MESSA DI DONNA PRETE

IL FATTO

(dal sito www.chiesaincammino.org – traduzione di Stefania Salomone)

Nella chiesa al centro della città di Eugene una donna prete celebrerà la Messa. O meglio: una donna “prete” vorrebbe celebrare la Messa. Questo è certo: un ex-abitante di Eugene, Toni Tortorilla tornerà a presiedere un rito religioso chiamato Messa Cattolica tradizionale.
Tortorilla, 60 anni, è una psicoterapeuta di Portland, laureata in teologia che afferma di essersi sentita chiamata al presbiterato fin dall’infanzia. Nel luglio scorso, durante una celebrazione nella chiesa protestante di Gresham, è stata ordinata “primo prete cattolico donna” dell’Oregon – almeno agli occhi dei suoi sostenitori ed è fra le quasi 100 donne nel mondo che sostengono di essere state ordinate al presbiterato o al diaconato nell’ambito del movimento cattolico dei preti-donna, nato nel 2002. Il movimento intende supportare donne ‘teologicamente preparate’ che sentono di essere “chiamate dallo Spirito Santo” a diventare ministri dei loro fratelli fedeli cattolici.
Tortorilla e le sue colleghe sostengono di essere state ordinate da vescovi-donna, a loro volta ordinate da vescovi in buoni rapporti con la chiesa cattolica romana.
Ma il diritto canonico, specialmente il canone 1024, vieta espressamente questa azione: “Solo uomini battezzati possono validamente ricevere l’Ordine Sacro”.
abbia l’ultima parola – la chiesa o la coscienza personale – in una moderna società.
Tortorilla, alla domanda se le sue azioni fossero realmente dannose per la chiesa, cita un eminente teologo cattolico:“S. Agostino dice, ‘Una legge ingiusta non è una legge”.

IL COMMENTO

Ho stralciato quel che ha tradotto Stefania Salomone per dire una sola cosa: per me questa donna è profetica. Non so come sia arrivata ad essere ordinata prete da donne vescovo e se questa ordinazione sia valida, ma illecita. Dico che l’atteggiamento provocatorio di Tortorilla deve servire a scuotere le coscienze per capire meglio il problema del ministero sacerdotale che deve essere rivisto nella sua completezza, compreso il sesso del ministro. Dio non fa differenza di persone e quindi non dobbiamo farle noi. A mio avviso celibato facoltativo e sacerdozio femminile sono due temi che debbono essere affrontati congiuntamente e debbono trovare risposta seria da parte dei Pastori. Passerà del tempo, sono d’accordo, ma questi gesti profetici aiutano a scuotere una chiesa dormiente.


Stampa questa pagina
 

Chiudi questa pagina