Fa raccapriccio che dei nostri fratelli e sorelle
siano visti in un’ottica di accettazione ecclesiale molto parziale.
Siccome non ci piace fermarci a sottolineare le
“pecche” della Chiesa, ci permettiamo di trarre spunto dai pronunciamenti
ufficiali per porci - almeno - delle domande. Come questa: come possono essere
peccaminosi atti derivati da un “modo di essere
sessuati” che non è frutto di volontà perversa? Se è vero che “l’azione
segue l’essere”, e
se l’essere resta sostanzialmente buono, come può l’azione conseguente essere
peccaminosa?
AMERICA DEL NORD
Linee-guida dei vescovi Usa
sui gay:
accoglienti ma non accondiscendenti
Stretti tra una società nella quale
«molte forze promuovono una concezione della sessualità in generale, e in
particolare dell’omosessualità» che non è in accordo con il piano di Dio, da un
lato, e, dall’altro, la constatazione che i gay e le lesbiche «sono stati, e
spesso continuano a essere, oggetto di disprezzo, odio
e violenza», i vescovi degli Stati Uniti hanno approvato nuove «linee-guida per
la cura pastorale» degli omosessuali presenti nella parrocchie d’Oltreatlantico.
I gay e le lesbiche
cattolici «hanno un compito difficile in questo mondo, ma
questo compito è necessario e buono», ha commentato monsignor Arthur Serratelli,
presidente del Comitato per la dottrina della fede. Il documento è stato approvato dalla Conferenza episcopale Usa, riunita a
Baltimora dal 13 al 17 novembre, con 194 voti a favore, 37 contrari e
un’astensione. Molte sono state le discussioni e gli emendamenti.
Mentre nei seminari degli
Stati Uniti è in corso un’ispezione voluta dal Vaticano per individuare i casi di omosessualità, le linee-guida approvate a Baltimora
ribadiscono l’insegnamento tradizionale della Chiesa in favore delle famiglie
fondate sul matrimonio eterosessuale, pur prospettando un approccio
«accogliente» nei confronti dei fedeli omosex. «L’orientamento sessuale non
costituisce una qualità paragonabile alla razza, al retroterra etnico,
eccetera, rispetto alla non-discriminazione», affermano i presuli a stelle e
strisce. Al tempo stesso, il testo stigmatizza
«la discriminazione e le molestie» nei confronti di gay e lesbiche, e
sottolinea che se «l’inclinazione omosessuale è oggettivamente disordinata»,
«il semplice fatto di avere questa tendenza non è un peccato», mentre
peccaminosi sono gli atti omosessuali. I vescovi Usa
invitano poi gli omosessuali a non pubblicizzare la loro inclinazione, ma
esortano le diocesi e le parrocchie a far «partecipare attivamente alla vita
comunitaria» i gay e le lesbiche che vivono castamente.
Le linee-guida dei
vescovi sono state criticate da alcune associazioni di omosessuali
cattolici. Il presidente di DignityUsa Sam Sinnet ha
denunciato che le indicazioni episcopali sono dannose perché raccomandano agli
omosessuali di «rimanere emotivamente e spiritualmente nel ripostiglio».
Durante l’incontro di Baltimora i vescovi Usa hanno anche deciso di stanziare la
prima tranche per finanziare uno studio che sarà pronto nel 2009 sulle
cause degli abusi pedofili compiuti da sacerdoti. E hanno poi esortato le coppie
sposate a usare il metodo della pianificazione
famigliare e abbandonare la contraccezione artificiale.
Iacopo Scaramuzzi in “Jesus”