Dibattito su amore di
coppia e
celibato
(così qualche anno fa)
Abbiamo fatto bene a non lanciare un questionario vero e proprio, che è sempre riduttivo, utile soltanto per raccogliere dati statistici, ma che non arriva al cuore delle questioni. E’ bene – per quanto noi ci proponiamo - ascoltare le vive voci. Ma, seguendo lo stesso criterio (di ascoltarle: le persone interessate sanno bene che non facciamo mancare una risposta individuale), a nulla servirebbe riportare qui tute le mail, qualora si distinguessero di poco l’una dall’altra. E’ bene che ciascuna/o trovi una risposta alla sua richiesta e/o al suo punto di vista, vedendo affrontati gli interrogativi di fondo che, in quanto tali, coinvolgono un più vasto pubblico. Per questo motivo offriamo alla lettura solo alcune lettere (o stralci di esse), nelle quali si può riconoscere chi ha scritto cose simili. Sarà certamente più utile questa selezione, anziché l’affastellarsi di discorsi ripetitivi. L’importante è offrire una panoramica delle più svariate posizioni, cogliere aspetti dello stesso tema non sufficientemente chiari, smontare luoghi comuni, eccetera. Il tutto senza pretendere di avere l’ultima parola; e cioè chiedendo alle e agli interessati la replica, purché ragionata. E lasciando chelo stile resti personale ed appassionato; cosa, quest’ultima, che ci piace tanto. Infatti rispondiamo con lo stesso "calore".
1.
Mariella
Non capisco bene il problema, ma
dico la mia. L’amore è amore e basta, e se ad uno o ad
una basta l’amore di Dio, nulla in contrario. Non sono così materialista da
pensare che non si può amare Dio senza essere sposati. Ho capito il problema?
L’amore umano è una cosa così
meravigliosa che se i preti non l’hanno provato, non so se lo possono
immaginare, perciò quando si innamorano da preti
meritano comprensione. Questo lo dico col buon senso,
perché io non c’entro niente con queste storie, ma capisco le pene di certe
donne che ci cascano. Scusatemi….
2.
Giulio prete
Sono un prete di un ordine
religioso, che frequento il vostro sito, soprattutto
perché sono ben individuati certi temi senza cadere nei luoghi comuni, come
mostra anche questo dibattito. Che è, secondo me, una cosa
molto seria. E mi dispiace che certe Personalità
religiose non vi facciano capolino, come sarebbe cosa santa e giusta. Anche per ravvivare il dialogo, che altrimenti è dialogo tra
sordi.
Ebbene, rispondo brevemente,
dopo aver letto bene gli articoli di ADISTA. Capisco
che voi siate stanche di sentire i soliti discorsi e dimostrazioni circa il
celibato obbligatorio e il diritto della donna al sacerdozio. Ma molte persone, se non si continua ad insistere sugli
stessi argomenti, finirebbero col non riflettere più su questi argomenti. Cosa volete fare, tapparvi anche voi la bocca?
Dunque parliamo dell’amore umano e di quello divino. Secondo me la
dicotomia non esiste, ma se alcuni ed alcune di voi testimoniano che solo l’amore
umano li ha fatto sentire vivi, si vede che per loro l’amore
di Dio…. non funzionava. Almeno come senso assoluto
della loro scelta. Ma io avanzo una domanda: non può
darsi che talvolta l’amore umano sopraggiunge tardi e allora chi credeva nel
celibato come dono massimo d’amore si ricrede? Ben venga questa crisi (=
frattura): per scegliere un’altra volta. Si può riscegliere il celibato, se non
si sacrifica l’amore umano, ma lo si sublima, cosa di
cui non tutti sono capaci, si può scegliere l’amore umano, ahimè, con lacrime e
sangue, e
Per il sacerdozio delle donne,
non capisco come alcune lo rifiuterebbero. Che significa "il sacerdozio così com’è"? Le donne
vogliono un altro sacerdozio? E quale?
Vorrei una risposta.
3.
Mariella
Riportiamo la frase più significativa:
Scrivo dal profondo sud, arrabbiata, come tante altre. E’
ora di smetterla a volerci tappare la bocca. Ce la
mettete anche voi a bloccarci. E’ giusto che si parli dell’argomento fino a
rompere le teste dei monsignori del Vaticano.
4.
Sergio 1
E’ possibile fare un’incursione in un sito di donne? Le
voci maschili, vedo, sono poche, e solo di qualche prete sposato, raramente di qualche prete. Io invece sono un laico, che
però ha fatto il seminario fino all’ultimo anno di liceo. Ho quarantun
anni, insegno in un tecnico, non sono sposato né ne ho voglia (per delusioni,
dopo anni di convivenza), frequento poco
Rispondo sinteticamente. L’amore umano, quando è vero, è
una cosa bellissima, e peccato che pochi lo vivano
come i due che scrivono in Adista. Ma
quando è così forte, non c’è da discutere: nessuno può im-porsi o sovrap-porsi.
