

Dopo aver visto il film su Pinocchio,mi rivolgo al protagonista,
pensando alla nostra condizione…
Carissimo Pinocchio,
come somigli
ai bambini dei tempi passati!
Simpatico percorri un mondo non fatto per te.
Ma non ti adegui come gli altri con la forza
di duri implacabili principi
e doveri.
Resti, almeno per un po', la marionetta
in perenne ricerca di un
posto dove regni sovrana
la baraonda assordante e dove
l'ebbrezza non abbia freni.
Quanto diversa la tua precedente esperienza
di albero cresciuto in
pacifica foresta, dalla quale sei uscito,
tronco
saltellante, a portare sfracello in ogni dove.
Anche noi oggi, usciti da
luoghi d'intatta bellezza,
stanchi di chiuso e di triste
routine, fuggiamo
sugli asfalti impietosi, in
cerca di un'impossibile libertà.
Fai presto ad amare il tuo fattore imparruccato,
a cui ne combini subito una
delle tue.
Nell'atmosfera povera e rude in cui Geppetto
ti ha concepito
porti
sconquasso, perché non è la tua dimora ideale
quella in cui
hai preso forma umana, grazie alla quale
hai ricevuto in dono l'unica
cosa che non hai mai tradito,
un cuore di carne capace di
amare e di soffrire.
Fai presto a staccarti dal babbo, volendo a lui sempre tornare
quando amare
prove ti sveleranno la triste verità
del male nascosto dietro lusinghiere
apparenze.
Ad esse non puoi dire NO, tu, fantoccio
spensierato:
vuoi tutto
facile comodo godurioso, adatto
alla tua
esuberante ingenua vitalità.
E per questo mi piaci e ti
sospiro anche oggi
nel tuo tentennare tra due
mondi entrambi ormai eclissati:
degli affetti e di una felicità
che è difficile sognare.
Povero Pinocchio, marionetta vivente che non hai scelta,
che devi dire NO a ciò che
t'attira e dire SI'
a ciò che è noioso
ripetitivo, inquadrato nell'ordine.
Il Bene è la povertà squallida e misera
o la vaga immagine femminile
che ti compatisce,
capisce il tuo
dramma, ma tiene duro
fino a
fingere la sua morte e a farti impazzire di dolore.
Fatina, fin troppo presente nel suo cocchio incantato
trainato da una
miriade di svelti topini,
(non evanescente
figura quale la fece Collodi).
Non ti dà tregua per esercitare su di te l'altro fascino
di un bene, che fa leva su
carezzevoli moniti e sentimenti,
e perciò lacera il tuo cuore
di contrastanti dilemmi.
Hai anche trovato l'amico vero, che non è volpe,
astuta
imbrogliona, né gatto che le fa eco,
né odioso grillo che ti
spiattella la nuda e cruda realtà.
E' un ragazzo vero, Lucignolo, che non ti trascina a sé
per tenderti una trappola, ma
che crede come te
in una possibile facile
perenne domenica,
ma muore vittima della più
truce vendicatrice condanna.
Pinocchio, ho pena per il
tuo amico, ma quasi quasi
mi fai pena ancor più tu che
ti redimi a causa del tuo buon cuore,
pagando il fio di innocenti
desideri e miraggi.
Dovevi per forza rinascere dentro la balena,
nell'oscurità
dove i tuoi occhi atterriti non sapevano
ormai
presagire che sconforto e morte.
Lo so, la favola doveva avere lieto fine,
nel farti ritrovare il tuo
caro babbo e darti
ancora pianto
di tenerezza e di… pentimento.
D'altra parte sei bambino di tempi lontani:
cinque anni, o
sette, dieci? Non hai età.
E' incantato il mondo che tu sapesti amare senza diventare mai
cattivo, perché
burattino, fatto per stare
tra pupi, nella giostra del
piacere senza fine,
senza noie,
senza impegni, senza costrizioni.
Mi piaci così,
"pinocchio", eterno bambino.
libero da regole impastate di
pesanti doveri.
Soprattutto mi dispiace
saperti dilaniato tra bene e male.
Ma perché Lucignolo muore? Perché la fatina
è destinata a scomparire per
sempre, dopo la sua missione
di morbida seduttrice di un
bene opposto alle tue voglie?
Perché devi smetterla di essere
burattino per
divenire un
bambino umano in carne ed ossa?
ombra sfugge
al comune destino, libera di scorrazzare
tra sterminati paesaggi dagli
orizzonti aperti….
Vorrei che i bimbi d'oggi
inseguissero ancora
la tua ombra che fugge via da
un mondo prepotente, attratti,
non sedotti, da una Bontà
datrice di felicità ai poveri della terra.
A. R.