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La lettera
Ciao, ho visto i 6 punti di Noisiamochiesa e non riesco proprio a capire come possiate
accoglierli e farli vostri, mi spiego meglio :
1)
Dialogo e pluralismo nella Chiesa.
Ministeri aperti anche alle donne: assolutamente no,
gli apostoli erano uomini, Cristo ha scelto loro e loro stessi allo stesso modo
hanno proseguito per 2000 anni.
2)
Eucaristia comunitaria ed ammissione ad
essa dei divorziati risposati. Il divorziato risposato
ha scelto per sé questa condizione preferendola al corpo del Signore, non
sempre si può salvare capra e cavoli, la vita è fatta di scelte.
3)
Celibato facoltativo del clero,
riammissione dei preti sposati al servizio della comunità.
Certo, ma lo decide il Papa se è il caso non questo movimento.
4)
Superamento delle discriminazioni verso
gli omosessuali. E quale discriminazione ? Qualunque
uomo abbia un rapporto con una persona che non è sua
moglie compie peccato mortale, sia l' altro uomo o donna, pertanto non vi è
alcuna discriminazione.
5)
Libertà di coscienza per quanto
riguarda la regolazione delle nascite. Profilattici ? Pillole ? Pillole
del giorno dopo ? Aborti ? a cosa si riferiscono
queste persone non lo so proprio, certo ognuno sarà
libero di fare come crede in uno stato 'laico', ma non ci impedirete di gridare
forte che il Signore considera l'aborto un omicidio, e per giunta di un
indifeso, di un piccolo che Lui ama.
6)
Impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Questo sempre.
Ciao e Buon Natale, N.
La risposta
Rispondiamo alle tue osservazioni circa il nostro atteggiamento benevolo nei riguardi di “Noi Siamo Chiesa”.
Accettare che si discutano e si
propongano obiettivi di cambiamento nella Chiesa non significa disubbidire o
comunque assumere atteggiamenti intollerabili rispetto alla comune fede. La
comunione ecclesiale si alimenta del dialogo tra credenti che non rinunziano a
PENSARE e quindi a progettare un nuovo modo di essere-Chiesa,
nutrito di consapevolezza e di spirito di ricerca.
Se queste parole suonano male al
sig. N.,
liberissimo di esprimersi in senso contrario agli obiettivi di NSC. Ma noi
riteniamo che la libertà è il dono più grande che Dio
ci abbia dato assieme a quello della vita. E’ da notare come tutte le richieste
di NSC non toccano argomenti ritenuti essenziali alla fede.
Comunque noi aderiremo a NSC, non con
gli occhi bendati, ma con attenzione, interesse e spirito collaborativo.
Il movimento NSC, in relazione a quello
di carattere internazionale, può inaugurare una nuova primavera nella Chiesa,
in seno alla quale fermamente si pone. E noi che affrontiamo argomenti delicati
nell’ambito dell’adesione a forme giuridiche ecclesiali discutibili, sentiamo
il bisogno di affiancarci a compagni di viaggio perché si diffonda una
mentalità cattolica aperta all’azione dello Spirito, di cui non ha il monopolio
nessuno: “lo Spirito soffia dove vuole”. Siamo in
buona compagnia, se Giovanni XXIII, un uomo prima
che un papa, legato alla grande tradizione, ha saputo pronunziare parole come
queste: “Il
mondo cammina. Bisogna prenderlo per il suo verso con spirito sempre giovane e
confidante, non sprecando tempo a far confronti. Io preferisco tenermi al passo
con chi cammina che soffermarmi e lasciarmi sorpassare”.
Grazie per la provocazione, A.
Di nuovo N.
Ausilia,
Ti scrivo queste cose ben consapevole che non le accetterai.
Sono daccordissimo con te, Dio ci ha
dato il dono della vita e con essa quello della
libertà.
La libertà è essenziale perché Dio con essa
ci da la possibilità di sceglierLo o di rifiutarLo. Se noi facessimo
Il fatto di avere l'intelligenza ci deve
fare comprendere che Lui è più grande e le Sue decisioni sono per il nostro
bene, non scegliamo dunque l'albero della conoscenza del bene e del male come
i nostri progenitori ma facciamoci persone nuove scegliendo liberamente di fare
E' troppo comodo, davanti ad un divorzio subito dire “mi
rifaccio una vita perché sono intelligente”. Non è la volontà di Dio questa
perché il Sacramento del matrimonio è uno; "noi siamo chiesa" invece ammette
queste cose che sono cose di uomini (intelligenti
dirai tu) ma non sono cose che vengono da Dio.
Questo è solo uno degli esempi.
Se vuoi correre con questo cavallo fai
pure, ma io ti consiglio e spero che cambierai idea.
Ciao,
N.
Risposta
Posso dirti una cosa che ti
farà male perché vicina alla verità, più che se ti rispondessi
formalmente? Invero non so come mai io me lo permetta,
dal momento che non so niente di te.
Ebbene, per
riprendere il tuo esempio, dal tuo scritto vedo con quali occhi mi hai letto,
mentre io non sono affatto dell’idea di “liberalizzare” il divorzio. Forse
nella mia prima giovinezza (la seconda che vivo sulla
settantina è molto più fresca e più bella!!!) avevo qualche idea
sballata, ma ti assicuro che ormai mi interessa soltanto amare Dio e il
prossimo, e far comunione con gli altri (ciascuno per quello che è o
rappresenta). Mi dedico alla causa delle donne perché (puoi desumerlo dal sito),
di loro non si interessa nessuno…. E mi dedico a preti sposati o in crisi per dovere di buon vicinato.
Essi hanno mille ragioni circa la severità delle pene a cui sono sottoposti, ma vorrei che la loro proposta di un celibato opzionale non si basasse sulle argomentazioni a cui siamo assuefatti…. Il mio atteggiamento non è così semplificato e pregiudiziale come il tuo (o sbaglio anch’io nel prenderti alla lettera?). Sono dalla parte del compianto Calati, di Tonino Bello, di tutti coloro che non hanno avuto paura di camminare sui carboni ardenti perché davvero SANTI.
Non scrivo più a lungo perché
non so se serva che ti spieghi. Ti voglio, però, dire
a proposito di quanto dici sul movimento Noi-Siamo-Chiesa,
che io non ho mancato di esprimere giudizi critici quando
era il caso. Ma sono dalla parte di Vescovi che guardano ad esso
senza paura.
Non
ti preoccupare di rispondermi, almeno se non te ne fai una ragione (che per ora
io non vedo).
Fraternamente, A.
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