Ma che c’entra l’amore di Dio? Questo è roba di
pochissimi specialisti della santità. La maggioranza può dare ragione ai due,
se è questo che volete precisare: solo l’amore umano ci fa scoprire la bellezza
della vita, e guai a lasciarselo sfuggire nel felice caso che esso sia vero,
profondo e duraturo.
Il sacerdozio alle donne? Un pieno diritto, senza tante
storie.
Non vedo altri problemi, almeno che non vi chiariate di più. Sergio Ram.
5.
Sergio 2
Lo stesso Sergio risponde alle nostre precisazioni:
… Grazie tante. Non sono d’accordo circa l’applicabilità
del criterio della "santità" a moltissimi "ben informati, capaci
di cogliere la quintessenza del Vangelo". D’accordo invece con la frase:
"Lo spirito realizza la sua pienezza anche attraverso il sesso, ma non
esclusivamente tramite il sesso". C’è da notare anzi, aggiungo, che l’enfasi del sesso è l’esatto
uguale e contrario della repressione sessuale. Ciò precisato, l’amore è
un'altra cosa, e certo lo pensate anche voi. Ma non c’è
il pericolo di una spiritualità disincarnata e astratta? A me, per esempio, e
mi confido essendo in incognita, manca l’amore, non l’uso del sesso; e mi manca
molto. Ma l’amore di Dio non riesce a rimpiazzarmi.
Sarei uno dei tantissimi che non capisce il Vangelo? Spero che non mi consideriate complicato; vi raccomando,
rispondetemi. Sergio Ram.
6.
Luisella,
una ex-suora cinquantenne
… [Precede una lunga lettera). Circa il dibattito da voi
aperto, dico brevemente che sono d’accordo in parte con voi, ma che è difficile
e pressoché impossibile vivere senza l’amore umano. E i sacerdoti sono quasi
tutti poveri di amore, anche quando ne ostentano tanto…
Si può salvare il mondo ed essere aridi spiritualmente. Parlo per cognizione di
causa.
7.
Perplessa
Mai vi direi il mio nome, la mia
identità. Contro il silenzio sì, ma con prudenza. Sono una mamma che ha una
figlia travagliata e fortemente disturbata dall’amore per un prete. Una figlia
ormai trentatreenne! Condannata a restare zitella, come si
diceva un tempo. Non so se il suo rapporto con il prete sconfini nell’uso
del sesso (…), ma certo mi dispiacerebbe perché lui
non la sposerà mai. Ma che c’entra l’amore di Dio col
celibato? Sarò rozza nel mio modo di pensare, ma il celibato è
solo uno stato di vita. Ad amare Dio serve la moralità di vita, il senso
del dovere, l’altruismo, tanti valori umani, valori di cui difettano
spesso, molto spesso, i signori preti ipocriti e… Aspetto una risposta privata
circa… Per il resto potete pubblicare.
8.
Nora
Sono una ventenne prossima alla laurea in giurisprudenza (…).
Non sono innamorata di un prete, o almeno non lo sono stata
fino ad ora. Lui, un bellissimo "fusto", è entrato nella mia
vita di prepotenza, facendomi staccare dal mio fidanzato. E’ un prete
intelligente e simpatico, mi piace, anche se finora non ho sentito nulla per
lui. Ciò che mi sta facendo cambiare idea circa il senso di indifferenza
nei riguardi dell’amore che mi ha dichiarato (con insistenza e sofferenza), è
il fatto che lo vedo decisissimo a piantare il suo sacerdozio per sposarmi, e
me ne dà le prove [non ci attardiamo a riportarle]. Mi chiedo ciò che vi chiedete voi nel dibattito che avete lanciato: perché un
giovane così promettente dovrebbe soffocare l’amore che per la prima volta si
affaccia, e con forza, nella sua vita? Il suo raccapriccio di
"lasciare" è forte, ma è più forte l’amore. Perché
i suoi Superiori lo fanno sentire un traditore dell’amore di Dio? Non si può
amare Dio e il prossimo da sposati? Non raccontino storie. La spiritualità celibataria sarà una gran bella
cosa, ma non è masticabile da tutti. Detto questo, non disprezzerei chi ama il
celibato, che giudico difficile, ma non impossibile, purché libero.
