Sessualità dono di Dio

(di padre Andrea Gasparino)

 

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L'amore ha sempre la A maiuscola

L’etica sessuale bisogna cominciarla dalla parola di Dio. Io suo principio fondante è nella prima pagina della Bibbia, quando dice “Facciamo l’uomo a nostra immagine a nostra somiglianza" (Gn.1,26).

L’uomo è modellato sulla bellezza di Dio: questo principio etico non dovrebbe mai cessar di brillare davanti ai nostri occhi quando parliamo di etica sessuale.

E’ il faro luminoso che rischiara tutta la problematica umana, in tutti i campi. E’ un principio elementarissimo che dovrebbe ispirare ogni filosofia sull’uomo.

Allora partiamo da Dio per capire l’uomo.

Chi e Dio?

Se lo chiedete a Platone risponderà :” E’ il Sommo Bene”.
Se lo chiedete ad Aristotele risponderà: “ E’ il Movente Primo dell’Universo”
Se lo chiedete alla Parola di Dio, essa risponde: “ Dio è amore “ (Gv. 4,16).

E allora, che cosa sarà l’uomo se è modellato su Dio?
L’uomo è una creatura votata all’amore.
Il primo amore è Dio, l’uomo è votato anzitutto al Primo Amore, a Dio. Poi è votato ad amare i suoi fratelli.

L’uomo è una scintilla di amore scoccata dal cuore di Dio. Il nucleo centrale dell’io umano è l’amore. L’uomo si sente nato per amare e per essere amato. Quanti fiumi di amore attraversano la vita dell’uomo e la rendono più bella: l’amore paterno, l’amore materno, l’amore filiale, l’amore di amicizia, l’amore sponsale, l’amore coniugale.
Dio è la sorgente di questi amori
”.

L’uomo che non impara ad amare è un essere depauperato nella sua essenza più profonda.
L’uomo che non ama è una profanazione del progetto di Dio.
L’uomo che non ama è votato all’assurdo, è votato alla tristezza e al nulla, diventa sgorbio intollerabile a se stesso e a Dio.

Quando al sesso si chiede soltanto il piacere si perde di vista l’amore, addirittura si diventa incapaci di amare. E ciò è distruggere con le nostre mani quanto di più bello Dio ha progettato per noi”. (G.Bosticcio)

L'amore è comunione

Lo sappiamo, lo vediamo, lo sperimentiamo che è così. L’amore è comunione.

L’amore di una mamma sta nel vivere per il suo bambino, è comunione con la sua creatura.
L’amore di due amici sta nel condividere tempo, affetto gioie e anche pene.


Dio è amore. Ma l’amore è comunione. Dio allora è la più alta realtà di comunione.
Per questo la Sacra Scrittura ci presenta Dio non come un solitario ma come una realtà sublime di comunione : Il Padre, il Figlio, lo Spirito.
Tre realtà in comunione di Amore infinito.

L’uomo che ama anche lui è una realtà di comunione:

- comunione con le cose,
- comunione con le persone,
- comunione con Dio.

L’amore per l’uomo è un apprendimento a far comunione. La vita dell’uomo è un cammino di comunione: prima i genitori, poi la famiglia, poi gli amici, poi una persona in particolare; e attraverso questo esercizio di comunione l’uomo matura verso la grande comunione con Dio, il suo destino supremo.

 La sessualità

Affonda le sue radici nella socialita’ dell’amore. Dio ha messo nelle profondità dell’essere umano delle spinte profonde di comunione.

La religiosità è una di queste spinte profonde di comunione: porta l’uomo alla ricerca di Dio, fino alla comunione con lui.

La socialità è un’altra di queste spinte profonde di comunione con i fratelli. “ Se si spegnesse nell’uomo il desiderio di dialogare con gli altri, si realizzarebbe uno dei segnali più funesti della sua disgregazione psichica.”.

La sessualità è un’altra tendenza che porta l’uomo verso una comunione profondissima con un “tu” particolare.

La sessualitaà dunque è una forza voluta da Dio per il bene dell’uomo, per la sua maturazione a una comunione profonda, per portare a termine un progetto di Dio.

Non è una forza cieca, è una tensione accesa da Dio, voluta da Dio, consegnata in uno suo sapiente progetto di amore per l’uomo.

“Sullo stelo della sessualità deve sbocciare l’amore . è questo l’intento di Dio.

Questa forza che spinge l’uomo verso un “tu” particolare è un dono, è dono sapiente di Dio, non è forza disordinata e cattiva, perciò va accolta, va difesa, va aiutata, va purificata, fino a giungere a cambiarla in autentico amore.

Anche l’animale ha l’istinto sessuale.
Che differenza c’è tra la sessualità dell’uomo e quella dell’animale? Anche l’animale ha un corpo, ha degli istinti, ha un suo mondo affettivo. Ma l’animale non ha scelte. Non ha facoltà di scegliere. Solo l’uomo sceglie. Qui sta la grandezza dell’uomo.

L’uomo ha il potere di dirigere il suo istinto sessuale e di disciplinarlo.
L’uomo ha il potere di razionalizzare e finalizzare l’istinto.
L’uomo ha il potere di utilizzare l’istinto per orientarlo all’amore.

Quando l’istinto sessuale è cieco siamo precipitati nell’ambito animalesco dell’uomo; l’uomo si degrada e decompone la sua dignità.

