MILINGO : UNA STORIA
INFINITA
Il fatto
Mons.Emmanuel Milingo è vescovo della chiesa cattolica. Africano, si è
distinto, durante il suo ministero a Lusaka, per l’attenzione alla pastorale
del clero e dei malati. Quest’ultima sua attenzione pastorale gli ha fatto
riscoprire metodi di guarigione che sono ancora in voga presso sciamani
africani al punto da essere tacciato di far uso di pratiche divinatorie e forse
di stregoneria. La voce ha preoccupato il Vaticano che, durante il pontificato
di Giovanni Paolo II, ha richiamato il vescovo dalla diocesi a Roma, tenendolo
sotto osservazione per un po’ di tempo e, infine, sollevandolo dall’incarico
pastorale. Da allora Milingo è rimasto in Italia dove ha creato una sua diocesi
“virtuale” costituita da persone bisognose di cure e di aiuto, girando la
penisola invitato da comunità parrocchiali. Di carattere aperto e gioviale, sa
accattivarsi la simpatia e l’attenzione anche usando metodi che “spiazzano”
l’immagine seria e compassata che si ha di un vescovo. Come quando partecipò a
trasmissioni televisive presentando un suo CD con musica folk e pop africana
cantata da lui in persona.
Quattro anni fa lo shock: Milingo si sposa. Sì, l’arcivescovo,
ultrasettantenne, convola a nozze con Maria Sun, agopunturista coreana, secondo
il rito della setta del rev.Moon. Ma l’uomo non finisce di stupire. Dopo appena
due mesi, ricevuto in udienza privata a Castelgandolfo da papa Giovanni Paolo
II, esce ripudiando la moglie ed accettando di chiudersi in un convento che –
rimasto secretato ai più – si scoprirà che sarà a Zagarolo. Maria Sun non si dà
per vinta: piange, organizza un sit-in in piazza San Pietro, reclama il suo
sposo, ma tutto si conclude in un nulla di fatto. A penitenza e riflessione
passata, le autorità vaticane gli concedono di celebrare la messa con il popolo
e ricominciano le adunate di massa, frequentate anche da personaggi noti
(Valeria Marini, per esempio, lo frequentò quando era finita la storia con
Cecchi Gori).
Milingo sembrava tornato a miti consigli, secondo le autorità vaticane, e
quindi si sono allentati i cordoni della sicurezza costruitagli attorno. Ma
succede un fatto nuovo: Milingo – non so come – riesce a riprendere contatto
con la sposa e con la setta di Moon e sparisce dall’Italia per ricomparire
negli USA da dove, in conferenza stampa, annuncia la sua nuova missione: essere
prelato personale dei preti sposati, di quei preti, cioè, che hanno lasciato
forzatamente la chiesa cattolica perché hanno contratto matrimonio. In Italia
trova consensi ed almeno due preti sposati (Giuseppe Serrone, attivo a Viterbo
e propugnatore della causa e Pietro Ceroni)
lo raggiungono negli USA dove concelebrano una solenne Eucaristia con
altri sacerdoti di tutto il mondo.
Il Vaticano reagisce, come si può vedere in calce dalle lettere che
Milingo ed il card.Re si scambiano.
Il commento
Ho letto con molta attenzione
la corrispondenza fra Milingo e Re e devo dire che condivido molto di quanto il
vescovo emerito di Lusaka ha scritto per cui rivedo, parzialmente, il giudizio
che diedi a caldo quando seppi della notizia (vedi mio commento in altra parte
di questo sito e su altri siti o giornali del luglio 2006). Milingo scrive cose
serie, frutto di elaborazioni che noi preti sposati andiamo dicendo da anni.
Una cosa sola non mi convince di Milingo: il metodo. Non voglio entrare nel
merito della sua adesione o meno alla setta di Moon, non giudico il suo
matrimonio extra ecclesiam, non mi permetto di entrare nella sua coscienza e di
quella di moltissimi preti sposati che ritengono giusta la sua scelta. Il
metodo, però, mi pare scorretto. Milingo, in anni di ministero sacerdotale ed
episcopale, non può non aver colto il disagio di molti preti che lasciano la
chiesa non solo per amore di una donna, ma perché faticano ad essere ascoltati
dai Pastori (egli è uno di questi) quando cercano di dialogare per le riforme.
Mi chiedo: come mai l’arcivescovo emerito di Lusaka si è accorto solo ora, ad
età episcopale avanzata, dei problemi della chiesa e del problema del celibato
in particolare? Come mai ribadisce la sua volontà di rimanere nella comunione
ecclesiale e con il suo atteggiamento la lacera? Sa, egli, che molti preti
sposati cercano da anni di essere vicini ai loro confratelli ed alle loro
donne, portando – contemporaneamente – avanti un dialogo con quei pochi vescovi
che hanno voglia di ascoltare e di aiutare? E se lo sa: perché non ha prima
sentito costoro?
Non commento la lettera del
card.Re. Mi sembra quanto di più burocratico si possa immaginare.
La risposta di Milingo mi
sembra molto articolata e spero che sia tutta farina del suo sacco. Come si sa,
io sono un lupo solitario che si batte per la causa. Se avrò occasione di
incontrare Milingo personalmente, sarei felice di poter parlare con lui di
questo problema.