IL FATTO
La confessione sta attraversando un
momento di ripresa, dopo un lungo periodo in cui è stata messa da parte. Sulla
stampa vi è stata un’ondata di articoli sul sacramento
della confessione, o riconciliazione come spesso è definita. Il 21 settembre,
il Wall Street Journal ha riferito di
un’iniziativa, a cui hanno partecipato più di 5000 persone, riguardante un fine
settimana dedicato alla riconciliazione, che si è svolto a marzo nella diocesi di Orlando, in Florida.
L’articolo del Wall Street Journal ha
riferito poi che tra alcune confessioni protestanti sta crescendo l’interesse
verso la “confessione”. L’estate scorsa, un ramo nordamericano dei luterani ha
approvato, nel corso di un incontro, un provvedimento a sostegno del rito della
confessione dopo più di un secolo in cui è stata
lasciata in disparte.
Alcune forme di confessione praticate e diffuse dai
protestanti sono, tuttavia, assai diverse dal sacramento cattolico. Il Wall Street Journal ha riferito di
confessioni oggetto di riprese video che vengono
persino diffuse su siti come YouTube.
Tra le altre iniziative vi è un sito Internet per le confessioni, gestito da
una congregazione evangelica di Cooper City, in Florida. Sul sito, secondo il Wall Street Journal, figurano i peccati
pubblicati da 7.700 people.
Il crescente interesse per la confessione segna un’inversione
di tendenza, ha osservato l’articolo. Secondo un sondaggio del 2005,
solo il 26% dei cattolici negli Stati Uniti dichiarava di confessarsi almeno
una volta l’anno, rispetto al 74% dei primi anni ’80.
La ripresa della confessione, soprattutto nella forma pubblica, ha dato luogo
ad una miriade di varianti, come evidenziato in un
articolo della Reuters del 27 settembre.
L’agenzia parla di un nuovo sito Internet di una grande
società editrice di romanzi, la Harlequin Enterprises. Su questo sito, tutti possono confessare
on-line, in anonimato, i propri peccati.
Altre varianti di confessione sono state riportate in un particolare articolo
pubblicato il 31 agosto sul Los Angeles Times, secondo il quale in un sito internet è
consentito persino di fare commenti sulle confessioni altrui e di dare
consiglio a coloro che si sono confessati.
Anche la Chiesa cattolica sta tentando di promuovere
l’interesse per la confessione. Quest’anno, alcune diocesi hanno promosso
campagne per incoraggiare il ricorso a questo sacramento nel periodo precedente
alla Pasqua. A Washington, ad esempio, le 140 chiese dell’Arcidiocesi sono
rimaste aperte per le confessioni ogni mercoledì sera.
IL COMMENTO
Mi sta bene che stia riprendendo l’interesse verso la confessione, a patto
che l’interesse sia serio e non sia, ad esempio, la seduta psicologica gratis,
la curiosità del prete su come il penitente viva il sesto comandamento, la guardoneria degli
altri che girano su You tube, l’assoluzione generale
e via elencando.
Per me la confessione è un
momento di verifica della mia vita prima con Dio e poi con il suo ministro. In
genere mi confesso quattro volte l’anno: all’inizio dell’Avvento, all’inizio
della Quaresima, verso il mio compleanno e verso la fine di ottobre.
Perché queste date? Non lo so. So che mi sono dato
questi momenti dell’anno come verifica della mia vita spirituale.
La confessione è sentirsi
vicini al Dio di Gesù che ci richiama un comandamento sublime, quello
dell’Amore che non riusciamo a vivere appieno nella
nostra quotidianità esistenziale.
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