Il peccato sessuale consiste nel separare la sessualità dall’amore.
L’uomo viene convogliato sulla strada dell’egoismo che lo impoverisce e talvolta anche lo abbrutisce
” (G:Bosticcio).

Un'intuizione di Kafka

Il genio di Kafka è stato colpito da un grosso problema dell’uomo. Nelle opere di Kafka sovente emerge questa idea di fondo: nell’intimo dell’uomo “c’è qualcosa di rotto”.

Si, ha ragione Kafka, la Parola di Dio lo conferma. Nella storia dell’uomo, secondo la Bibbia, c’è un momento buio di dove comincia per l’uomo un processo di decadimento morale.

L’uomo è stato toccato dal male e il male si è ingigantito lungo i secoli, travolgendo l’uomo.

A questo processo di decadimento la tradizione cristiana ha dato un nome, l’ha chiamato peccato originale.

Basta aprire gli occhi per constatare la fragilità morale dell’uomo. In tutti i tempi l’uomo è stato un debole, travolto dalla sua debolezza, ma oggi il suo decadimento morale sembra abbia toccato il fondo.
L’egoismo scatenato, la sessualità impazzita, la violenza che travolge tutto, la delinquenza che diventa legge e sottomette la legge, sono fenomeni oggi così impressionanti che fanno tremare.

Si, il cammino dell’uomo è resto difficile dalla debolezza congenita all’uomo e dalla perversione che lo circonda; sì, il cammino è difficile, ma nulla è cambiato nel destino dell’uomo, nulla è cambiato nel suo progetto originale: i suoi istinti profondi sono sani, l’istinto sessuale è sano, è orientato alla completezza dell’uomo, perciò alla sua maturità, alla sua pienezza.
Solo che s’impone per l’uomo vigilanza e fermezza. L’uomo per la sua debolezza non può giocare d’ingenuità.

L’uomo ha bisgono di un salvatore: ha bisogno di luce per capire e forza per camminare.
Questa luce, questa forza che gli viene incontro è una persona, è Gesù Cristo.
In Cristo l’uomo è salvato. In Cristo l’uomo è ricuperato.
In Cristo l’uomo è rafforzato, trasformato, rinnovato a una speranza nuova, a orizzonti nuovi, immensi, che giungono fino alla santità.

Il problema dell’uomo è solo accogliere Cristo, è entrare nella sua vita e ancorarsi in lui. L’uomo ancorato a Cristo non può essere travolto dal male.

Accogliere Cristo

E' solo Cristo che guarisce l’uomo.
E’ solo Cristo che lo rafforza.
E’ solo Cristo la luce vera dell’uomo.
E’ solo Cristo la salvezza che non delude.

Cristo è venuto per medicare le debolezze dell’uomo, per aiutarlo a districarsi nelle false luci, per dargli costanza nella lotta, per camminare passo passo al suo fianco.

Dice il Concilio:" La Chiesa crede di trovare nel suo Signore e Maestro il centro e il fine di tutta la storia umana"

Dice Giovanni Paolo II :"E’ solo in Cristo che l’uomo comprende se stesso”.

Ormai è vietato il pessimismo, è abolita la paura: ora l’uomo con Cristo può sfidare la sua debolezza e anche la perversità del male che lo circonda.
Ora con Cristo può camminare spedito nel suo destino di uomo. Anche la sua sessualità ha in Cristo una guida sicura.
L’uomo deve solo imparare ad affidarsi a lui. Deve imparare a pregare: la preghiera è la forza di Dio che entra in noi.

Deve imparare a ricevere la luce: la parola di Cristo è un faro di luce su ogni problema umano.
Deve imparare a modellarsi: Cristo non è un modello di uomo da ammirare, è un modello da imitare.

L’uomo deve entrare in un rapporto d’amicizia con lui.

Nessuna debolezza grave è possibile a chi è giunto a una intimità vera e profonda con Cristo.
Chi entra in amicizia profonda con Cristo rinnega a poco a poco tutto ciò che dispiace a Cristo: l’impurità non può coesistere con Cristo come le tenebre non possono coesistere con la luce.

Nessuno vi inganni con vani ragionamenti…
Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore.
Comportatevi perciò come i figli della luce
“ (Ef 5,6,8).

NON SAPETE CHE IL VOSTRO CORPO è TEMPIO DELLO Spirito Santo che è in voi e che aveta da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate Dio nel vostro corpo” (1 Cor 6,19s).

Formarsi all'amore

L’amore vero, l’amore forte, l’amore costante.
E’ Cristo il grande maestro dell’amore.

Cristo è molto esigente in fatto di amore: lui ha amato tanto da dare la vita fino all’ultima goccia di sangue, ci ha amati fino a morire per noi.
Il giovane che non sa formarsi all’amore non può risolvere i problemi della sua sessualità.
Non ti illudere, la formazione all’amore è una scuola ardua, ma se ti fidi di Cristo, lui saprà condurti.

Amare è voler bene, è volere il vero bene ed è fare il vero bene della persona amata.

Amare è elevare, mai abbassare; è rafforzare, mai indebolire; è comunicare felicità, mai sprofondare la persona che si ama nella frustazione e nella colpa.

Amare è medicare la fragilità di chi si ama, amare è colmare il vuoto, è dare un ideale, è trasmettere fede e speranza.

Amare non è mai cercare il proprio interesse, non è mai sfruttare, non è mai strumentalizzare la persona che si ama.

