudiana eros-thanatos potrebbe essere stata figlia del suo tempo, la belle époque della credenza nel progresso". Sulla fuga dalla noia e dal vuoto, dice, "si fonda praticamente l'economia mondiale, ma molti avvertono la stanchezza di affrettarsi sempre verso un obiettivo che, appena raggiunto, si rivela solo una tappa verso altro, il cui valore consiste tutto nel non essere ancora stato raggiunto. E se scoprissimo che anche questo è un inganno inventato per tirare avanti la commedia dell'esistenza, e cioè lo sviluppo, il mercato, il Pil, i gadget?".
…Accettando di più la nostra quota di sofferenze, la fertilità della noia e del silenzio, il dialogo con noi stessi e con gli altri, forse saremo in grado di uscire dal labirinto dei desideri, dalla melassa di pensieri scomposti che attualmente ci imprigiona.
… Efficacissimi rimedi all'ansia, secondo lo psicoanalista e scrittore Luigi Zoja, sono l'arte e la bellezza.
… Se esiste un senso della bellezza, innato quanto quello della giustizia, esso può opporsi alla violenza oscena, il cui consumo è causato dal vuoto interiore. Più la bellezza è tale, più sentiamo che va al di là dello spazio e del tempo in cui si manifesta. Se riusciamo a entrare in rapporto con essa, entriamo in qualche modo in rapporto con l'infinito e con l'eterno.
… Non la privatizzazione, che la riduce a cosa di uno, ma la contemplazione, che può essere condivisa da tutti, assicura vita alla bellezza. (...) L'immobilità serena che scaturisce dalla nostra meraviglia è la miglior medicina contro l'aggressività pedante, contro la competitività invidiosa, contro l'avidità ansiosa che ci fa obesi, quasi sempre psicologicamente, e talvolta anche fisicamente".
Da "Donna supplemento" 15 settembre 2007
Conosco bene i sintomi che l'ansia può generare, sia nel corpo che nella mente. Essa può insorgere sia per motivi esterni alla persona, sia interni.
Stampa questa pagina![]()
hiudi
questa pagina