DONNE DISARMANTI
Storie
e testimonianze su nonviolenza e femminismi
Pag 280 13 euro
edizioni Intra Moenia
Ci sarà un motivo per il quale in moltissime le storiche, le
antropologhe, le filosofe, le giornaliste, le studiose femministe centrano l’attenzione
sull’uso delle parole, e mettono in guardia sulla stretta connessione tra
violenza del linguaggio comune e violenza reale, nelle relazioni quotidiane
come nella politica, nella comunicazione mediatica e
quindi nel tessuto sociale.
Se cercate su qualunque vocabolario la parola nonviolenza non la troverete, perché non è registrata così come la scriviamo, senza trattino o elementi di separazione; eppure si tratta di una piccola grande rivoluzione semantica, simbolica e quindi di immensa portata, nel tempo, quella di coniare una parola che si opponga, nel suo significato, ad un’altra altrettanto potente proprio perché la contiene, però anteponendo una negazione.
Al di là di come la si scrive, nel concetto di nonviolenza la violenza è contenuta
perché non la si nega: non troverete un uomo o una donna che si dicano,
sinceramente, nonviolento o nonviolenta e che non ammettano in primo luogo che il lavoro più duro non è il
contrastare la violenza esterna, ma la
propria. Il lavoro pesante è proprio questo.
Come lo è stato, e per ogni
nuova generazione di donne lo è, appropriarsi della
consapevolezza che il privato (di
solito la sfera destinata alle donne perché relativa alle relazioni, ai
sentimenti, all’emotività) è politico,
e far diventare questa verità luogo comune anche presso gli uomini.
Eccoci al punto.
Le domande che Monica Lanfranco e Maria G. Di
Rienzo pongono, e che sottendono tutto questo libro, tra le altre, sono: essere donne aiuta nella scelta nonviolenta,
costituisce un vantaggio rispetto all’essere uomini?
Le donne sono più portate alla nonviolenza perché considerate meno aggressive, più miti, visto che la natura le ha dotate del
compito di procreare e occuparsi dei cuccioli?
Questo libro affronta queste domande e offre e delle risposte, anche se dare un riscontro affermativo assoluto sarebbe, oltre che banale e sbrigativo, davvero sbagliato.
Conclude infine il libro un articolato manuale
di comportamento per l’azione diretta nonviolenta, considerata come una terza
via, un’alternativa fra il sottomettersi alle ingiustizie e la reazione
violenta contro di esse.
Con
contributi di Lidia Menapace, Imma Barbarossa, Tiziana Plebani,
Rosangela Pesenti, Starhawk,
Vandana Shiva, e interviste
a Luisa Morgantini,
Dawn Peterson, Giancarla Codrignani.
LE AUTRICI SONO DISPONIBILI
PER INCONTRI DI PRESENTAZIONE
I LORO RECAPITI: MONICA 3470883011- 010
543684 mail mochena@village.it
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