Amare significa prima di tutto debellare il proprio egoismo.

Amare è donarsi.

Non ti stringe il cuore a vedere tanti fallimenti nell’amore, tanti matrimoni sfasciati, tanti famiglie distrutte?

Perché succedono queste catastrofi?
Per un motivo molto semplice: all’origine di quel matrimonio non c’era sufficiente formazione all’amore.

Forse nessuno aveva mai detto a quei giovani: ma l’avete vinto il vostro egoismo? Se non l’avete fatto, credete proprio che il vostro sia amore?

Amare è donarsi.
Ma come fa a donarsi chi non si possiede?
Chi non è giunto ancora al controllo del suo egoismo?
Chi non se ne è mai posto il problema con serietà?

Donarsi è vivere per la persona amata, è sacrificarsi per la persona amata.

L’amore che non è eterno, non è amore.
L’amore che non è esclusivo, non è amore.
L’amore che non è puro, non è amore.
L’amore che non segna tutta la vita, non è amore.

Sono necessarie due tappe nella formazione all’amore; sono come due piattaforme di lancio che devono essere conquistate con la tua generosità:

primo: devi formarti nel prendere;
secondo: devi formarti nel dare.

Così il tuo prendere non deve mai essere egoistico; non puoi strumentalizzare, non puoi impoverire, non puoi defraudare la persona che ami.
Poi devi formarti a dare, dare senza impoverire, senza abbassare, senza regredire e far regredire.

Devi imparare a dare e a ricevere al fine di progredire insieme nel dare e nel ricevere.

Sei fidanzato? Da quanto tempo? Il periodo del fidanzamento ti ha guarito un po’ dall’egoismo? O l’ha peggiorato? Sei migliorato? E’ migliorata la vostra personalità? Se questi problemi non te li sei posti, fermati: stai già mettendo in modo sbagliato le prime pietre di un matrimonio che fallirà.

Formarsi alla libertà

Finchè sei schiavo di te stesso non sei preparato ad amare.
Finchè predominano in te la volgarità, i bassi istinti, la sensualità, tu sei immaturo all’amore.
Finchè in casa tua non comandi, tu non sei capace di amare.


Sono verità dolorose che bisogna ribadire finchè sei in tempo.
Gesù Cristo è esigente con la tua formazione all’amore, perciò è esigente con la tua formazione alla libertà interiore.
E’ alla scuola di Cristo che si coltiva la libertà interiore profonda. Gesù Cristo non fa complimenti.

1. Parte dal cuore, dal pensiero, dal più profondo dell’uomo, è lì che insegna a ingaggiare la prima battaglia della tua libertà.

Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio.
Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore
” (Mt. 5,27).

Il tradimento della sensualità ha una genesi lontana: non comincia dagli atti, comincia dai pensieri, dal cuore.

Gli atti sono l’ultimo pantano della sensualità: il primo piede in fallo è sempre nella zona dei pensieri.

E’ lì la prima libertà da conquistare: l’autodominio del pensiero.
Cristo l’ha spiegato diffusamente: “Ciò che esce dall’uomo, questo si contamina l’uomo. Dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive: protituzione, adulteri, cupidigie, malvagità, impudicizie…” (Mc. 7,20s).

La prima roccaforte da conquistare per la libertà è la pulizia dei pensieri. Piaccia o non piaccia, questo è l’insegnamento di Cristo; chi è sporco nei pensieri non è un uomo libero.
E l’uomo che non è libero è immaturo all’amore: cercherà sempre e soprattutto se stesso.

2. Gesù Cristo condanna la sensualità quando imprigiona la libertà dell’uomo.
Ecco come parla la Scrittura:

Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti
erediteranno il regno.
(1 Cor. 6,9s).

Quando alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra di voi, come si addice ai santi” (Ef. 5,3).

Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello” (1 Ts 4,3-6).

E’ ora di svergognare certi lassismi che serpeggiano anche tra i cristiani. “Neppure se ne parli”. Ammonisce Paolo ai primi cristiani. Il cristianesimo non scende a patti con l’impurità, e neppure con i compromessi del lassismo sessuale.

Oggi si è diventati tanto deboli che si accarezzano anche le passioni, ma il pensiero di Dio è chiaro a riguardo del vizio impuro.

Le opere della carne sono bene note: fornicazione, impurità, libertinaggio… circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno” (Gal 5,19-21).

La vita dell’uomo deve spaziare in orizzonti diversi, Dio ha dettato con chiarezza il cammino per l’uomo ragionevole.

Il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Non sapete che siete tempio dello Spirito e che non appartenete a voi stessi?” (1 Cor 6,13).

3. Perciò Gesù Cristo dice no alla masturbazione quand’è colpevole, volontaria, cosciente, perché lede profondamente la tua libertà.

Chi slitta in questa abitudine sensuale non è più libero, non è più uomo; comincia in lui un processo verso l’animalesco.
La masturbazione, anche la poscologia lo conferma,
- è lesiva della personalità
- è un ripiegamento egoistico,
- è una deturpazione della natura,
- è un segno grave di immaturità.

L’impurità è droga, è una devastazione grave alla tua libertà.

Tu operi secondo quello che sei, tu pensi secondo quello che sei, tu parli secondo quello che sei.

L’istante in cui diventi zimbello della sensualità non sei più libero nell’operare, nel pensare, nel parlare.

