Carla
Maria
Settembre 2007
E' con un po’ di soggezione che mi rifaccio viva, se non dopo un
anno ci manca poco; diciamo che è stato un periodo "intenso"
perchè ho messo su famiglia, da qui una serie di cambiamenti meravigliosi
ma impegnativi: trasloco, vita quotidiana e soprattutto linea adsl nuova (purtroppo con tutti i problemi del caso quando
si cambia gestore di servizi ... ).
E
comunque rieccomi qui; che
bella l'iniziativa dei gruppi di auto-aiuto! Spero tanto che aumenti anche il
numero delle città coinvolte, perchè un sostegno concreto a chi si trova in
difficoltà così grandi può fare davvero tanto.
In
questi giorni ho seguito da tv e giornali il caso di don Sante Sguotti; che tristezza ... . Dico
tristezza perché mi è sembrato tutto un baraccone mediatico,
dove l'attenzione è stata come al
solito dirottata verso il lato pruriginoso della vicenda (il prete
ha avuto rapporti carnali con la donna? E' lui il padre del bambino?),
mentre della sofferenza dei protagonisti nessuno si interessa.
E del resto, se soffrono
chi se ne frega.
La
conferenza stampa, in chiesa o in canonica, è stato uno spettacolo surreale;
don Sante accerchiato da una ridda di giornalisti probabilmente cresciuti con
il mito di "Uccelli di rovo", fuori la gente con gli striscioni ... .
Io
non conosco i diretti interessati, quindi non posso dire niente; non sta a
me sindacare sul comportamento di don Sante, se ha fatto bene o male a esporsi in questo modo, se certe dichiarazioni doveva
tenersele per sé e limitarsi a scrivere una lettera al vescovo per esprimere
tutti i suoi dubbi.
Non
mi meraviglio neanche più di tanto, perchè ho toccato questa realtà con mano e
so benissimo che questo non è un caso isolato, ma la punta di un iceberg che
non si può continuare ad ignorare.
E'un mondo sommerso, che
ogni tanto viene fuori per un attimo, per poi essere di nuovo ricoperto dalle
acque; fra un paio di giorni o al più tardi fra qualche settimana, nessuno
parlerà più di don Sante e della sua fidanzata.
Sarebbe
bello invece oltrepassare il gusto per il
pettegolezzo, per il proibito, e cercare di spingersi più lontano. Il
nocciolo della questione non è tanto, a mio avviso, se un sacerdote abbia o meno il diritto di innamorarsi, di sposarsi, ma
piuttosto: veramente il sacramento dell'ordine esclude quello del matrimonio?
Perchè
ci sono sacerdoti che non sono adatti a svolgere la loro funzione e desiderano
ritirarsi a vita privata, ma ce ne sono anche tanti altri che desidererebbero
continuare a svolgere il proprio ministero, pur avendo una famiglia.
Io
sono un'archeologa e ho studiato archeologia e letteratura cristiana e alle
origini non era così! Il ruolo e l'immagine
stessa della donna non era visto come un elemento così
negativo in rapporto con il divino. Se penso a quella che è stata la mia
esperienza personale, anche se si è conclusa molto
male, posso dire di non essermi sentita "sporca" in nessun momento, a
dispetto di quello che mi dicevano alcuni confessori quando andavo da loro in
cerca di un minimo di conforto umano e uscivo ancora più distrutta di prima.
Sì,
mi sono posta tante domande su quello che avrebbero
pensato gli altri e sulla Chiesa, ma quella degli uomini, non quella di Dio;
perchè io in coscienza mi sono sempre sentita tranquilla, davanti a Dio non ho
mai avuto un dubbio.
Questo
non per una mia presunzione, sentivo semplicemente di non stare facendo nulla
di male; l'amore è un dono e innamorarsi (parlo di sentimento autentico, non di
capriccio) è un sentimento che può elevare verso Dio.
Perchè
un sacerdote, che fino a prova contraria è un uomo, dovrebbe essere immune
dall'amore? Perchè
un sacerdote innamorato non può essere un bravo sacerdote?
Bah,
la smetto prima di andare a infilarmi in altri
ragionamenti da rompicapo.
Un'ultima
considerazione sul ruolo della donna: la solita ombra che aleggia di
sottofondo, evanescente come un fantasma, pesante come un sospetto; perchè alla
fine è più comodo avere un parafulmine su cui scaricare le colpe e le
responsabilità, piuttosto che un interlocutore con cui potersi confrontare in
un dialogo sereno e aperto.
Un
abbraccio a tutti,
Carla Maria
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