P r e t i   e   p e d o f i l i a

 

 

 

 

Il dovere di porsi dalla parte delle vittime...

 

 

 


Non pochi hanno un atteggiamento gravemente accusatorio nei riguardi della Chiesa, data la materia grave della pedofilia praticata da uomini considerati “sacri”, che dovrebbero essere annunciatori e “facitori” della Parola di Dio. Lo sdegno, il senso di ripulsa e di rabbia dell’opinione pubblica nei loro riguardi si polarizza contro la Chiesa perché tali soggetti, appartenenti alla Gerarchia ecclesiastica, costituiscono in essa un corpo unitario e totalizzante.

Quando le denunzie provengono da appartenenti alla stessa Chiesa, critici o emarginati per vari motivi, soprattutto se provenienti dalle file del presbiterio, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a persone che non la amano: i toni sembrano sottendere un atteggiamento di… amara rivincita. Quasi a dire: “noi, trasgressori di fronte a canoni supererogatori e a formulazioni dottrinali antiquate, siamo colpiti in pieno da condanne ingiuste, mentre si tutelano persone abominevoli…”.   

E questo non ci trova d’accordo.

Secondo noi la cosa davvero grave da denunziare è il tentativo delle Autorità ecclesiali di coprire il fatto delittuoso, e di proteggere le persone in quanto considerate, più che nella loro individualità, nella loro appartenenza ecclesiastica a livelli alti. Sottrarli al linciaggio morale e alle penalità inflitte ai comuni cittadini, è uso indebito di privilegi, di cui nessun altro viene gratificato; è soprattutto atto di ingiustizia nei riguardi delle vittime…. E la nostra coscienza di fronte a ciò si ribella.

Tutt’altra cosa è il porsi un gradino più in alto della Chiesa e rimproverarla acerbamente: non solo nel caso della pedofili, ma in ogni occasione di scandalo, si citano parole evangeliche per dimostrare la sua infedeltà, si fustiga la sua ipocrisia insieme a quant’e altre manchevolezze di cui essa si macchierebbe.

Ma il dolore per una mamma che ha delle colpe, non c’è; non si scorge qualche traccia di benevolenza in chi l’accusa… da figlio.

Qui sotto un esempio, in cui emerge il MALE in tutta la sua crudezza (questo sito è per persone mature), ed ugualmente è messa in rilievo la colpa della chiesa nel proteggere il colpevole. E’ chiaro che i registi seguono l’onda scandalistica. Ma Noi vorremmo avere parole di vera com-passione ecclesiale, accompagnate a parresia (termine che in questo caso si può tradurre come “coraggio di denunzia”)…

 

Perchè guardi la pagliuzza nellocchio altrui?
(Luca 6,41 42; 6,45)

USA - Le polemiche per i nuovi arresti di prelati alti e bassi non si calmano ed è notizia di due giorni fa quella di padre Marco Dessì, conosciuto come il missionario dei bambini del Nicaragua, arrestato su mandato internazionale in Italia: l'accusa è di pedofilia, i casi di imputazione sono numerosi. Pare che il prete stesse per fuggire.


 E' uscito negli USA uno splendido documentario opera della regista Amy Berg
  dal titolo "Deliver us from evil", ossia Liberaci dal male.

Si tratta della vita di uno dei più noti preti pedofili della storia recente, padre Oliver OGrady, colpevole di aver violentato e sodomizzato un centinaio di bambine e bambini compreso un bebè di nove mesi. Le famiglie dei bambini si contendevano il sacerdote OGrady, così cortese e gentile, e lo invitavano a cena e a dormire nelle proprie case, pensando che fosse una benedizione divina avere un prete in casa. OGrady si alzava la notte ed entrava nelle camere da letto delle bambine, indisturbato. Il documentario mostra passo per passo la incredibile spirale di violenza e tutti gli sforzi  dalla Chiesa Cattolica Romana degli Stati Uniti per proteggerlo.

Impressionante nel suo realismo, il documentario ci dà una immagine di OGrady per quella che è, una persona malata e non un delinquente, mentre mette in luce lazione decisa operata dalla diocesi di Stockton, dove lallora vescovo Mahony continuava a trasferire il suo sacerdote ad ogni segno di denuncia di abuso. Mahony diventerà cardinale e OGrady ora passeggia tranquillamente per le strade di Dublino con una pensione direttamente dalla chiesa. La Berg suggerisce che questa pensione è proprio opera di Mahoney, come ringraziamento per il silenzio da parte di OGrady che, non denunciando le coperture ricevute, gli avrebbe permesso di raggiungere la tanto sospirata carica di cardinale.
Deliver us from evil mostra un ex prete quasi alieno dai delitti che ha commesso, delitti che l'uomo spiega come semplice forma di affetto verso i bambini: Volevo solo abbracciarli perchè li amavo. Un contrasto agghiacciante affiora affiancando le sue spiegazioni di uomo malato, a quelle delle vittime che crudamente parlano delle penetrazioni vaginali e anali, senza lasciare nulla alla fantasia.
La testimonianza pi
ù dolorosa è quella del padre di una delle vittime, la piccola Anna che fu abusata dal sacerdote dalletà di 5 anni fino ai 12. Le lacrime scendono copiose sul volto di un padre divorato dai sensi di colpa per aver aperto la porta a quel prete mostro e avergli consegnato sua figlia.

Ma le accuse della regista non si fermano qui. Nello svolgimento del documentario mostra come fu il cardinale Ratzinger che apportò modifiche alla dottrina cattolica per impedire ogni investigazione sui preti pedofili. Poco tempo dopo, il papa Ratzinger chiese immunità legale al Presidente degli Stati Uniti come capo di stato, in conseguenza di una incriminazione piovutagli in testa da parte dello Stato del Texas. La domanda fu presentata direttamente al Dipartimento di Stato, anche se non ce nera alcun bisogno. Gli avvocati dichiararono che lo facevano per esserne sicuri. È utile ricordare che il Texas è in maggioranza protestante: dunque indifferente che un accusato sia un operatore ecologico o un papa.

Il documentario chiude con alcune cifre drammatiche: sono almeno 100.000 il numero delle bambine e dei bambini violentati da sacerdoti nei soli Stati Uniti, ma il dato più sconvolgente è che solo 2 bambini su 10 riconoscono di essere stati abusati. Non bisognerebbe dimenticare inoltre che ci sono preti pedofili in ogni parte del mondo e ovviamente sono più attivi dove c’è maggior povertà e dove possono agire indisturbati. Uscito allultimo festival di Toronto, la distribuzione sta proiettando il documentario nelle città che gli permetteranno di partecipare agli Oscar. In Italia? Sarà mai distribuito?

Valerio Bartolucci, redazione@gay.tv