La masturbazione si vince.
La schiettezza è la prima arma. Sii schietto con te stesso, poi apriti a un sacerdote, e chiedigli di insegnarti a lottare.
Chi lotta con metodo e intelligenza, chi lotta usando la preghiera, anche in pochi mesi può uscire da questa abitudine detestabile.

La masturbazione è droga. La droga si debella, se vuoi debellarla.

E’ urgente cominciare subito, perché la masturbazione è diseducazione all’amore, e ti crea una psicologia egoistica che ti rende inetto ad amare; è droga che “ti fa evadere dalla realtà e ti butta in uno squallido mondo di degradante egoismo”.

Non stravolgere il piano di Dio!

Così parla la Chiesa sulla masturbazione:

La masturbazione, costituisce un grave disordine morale principalmente perché fa uso della facoltà sessuale in un modo che contraddice essenzialmente la sua finalità, non essendo a servizio dell’amore e della vita secondo il disegno di Dio” (S.C: pr l’Educ. Catt., Orientamenti educativi sull’amore umano, n. 98).

la masturbazione è un atto intrisecamente e gravemente disordinato

In generale l’assenza di grave responsabilità non deve essere presunta; ciò significherebbe misconoscere la capacità morale delle persone” (S.C. per la Dottrina della fede, Dichiarazione circa alcune questioni di etica sessuale, n. 9).

 Formarsi al sacro

E’ questo che manca di più nell’etica sessuale. Quando si pensa che Dio ha legato all’atto sessuale il miracolo della trasmissione della vita si può prendere alla leggera il problema sessuale?

E’ questo che i cristiani devono urlare ai quattro venti: chi profana la sessualità compie un delitto! Perché la sessualità l’ha voluta Dio, l’ha coordinata con tutto l’essere dell’uomo, l’ha legata al fisico, alla psiche, al mondo affettivo, l’ha innestata cioè alle ricchezze più profonde dell’essere.

Nel progetto di Dio l’essere umano è un miracolo di sapienza, e la sessualità è uno degli aspetti più nobili dell’uomo.
Ed è tanto nobile davanti a Dio che Dio l’ha voluta come strumento per la trasmisione della vita umana.

Si, bisgona insegnare ai giovani che l’atto sessuale è un atto sacro perché l’ha fatto sacro. Guai a coprirlo di volgarità.

Nella spiritualità indù, gli sposi sono invitati a compiere l’atto coniugale come un rito sacro, nella preparazione spirituale, nella preghiera.
E’ questo da inculcare ai giovani oggi: se Dio stima così l’atto sessuale perché si ha il coraggio di profanarlo? Perché lo si fa oggetto di sfuttametno e di egoismo? Perché lo si sporca di volgarità?

Gli sposi cristiani devono farsi una coscienza nuova. Ai giovani bisogna insegnare che è vietato compiere l’atto sessuale nella leggerezza, cambiandolo in gioco, o peggio in un egoismo.

L’atto sessuale gli sposi veramente cristiani lo compiono nella preghiera. Lo compiono dopo essersi purificati dagli egoismi; lo compiono come espressione di amore a Dio, al coniuge e ai figli.

Si, è un atto di amore a Dio! Quando si pensa ai sacrifici che comporterà l’offrire una vita nuova a Dio, quando si pensa ai problemi che comporterà l’offrire a Dio una creatura nuova, come lo si osa fare se non per a more a Dio?

E’ una mentalità che deve maturare nei giovani cristiani.

Vista in questa luce la sessualità diventa esigente, diventa meta di coraggo, diventa bellezza, diventa santità.

E’ per questo che la Chiesa ha sentito il bisogno di lanciare un documento specifico sulla sessualità (“Orientamenti educativi sull’amore umano”) dove è detto con chiarezza e solennità (anche se troppi imbecilli non l’hanno capito) che “compito della catechesi è illustrare i valori positivi della sessualità”.

E’ proprio in questo doumento che si lamenta l’assurdità di fare della preparazione al matrimonio una catechesi “occasionale”. No! Insegna la Chiesa: il fidanzamento va vissuto come un itinerario di fede, un catacumenato; dice: “Questa catechesi deve essere convenientemente continuata così da diventare un vero e proprio catecumenato.

Battute insensate di gente che non riflette

CHE MALE CE’?
FANNO TUTTI COSI’!

Si, si dice sempre che fanno tutti così. Più c’è paganesimo più “fanno tutti così” – Ma la morale della massa non è morale.

E’ la coscienza che deve ispirare gli atti di un uomo. E per un cristiano è la coscienza illuminata dagli insegnamenti di Cristo.

Dio pretende che il tuo amore sia crescita, non distruzione. La sensualità senza freno non fa crescere l’amore, lo distrugge. E’ egoismo a due. Indebolisce l’amore.

E’ questo il motivo per cui Dio ti chiede di dire no ad una scelta di comodo.
I matrimoni che si sfasciano sono sempre i matrimoni cominciati male, dove i due non hanno sperimentato l’amore, a motivo della sensualità sfrenata. Finchè cerchi lei a motivo del tuo egoismo sessuale inquini il tuo e il suo amore.

Se l’amore non sa riscattare il vostro egoismo, se l’amore ha sempre bisgono di soddisfazioni sessuali è un amore egoistico e immaturo.
Non reggerà alle lotte della vita. Cristo non è per l’amore facile. Cristo ti chiede un amore che resista al capirccio del momento. Crsto ti chiede un amore che cresce e che purifica.

