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L'uomo con la risata più pazzesca che io
conosca è Jeff Bezos,
americano di Seattle, geniale fondatore di Amazon.com.
Mi avevano avvertito che le sue frequenti esplosioni di buonumore erano
sconvolgenti: ma quand'è partito con quel verso agghiacciante, mi ha lasciato
senza fiato. Immaginate un branco di oche sotto
l'effetto di un allucinogeno, finite per sbaglio dentro un ventilatore
industriale: be', l'effetto acustico è quello.
Se Bezos
è un fuoriclasse, molti uomini e donne ridono in maniera sorprendente: chi non
ha avuto in classe la compagna dalla risata strozzata, o l'amico dal risolino
isterico? Ultimamente questi personaggi si notano meno, anche perché in Italia
c'è poco da ridere, e loro sono fuori allenamento. Ma
se tendete gli orecchi e ascoltate, le sorprese ci sono ancora.
La donna-foca. Convinta nella
prima infanzia che ridere fosse sconveniente, ha
imparato a contenersi. Quest'autolimitazione non è
priva di conseguenze: la sua risata è a mezza gola, sincopata, e somiglia a un singhiozzo. Se avete una donna-foca in ufficio,
chiudete gli occhi e mettete al massimo l'aria condizionata: vi sembrerà
d'essere al Polo Nord.
L'uomo-iena.
Non ride: schiamazza. Si sbellica, si scompiscia,
schiatta dalle risate: e voi non capite perché. La sua risata però è allegra,
rumorosa e contagiosa. Da solo, riesce a mettere di buon umore un'intera banca
(e di questi tempi non è facilissimo). L'uomo-iena è popolare tra i colleghi:
un suo sghignazzo è in grado di interrompere qualsiasi
riunione e trasformarla in una simpatica gazzarra.
Il ragazzo-topo. Ha una
risata acuta e nervosa, simile al verso di un ratto inseguito da un dalmata o
da un animalista. La cosa curiosa è questa: il proprietario
di quella risatina ha il fisico abbondante e l'occhione
languido alla George Clooney
(a proposito: raccogliamo le firme per una moratoria delle sue apparizioni in
copertina?). Voi lo guardate e non sapete cosa fare: dovete credere al
fisico virile o alla risata infantile? Nelll'incertezza,
sperate che stia zitto.
La nonna-lupo. Personaggio
imprevedibile: sembra distratta, e poi parte in una risata lunga e lugubre, una
sorta di ululato che gela la stanza. Le figlie
interrompono le ciacole, i nipotini smettono di
frignare, i generi si svegliano improvvisamente dal torpore. La nonna-lupo non
capisce perché il suo buon umore abbia quest'effetto sul prossimo. In fondo,
non c'è nemmeno la luna piena.
Da «Io Donna», sabato 24
settembre 2005