Lettera alle amiche

 

Così scriveva qualche anno fa una nostra amica curatrice con noi del sito

 

Scrivo perché sento che vi sia la necessità e l’urgenza di una convergenza di intenti e di testimonianze per "Donne Così". Il nostro sito sta crescendo in modo esponenziale rispetto al materiale proposto, e questo la dice lunga dell’interesse che desta il rapporto donna e sacro nella sue varie espressioni e sfaccettature.

 

PROPONGO E CHIEDO

Una convergenza libera, senza che per questo si costituisca alcun gruppo, che dia modo a tutti noi e non solo alle sorelle o ai fratelli direttamente investiti dalla problematica o dal dolore, di mettere in comunione i nostri doni, affinché ci riuniamo in modo ecumenico, e cioè accogliendo tutte le donne e gli uomini di buona volontà.

 

QUALI I DONI?

Per alcune/i la sofferenza patita, per altre/i la capacità professionale o teologica, per altre/i la preparazione psicologica e scientifica, per quelle/i come me, semplicemente la convinzione che quello che gratuitamente ho ricevuto gratuitamente offro, nel mio piccolo.

 

PROGRAMMI

Cerchiamo idee, cerchiamo contributi ben mirati a quanto il sito propone circa le varie sfaccettature della problematica “donna e sacro”. Cerchiamo testimonianze delle difficoltà ma anche suggerimenti, possibilità di dialogo e confronto con altre persone che sono lontane da questa realtà specifica, ma che possono appunto apportare il contributo della donna o dell'uomo che ne è "al di fuori".

Ricordo a questi ultimi, che non vi è un "di fuori", e non cerco altro che il convergere di un comune intento e di un confluire armonizzabile delle nostre specificità e diversità.

Non ci stanchiamo di cercare un dialogo con le suore-suore e con le suore-uscite, convinte che il discorso sulla vita religiosa è uno solo: sul discepolato di donne. Il dialogo si apre e si inceppa, poi si riprende e si inceppa ancora. Quale il motivo? Per quanto riguarda le suore-suore credo che la risposta al perché sia questa: non si osa seguire fino in fondo un’iniziativa non surrogata dai luoghi istituzionali. Per quanto riguarda le suore uscite, forse c’è un’altra remora: guardare avanti e basta! Ma perché non aiutare qualcuna che ne ha bisogno?

 

ANONIMATO

Mi concedo infine due parole circa l’anonimato.

Voglio sperare che siano sempre di più le sorelle ed i fratelli disposti ad esporre le loro testimonianze e a dare i loro contributi senza ricorrere a pseudonimi di fantasia. Questo purtroppo è un grande ostacolo alla diffusione delle idee ed anche alla credibilità di quanto si pubblica in sito.

Vi lascio con queste parole di E. Drewermann:

- La storia della passione del vangelo di Marco è una storia di uomini; tutto quello che vi accade è progettato e compiuto da uomini. Soltanto nel momento finale, sotto alla croce, viene menzionato il gruppo di donne che restano accanto a Gesù fino alla morte. […] La parola decisiva che il cristianesimo rivolge al mondo, è specificatamente un messaggio di donne. -