“… Fu una celebrazione normale", dice F. Barbero.


Noi abbiamo tante volte espresso e motivato il nostro dissenso da questo desiderio di normalità degli omosessuali. Perché non incoraggiare ad auto-accettare la diversità come tale?

 

 Gay sposati due volte
 

(08/11/2006)  Luca e Francesco si sono sposati lo scorso maggio in Spagna ma la loro unione era stata celebrata in totale segretezza da don Franco Barbero nel 1978.

 

Luca e Francesco sono la prima coppia gay italiana ad essersi sposata in Spagna. Lo scorso maggio, dieci mesi dopo l’approvazione della legge spagnola sui matrimoni omosessuali, si sono giurati fedeltà nel municipio di una cittadina dell’Andalusia. Ma non era la prima volta. Il loro primo matrimonio è stato celebrato in totale segretezza il 4 febbraio del 1978 a Pinerolo, in Piemonte, da don Franco Barbero, che sposato più di 100 coppie gay nonostante l’allontanamento dalla chiesa nel 2003 per mano dell’allora prefetto del sant’Uffizio Joseph Ratzinger. Un paio di anni fa, sapendo che il governo di Zapatero di lì a poco avrebbe reso legali i matrimoni omosessuali, Luca e Francesco si sono trasferiti nei pressi di Malaga per diventare cittadini spagnoli.

"Ricordo quel 4 febbraio di 28 anni fa come fosse ieri - racconta don Franco a Repubblica - la cerimonia, segreta, è stata semplice, colorata da qualche mazzo di fiori, ma senza festa, né canti, né musica. Solo tanta gioia intorno al tavolo nella sede della comunità. Eravamo in 5, Luca e Francesco, i due testimoni (uno dei due era un omosessuale che aveva sofferto le pene dell'inferno per essere stato relegato fra gli 'impuri'), e io, in camice e stola. Fu una celebrazione normale".

Il mese scorso don Franco Barbero aveva rilasciato una dichiarazione choc al Manifesto dove sostiene di essere a conoscenza di "almeno duemila preti omosessuali che hanno paura a dichiararsi tali". Il 19 ottobre il parroco di Pinerolo era a Verona non per il convegno della Cei ma per il contromeeting del circolo Pink, dove ha parlato di "Una chiesa ‘altra’ che sa ascoltare e accompagnare".

fonte: repubblica
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