LA CASTITA' NON E' POSSIBILE

Storie!

La castità è possibile, e come! La castità coniugale poi è solo ordine sessuale. Però è necessario che non sia l’egoismo la realtà che ispira la vita.

E per dimostrarti che la castità è possibile e poi per dare forza alla tua debolezza Gesù Cristo ha voluto che nella Chiesa esistessero schiere di giovani pronti alla rinuncia completa, radicale, nella castità perfetta per tutta la vita.

Nel mondo esistono un milione di donne consacrate a Dio che si sono votate alla castità perfetta per tutta la vita.

Quasi altrettanti sono gli uomini (religiosi e preti) che si sono impegnati in nome di Gesù Cristo a battere questa strada.

In tutte le grandi religioni storiche (forse eccettuato l’Islam) esiste il culto della castità perfetta: migliaia di monaci che la scelgono per tutta la vita.

Questo dimostra che la castità è possibile all’uomo, anche la castità perfetta che la Chiesa richiede fino al matrimonio.

 

LA MASTURBAZIONE NON FA MALE A NESSUNO, PERCHE' LA CHIESA LA CONDANNA?


Non è la Chiesa che la condanna, è Gesù Cristo. E la condanna perché la masturbazione è la tomba della tua libertà. La masturbazione è egoismo allo stato puro.

Il male più grave della masturbazione è che intacca la tua personalità: difficilmente cresce nell’amore chi ha il vizio della masturbazione.
E’ un virus che intacca la volontà. E’ un disordine condannato da Cristo.

Questo male rischia sempre di diventare abitudine e l’abitudine crea a poco a poco una mentalità egoistica che plagia la tua personalità-

Se un giovane dorme su questo male diventa così profondamente egoista da segnare negativemntne tutta la sua esistenza.

Devi combattere contro la masturbazione, con serenità, ma anche con serietà.

E’ un male che si sradica con facilità se sai lottare bene e se hai una guida. Apriti con un sacerdote e comincia la tua battaglia. Ho visto dei ragazzi e delle ragazze uscire in modo così deciso da questa droga giovanile da diventare dei santi. E mai più ricade.

L’uomo può vincere qualunque battagia quando lo vuole veramente. Il cristiano poi ha dalla sua la forza di Cristo.

 

ORMAI TUTTI GLI PSICOLOGI CONSIGLIANO I RAPPORTI PREMATRIMONIALI

Gli psicologi disonesti sì! Lo psicologo onesto no, e lo psicologo cristiano ti dirà sempre che ti stai fissando nell’immaturità.

Un grande psicologo che tutti conosconoEric Fromm – un giorno scrisse:

" La prima condizione dell’amore è la libertà. Libertà nel senso di essere privi di pastoie, di non essere legati e inceppati dalle cose e dal proprio io”.

Io mi domando: due ragazzi che si impantanano nei rapporti prematrimoniali sono ancora liberi? Non sono degli “inceppati dalle cose e dal proprio io?”

Tu lo sai come gioca sull’individuo la schiavitù del sesso: è una tenaglia che ti imprigiona e non ti lascia più libero per nulla.

Perché la mentalità della Chiesa in nome di Cristo è rigida contro le esperienze prematrimoniali?

Perché vi incastrano, perché strozzano la vostra libertà. Voi arrivate a un punto che non siete più padroni di decidere della vostra vita, la vostra libertà è insabbiata e voi non siete più capaci di spezzare il cerchio chiuso dei vostri orizzonti sensuali.

Ma ti renti conto che giochi il tuo futuro? Vuoi che la Chiesa, in nome di Cristo, non prenda a cuore questo problema? Ti rendi conto che giochi il futuro dei tuoi figli? Puoi scherzare sulla pelle dei figli che un giorno potrai avere?

La Chiesa pretende che il tuo amore sia porato sull’altrare come omaggio a Dio, perciò vuole che sia un amore responsabile. Cosa faranno nella lotta per la fedeltà quei ragazzi che ora non sanno stare in piedi e crollano al primo fuoco passionale’?
Sanno veramente se si amano? Hanno le prove? Hanno esluso la prova più profonda.

I matrimoni che fallisco dopo pochi mesi sono in gran parte i matrimoni cominciati con rapporti prematrimonilai; sono ragazzi che si sposano ma non hanno dimostrato di amarsi sul serio.

Hanno giurato un amore eterno ma l’hanno fatto da incoscienti perché il loro amore era solo passionale, il loro egoismo era intatto, il fiadanzamento non l’aveva neppure scalfito, erano troppo impegnati a vivere un amore egoistico e passionale, non hanno avuto il tempo di entrare nel problema più importante della loro vita: scelgo te, la tua persona, non le soddifazioni che il tuo copo mi darà.

Il matrimonio è l’impegno davanti alla tua coscienza della condivisione piena della vita; come puoi permetterti la relazione prematrimoniale quando questa condivisione non c’è ancora?

Non avverti che è una menzogna mostruosa quella che stai compiendo? Tu ti permetti un atto che segna una donazione completa della tua vita, mentre la donazione non è ancora avvenuta.

 Battute serie e alcuni perchè difficili

1. PERCHE’ IL MATRIMONIO IN CHIESA? COSA C’ENTRA LA CHIESA?

Per un motivo semlicissimo e importantissimo: tu sei un essere fragile, la tua ragazza è fragile come te, ma il vostro amore è una cosa così seria e così importante che tu hai bisogno di una forza più grande della tua.
Tu hai bisogno di Gesù Cristo.