E non è libero chi, come questo prete, si ritrova ad
un bivio della sua vita. Dio non può essere crudele a farlo innamorare da
prete; l’amore sarà pure una malattia, ma arriva e talvolta come un fulmine a ciel sereno… Detto ciò, io non so che pesci prendere.
Rispondetemi!!!
9.
Giorgio
Rispondo lapidariamente. E’
terribile ciò che fate voi, conduttrici di questo sito. Con tattica figurate da
persone brave che esaltano il celibato, ridimensionate l’amore umano, ma portate sempre l’acqua al vostro mulino: far
capire alla gente che il celibato è una scelta che resta opzionale anche quando
lo si è scelto. Non vi accorgete delle vostre contraddizioni? Quando si è scelto, e si è scelto in modo definitivo,
scegliere ancora è non dare valore alla scelta sessa. Certo che l’amore di Dio
non è in contrasto con l’amore umano, ma quest’ultimo si può esprimere in mille
modi; non si può identificarlo con una scelta che la persona si è negata. C’è
tanto bisogno di amore in questo povero mondo! Chi si
nega la soddisfazione di una propria famiglia, ha tutti i numeri per sentire l’umanità
come la sua famiglia. Non tergiversate con le vostre astute risposte. Un prete che ama Dio e il prossimo.
10.
Joelle
Circa la prima domanda: Non si può generalizzare…
non credo sia una cosa esclusiva. Indubbiamente è
connaturato nell'essere umano il rapportarsi agli altri essendo esso un
"animale" sociale. Non la riterrei condizione "unica" per
dare il senso alla vita, proprio perché la diversità
delle persone porta a scelte personali. Vero è che scelte di solitudine
richiedono una forte propensione per questo tipo di vita
"innaturale", vuoi per carisma, vuoi per
ragioni psicologiche, fatto sta che esiste chi liberamente si orienta verso
questa condizione di vita, e non parlo di religiosi, ma di laici! Circa la seconda domanda:
Personalmente ritengo l'amore di coppia l'espressione
dell'amore trinitario. Essendo l'amore per sua natura oblativo deve necessariamente essere " scambio"
che si espleta nella sua forma più bella e unica della
relazione d'amore tra due persone. Questo è comunque
un discorso che tocca tutti. Un seme posto in noi dal Creatore che ci ha donato
Se Stesso, che è Amore! L'unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta
e che è fonte di speranza, di fede e di energia.
Sfiorando l'argomento in relazione al sacerdozio, il
celibato obbligatorio un'imposizione contro natura. Come dicevo prima, ci sono dei laici che scelgono liberamente il celibato. Ma
imporlo (con tutto ciò che esso comporta) è criminale!…
Legarlo dunque alla vocazione, come una palla al piede è un elemento che dovrà
essere rivisto da uomini di buona volontà. L'Amore è un universo di possibiltà. Amare Dio è gli altri è
fondamentale. Se non si sa amare esclusivamente ed in
modo scambievole non si sa forse nanche amare Dio
come si deve! "Amerai il Signore tuo Dio, Amerai
il prossimo tuo come te stesso!" E non si puo'
amare "tutti" come "te stesso", se non in modo speciale
(tua moglie, tuo marito, la tua famiglia...) e attraverso loro amare gli altri!
Scriveva Don Lorenzo Milani,
riguarda i suoi ragazzi di Barbiana. "Non
me ne voglia il Signore, ma amo questi ragazzi più di Lui..."...Non credo
che Dio se la sia presa, anzi! Il modo migliore di amarLo
è attraverso gli altri, come Lui stesso ci ha insegnato.
11.
Tre ragazze
"di Chiesa", ma non bigotte
Siamo tre ragazze innamorate di un prete (parroco), che
non ci sognamo di essere corrisposte (…); questo però ci permette di capire i problemi del celibato
dei preti. A noi non interessa sapere se ci sono preti celibi per davvero, né
se è possibile amare Dio senza l'amore umano… Ma
abbiamo sotto gli occhi lo stato adolescenziale dei preti, che si dimostrano
immaturi affettivamente; attirano e scappano, poi tornano alla carica, e non
solo con una; forse si sentono più liberi con più donne. Noi fortunatamente ce
ne siamo liberate.
12.
Don Mazzi,
intervistato, esprime questi concetti
Io ho delle ragazze in comunità che mi amano più di un
padre, più di un marito. Se io non fossi a posto, forte... E
si corrono gli stessi rischi con alcuni ragazzi, maschi. Una volta i
preti erano protetti dalla società, chiusi nelle loro canoniche. Negli ultimi
dieci anni la società è cambiata in modo inaspettato e i preti stanno in mezzo
ai disperati, a chi non ha amore. Per questo aumentano i rischi e bisogna avere
dentro un grande equilibrio, non lasciarsi sedurre.