Riflessioni di un osservatore attento

 

 

 

 

 

 


Bene ha fatto il neoprefetto della Congregazione per il Clero, cardinale Claudio Hummes (nonostante la retromarcia appena arrivato in Vaticano) a ricordare che il celibato dei preti non è un dogma. Ci sono circa 150.000 sacerdoti che nel mondo hanno lasciato il sacerdozio per sposarsi. E la situazione non è delle più rosee.

Un documento del Centro nazionale Vocazioni mostra come tra il 1978 e il 1997 c’è stato un lieve calo (appena il 3,98%) di sacerdoti, diocesani e religiosi nel mondo. A quota 420.971 nell’anno dei tre Papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I e II), nel 1997 erano scesi a 404.208. Molto male però per l’Europa; che, nonostante raccolga il 60% dei sacerdoti diocesani del pianeta (153.000 rispetto al totale di 261.000), ha visto scendere il numero di preti del 13% circa.

E, anche se le ordinazioni sono in aumento (da 1.805 nel 1978 a 2.475 nel 1995), il documento si pone una domanda: perché, pur aumentando il numero di nuovi preti, i sacerdoti sono diminuiti? Risposta: “l’aumento delle ordinazioni non riesce a compensare le perdite, in massima parte dovute ai decessi”. E la profezia: “Data l’alta media dell’età dei sacerdoti europei (circa 60 anni), le previsioni per il prossimo futuro non sono molto incoraggianti”.

Sembra una bomba a tempo. E “importare” preti dagli altri continenti fino a che punto sarebbe utile? In Francia le ordinazioni si sono assestate nel 2005 a quota 90 preti contro i 500 circa degli anni ’60: se le parrocchie chiudono, come evangelizzare l’Europa? Siamo realisti e apriamo ai preti sposati. Poco ha potuto la tradizione contro la demografia.

di Antonino D'Anna, in http://canali.libero.it