Il matrimonio cristiano è questo: Gesù Cristo che ti unisce a lei e che vi dà la forza di amarvi fino alla morte, danto tutto! Sfidando tutte le vicissitudini della vita, gli alti e bassi dell’amore, le incomprensioni, le gelosie e anche gli egoismi e le bassezze dell’istinto.

Avete bisogno di Cristo che purifichi il vostro amore, che lo renda forte pronto a tutti i sacrifici, lo renda costante.

Ecco perché c’è un Sacramento, ecco perché Gesù Crsto vuol entrare nel tuo matrimonio.

Tu devi sentire il bisogno di farlo entrare perché la ami, perché non la vuoi duludere, perché non la vuoi ingannare. E lei ha bisogno di Cristo come te per saper rispondere al tuo amore fino in fondo e per sempre.

E’ questo il senso del Sacramento. E’ questo il matrinmoio cristiano.

 

E' ARDUA LA CASTITA' QUALCHE VOLTA SEMBRA IMPOSSIBILE

Si, la castità è una vetta altissima, è una parete di sesto grado. Il problema è tutto lì: essere allenati alle vette e essere sufficientemente attrezzati per la scalata.
Chi lascia allo stato brado i suoi istinti è naturale che non sia allenato alle vette. Chi accontenta se stesso in tutto, chi non impara a dir di no a se stesso, chi non si è mai fatto il problema dell’autodominio, chi non sa dove il sacrificio stia di casa, è naturale che non ce la fa con la castità.

Poi è necessaria l’attrezzatura per l’alta montagna: con le pantofole da tennis non si scala l’Himalaya. Certi passaggi in parete esigono buone corde, booni chiodi e un po’ d’ardimento.

L’attezzatura fonamentale per la castità è la preghiera.
Senza di quella la castità è impossibile. La preghiera è la potenza di Dio che scende in noi: quando dentro la nostra debolezza sceede la potenza di Dio non c’è difficoltà che resista all’uomo.

Si, bisogna imparare a pregare e bisogna imparare l’abitudine della preghiera, cioè bisogna addestrarsi a essere costanti nella preghiera.

Non basta una preghiera appiccicata come un francobollo alla nostra vita: occorre far l’osso alla preghiera e occorre imparare a qualificare la preghiera.

C’è tipo e tipo di preghiera. C’è la preghiera inconsistente come un soffio e c’è la preghiera che è vita che scende in noi.

Chi impara a pregare impara la strada della castità.

Poi c’è la seconda attrezzatura, la vigilanza. Siamo fragili. Non dobbiamo peccare di ingeniutà. Se l’auto sbanda sul pendio è solo un miracolo se si fema. Chi è presuntuoso, chi non ha paura della sua debolezza, chi non accetta la sua debolezza, chi non ne tiene conto, è difficile che si salvi dai tranelli della sessualità.

Poi c’è la terza attrezzatura : la volontà forte, la volontà allenata, la volontà preparata al combattimento. La castità non è fatta per chi non allena la volontà alla lotta. Le vette sono rieservate ai coraggiosi che hanno saputo temprarsi ad un allenamento efficace.

 

GLI OMOSESSUALI SONO PERDUTI?

No! No! No! Dio non fa sgorbi.

Anche gli omosessuali possono realizzarsi se hanno buona volontà.
La piaga è sempre più estesa e minacciosa. Ma diamo fiducia a questi ragazzi. Dio li guarda con grande amore, sono sue creature. Ognuno di essi ha un destino, vanno aiutati e compresi.

Io oso affermare che l’omossessuale è un chiamato alla donazione totale di se stesso ai fratelli. Se ha il coraggio di accettare la sfida di Dio che lo chiama a servire il prossimo può trovare in sé delle energie pari a chi sceglie il celibato per tutta la vita per il servizio dei suoi fratelli.
L’omossessuale può avere un grande destino nel progetto di Dio.

Ho conosciuto degli omossessuli che hanno saputo abbracciare una vita eroica a servizio completo dei poveri.

Ma occorre avere il coraggio di amarli, questi ragazzi, tanto da faro loro sentire il palpito di tenerezza che Dio ha per loro, fino a far sprigionare in loro la donazione completa da Dio. Occorre avere il coraggio di chiedere eroismi.

Essi sono continuamente alla ricerca di chi li comprende e di chi li scusa. Il loro peggior nemico è chi attenua le loro dobolezze e fa concesssione alle loro responsabilità. Il loro peggior nemico è chi li compiange senza aprire loro gli orizzonti di Dio.

 

CHI SCEGLIE PER IDEALE IL CELIBATO PER TUTTA LA VITA E' UN FUORICLASSE?

Niente affatto. E’ chiamato da Dio e ha la grazie per rispondere a questa chiamata.
Chi sceglie il celibato per tutta la vita e lo sa mantenere per tutta la vita non è un fuoriclasse, è un uomo in carne e ossa come te, che lotta come te contro i suoi istinti, che sente fremere la sua debolezza ad ogni passo, ma è un inividuo che ha trovato un segreto di forza.

Non basta normalmente un alto ideale a sorreggere il cammino della castità perfetta. Occorre una forza che ogni giorno si ritempra e sorregge la volontà: una forza che difficilmente viene dall’uomo, e va implorata da Dio.

La castità perfetta è come un andare contro corrente: se posi i remi è finita.

L’imitazione di Cristo: quasi sempre è questo il grande ideale che si porpone chi sceglie il celibato per il “regno di Dio”.

Ma è indispendabile una impostazione di vita che sorregga la debolezza e la difenda; normalmente è necessaria una vita comunitaria fervente e una vita di preghiera profonda.

Chi ha scelto il celibato per “il Regno” e non ha alla sue spalle una vita comunitaria efficiente, generalmente non regge al suo impegno. Così, il “consacrato” che non prega non può portare avanti con serietà i suoi voti.

 


MA E' NECESSARIA UNA SCELTA SIMILE? PERCHE' LA CHIESA LA INCORAGGIA?


Se Gesù ha vissuto la castità perfetta, se l’ha chiesta a chi lo voleva seguire più da vicino, è segno che per il mondo, per la salvezza degli uomini, è necessario che si siano uomini e donne capaci di vivere nella castità perfetta tutta la vita. E’ necessaria all’umanità questa rinuncia.

Siamo legati fortemente nel nostro destino umano. C’è una legge nel mondo della fisica che si euncia così: quando in una massa liquida si aggiunge anche solo un centigrammo dello stesso liquido, il livello di tutta la massa si alza in modo impercettibile.

Ecco, è proprio ciò che avviene in mezzo all’umanità . Siamo così uniti nel nostro destino che il delitto di un uomo, anche nascosto, fa scendere il livello umanitario di tutta la massa umana. Viceversa, quando un uono compie un atto generoso ed eroico tutta l’umanità ne risente.

Siamo tutti impressionati della degradazione morale a cui si è giunti. Ebbene, non è possibile essere pessimisti finchè esistono uomini e donne capaci, con la forza di Dio, di vivere distaccati da ogni istino carnale. Essi elevano il mondo. Essi salvano dalla catastrofe l’uomo.

Poi forse un'altra ragione per cui Cristo ha scelto la vita di castità perfetta: tu sai quanto è difficile la lotta della castità; tu sai che a volte sembra una battaglia impossibile; tu sai che chi è vile piega sempre su questo ragionamento: vivere casti non si può!

Ecco, questo ragionamento sbagliato ha bisogno di una confutazione lampante, la confutazione che viene da questa testimonianza eroica di migliaia di uomini e di donne che in nome di Cristo, per una sua chiamata, per un servizio generoso dei fratelli, sono capaci non di vivere per qualche tempo nella castità, ma di sceglierla per tutta la vita.

Gandhi diveva che il nerbo della Chiesa cattolica, ciò che dava vigore al suo annuncio e copriva le sue macchie, era il celibato dei suoi preti.

E’ un eroismo la castità perfetta per tutta la vita! Cristo l’ha chiesa ai suoi discepoli perchè col loro dono rafforzassero la volontà di lotta di tutti i loro fratelli.

struzioni per una seria preparazione al matrimonio

IN SOSTANZA CHE COSA CHIDEREBBE A DUE RAGAZZI CHE SI AMANO E CHE VOGLIONO PREPARARSI SERIAMENTE AL MATRIMONIO?


Chiederei che accettino la sfida di Dio, cioè la sfida dell’amore!
Il fidanzamento è la prova del loro amore. Ma senza castità non c’è prova. I fidanzati che non sanno vivere casti vanno al matrimonio con questo rischio: di non aver provato seriamente il loro amore.

A dei ragazzi lanciati orserei chiedere questo: un anno intero di vita eccezionalmente generosa, il loro noviziato all’amore.

A tante coppie che ora sono sposi felici ho poposto questo programma concredo di vita:

1) Istruzione: rinnovare la fede, riscoprirla, fondandola su basi solide.
E’ dalla testa che comincia la promozione della coppia. Generalmente ho consigliato l’anno di formazione nelle nostre “Comunità di base “ in cui si riceve una soda formazione alla Bibbia, una cultura teologica e liturgica, un serio addestramento alla preghiera e, attaverso i gruppi di revisione di vita, l’allenamento a dialogo.

2) Educazione del cuore.
Devono imparare ad amare. Anzitutto nelle loro famiglie.
Certi giovani non rispettano i genitori, non li amano, non sanno fare un sacrificio da un soldo per loro, non li sentono i genitori , non li vedono.

E’ questo il primo passo da fare: prima di fondare una famiglia nuova, scopri la tua famiglia e ripara a tutte le tue ingiustizie, alle durezze, alle pretese ai comportamenti errati.
Se hai un cuore duro verso i tui genitori l’avrai anche duro verso la tua sposa quando saranno passate le prime poesie.

Quando la carità in casa comincia a stare in piedi, quando il giovane impara a comportrarsi bene coi genitori, allora è tempo che i due ragazzi insieme si diano alla carità fuori di casa.
Quando c’è da fare! I campi della carità sono immensi e aperti a ogni volontariato: handicappati, malati, poveri, emarginati, barboni, drogati, alcolizzati… E’ facile scegliere, perché i campi sono immensi.

Perchè a due fidanzati non si propone che la domenica non sia più spesa in sciocchezze ma in un reparto d’ospedale o in un ricovero o in un orfanotrofio per esercitare e crescere nello spirito di servizio? Questa è la formazione in grande all’amore!

3) Educazione della volontà.
Per fondare una famiglia occorre formazione al sacrificio.
Bisogna avere il coraggio di smascherare i borghesismi che ogni giovane si porta addosso.

Noi giungiamo ad avere il coraggio di proporre una vera regola di povertà. Naturalmente si può proprorre questo solo quando il giovane ha scoperto la preghiera e l’amore alla Parola di Dio.

Senza allenamento al sacrificio non c’è preparazione seria al matrimonio.

4) Educazione dell’affettività.
Non è una cosa semplice. E’ importante prima di tutto allenarsi a rendere l’affetto concreto e profondo. L’affetto deve partire dal rinnegamento di sé.
Se l’affetto non è capace di sacrifici, è solo sentimentalismo, non è affetto vero.

Questo va ribadito con forza tra i fidanzati. Imparare a sacrificare i propri gusti, imparare a perdere, imparare a tacere, imparare a dare, imparare a rinunciare, è questo che rende autentico l’affetto.

Ciò implica prima di tutto imparare a limare le punte del porprio carattere. Il fidanzato che non si proprone di lavorare il poprio carattere in ciò che ha di urtante mette dei condizionamenti gravissimi al rapporto di coppia.

Finchè non si impara a vincer le storture del carattere la vita a due non si costruisce: l’offendersi con facilità, l’essere sospettosi, ripiegati, meschini, permalosi, gelosi, sono storture su cui bisogna lavorare in tempo.

Ecco allora che si impone il bisogno di impratichirsi del dialogo. E’ sosprattutto la revisione di vita che forma al dialogo.

Nella nostra esperienza constatiamo che il giovane non sa dialogare; deve impratichirsi, e la chiave è la pratica sistematica della revisione di vita.

I nostri ragazzi si allenano alla revisioni di vita per un anno, ogni settimana; domani avranno in mano un’esperienza eccezionale per il dialogo tra loro e coi figli.

5) Una direzione spirituale seria basata su una amicizia profonda con una vera coppia di sposi cristiani e un sacertdote.
Occorrono le due cose: nell’amicizia con una coppia cristiana lanciata i fdanzati riescono a penetrare con facilità dentro le problematiche future, riescono a confidare i loro piccoli conflitti, riescono a chiedere aiuto nelle disarmonie.

Il fidanzamento è un’altalena di momenti belli e monenti oscuri: è in questa altalena che si situa il progresso della coppia.

Poi ha la sua importanza l’amicizia con un sacerdote. E’ bene che sia un sacerdote aperto ed esigente. Che sia soprattutto un uomo di Dio.

6) Sport, molto sport!
Ma sport sano, coraggioso, nobilitante, che tempri la volontà, che irrobustisca il fisico, che elevi alla cose grandi.

7) Sognare!
Si, bisogna sognare. Sognare cose grandi. Sognare anche cose che si superano.
Se non si sogna da giovani fidanzati non si sogna mai più. La vita butterà giù i sogni, ma la generosità resterà a mediare i problemi più gravi della vita.

Fortunate le giovani coppie che sono inserite in gruppi che sono stimolanti per sognare, che discutono (è già buono discutere) di imprese coraggiose tra i poveri, nel terzo mondo, nei grandi ideali sociali.

Senza dire che certi sogni cullati nella preghiera e nell’umiltà, Dio presto o tardi li rende veri.

Le coppie che sognano difficilmente saranno coppie chiuse nei loro egoismi.

Ecco infine una testimonianza di una coppia di giovani sposi venuti su attraverso l’itinerario che abbiamo tracciato.

Scrive lui: “--- il corso che abbiamo fatto è stato il tesoro della nostra vita di coppia cristiana. E’ vero, a volte ci tiriamo i piatti (iperbole), ma che bello ricominciare da capo nel nome del Signore. Ho un po’ di difficoltà nell’impegno della preghiera quotidiana, ma quando tradisco sento un disagio come di un lungo digiuno. Credo che il corso mi ha donato questa “fame” della Parola e della Preghiera che ci sostiene.
Vorrei poter dire a ogni giovane di aver pazienza e di fidarsi dell’Amore di Dio che a loro isaputa sta mettendo delle radici nel loro cuore che non finiranno più di crescere.
Vorrei che il Signore ci chiamasse a qualcosa di grande. Gioiamo isieme perché “i nostri occhi hanno visto la salvezza”. Affidiamo a Dio la nostra ecclesiola perché sia sempre protesa a compiere la volontà di Dio
“.

Scrive lei: “Ho ricevuto speranza, grinta, convinzione che tutto quanto non può sussistere senza preghiere e che l’Amore è Dio, perciò senza lui io e Alberto non abbiamo senso”.

La grandezza del matrimonio


Chiudendo questo quaderno sento il bisogno di trascrivere una pagina vibrante di Bonhoeffer sul matrimonio cristiano:

Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finchè siete solo voi ad amarvi il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della costra coppia. Entrando nel matrimonio, siete invece un anello della catena di generazione che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno.

Nel vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità. Nel matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo e ne diventate responsabili.

Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli. Il matrimonio invece è un’ investiutura, un uffico.

Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare. Così non è la voglia di amarci che vi stabilisce come strumenti della vita. E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che, d’ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore.

Dio vi unisce in matrimonio: non lo fate voi. È Dio che lo fa.

Dio protegge la vostra unità idissolubile di fronte a ogni pericolo che la minaccia deall’ interno e dall’esterno.

Dio è il garante dell’indissolubilità.

E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciolgiore ciò che Dio ha unito”.