Medjugorje

 

Il fatto

Dal 24-25 giugno 1981 nella cittadina di Medjugorje, situata in Bosnia-Herzegovina, 6 persone affermano di vedere ed udire la Madonna. Sembra che in 25 anni i veggenti abbiano ricevuto all’incirca 30.000 messaggi. Tra questi vi sarebbe anche la consegna di 10 misteriosi segreti ancora da svelare ed alcuni messaggi di discutibile sintonia con il contenuto delle Sacre Scritture.

I visitatori mossi da queste presunte apparizioni sono difficili da quantificare, ma il fatto è certamente di proporzioni più che ragguardevoli. Per dare solo una vaga idea apprendiamo dal sito www.medjugorje.hr che solo le comunioni distribuite dalla suddetta parrocchia nell’anno 2006 sono 1.451.100.

La posizione ufficiale della Chiesa Cattolica è, per ora, contenuta nel testo redatto dai vescovi locali, chiamato "Dichiarazione di Zara" dell’11 aprile 1991, dove sostanzialmente si dice: «In base alle investigazioni finora condotte, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali».

Il vescovo di Mostar – diocesi in cui è situata Medjugorje -, mons. Ratko Peric, ha sollecitato recentemente (luglio 2006) i sei veggenti a smettere di sostenere che Maria li sta visitando. Il presule, in sintonia con le posizioni del suo predecessore monsignor Pavao Zanic, ha detto che la chiesa "non ha accettato, come soprannaturale o come Mariana, nessuna delle apparizioni". Ha inoltre invitato i veggenti a "dimostrare l'obbedienza ecclesiastica e cessare con queste manifestazioni pubbliche e messaggi in questa parrocchia." Tale invito è rimasto inascoltato.

La Congregazione della Dottrina della Fede, che sempre nell’estate 2006 ha comunicato l’intenzione di provvedere al più presto alla costituzione di una nuova commissione di studio e approfondimento del fenomeno, deplora, per il momento, che alcuni vescovi si rechino a Medjugorjeed è rammaricata anche che migliaia di sacerdoti accompagnino i pellegrini”. Allo stesso tempo però non proibisce ai singoli cattolici il pellegrinaggio a Medjugorje se visto come un semplice santuario in cui esercitare la propria devozione mariana.

Radio Maria, che solo in Italia raggiunge ogni giorno 3 milioni di ascoltatori, appoggia da sempre le apparizioni di Medjugorje, senza dare alcuno spazio a voci contrarie. Il responsabile, Padre Livio Fanzaga, anzi ritiene che Medjugorje rappresenti il culmine di tutte le apparizioni mariane di tutti i tempi, e ha detto più volte che dopo Medjugorje non vi saranno più apparizioni.

 

Il ruolo di Radio Maria in questa vicenda non è affatto marginale. La sua ampia diffusione la rende uno strumento di grande impatto soprattutto nei confronti degli anziani che stando in casa se ne servono per pregare.

All’inizio del 2005 il Cardinale Tarcisio Bertone è intervenuto alla trasmissione televisiva “Porta a Porta”, esprimendo il suo scetticismo in merito alle apparizioni di Medjugorje e di Civitavecchia. La reazione del popolo di Radio Maria è stata incontenibile. Migliaia di proteste arrivarono alla sua redazione e ad esse l’emittente diede ampiamente voce e appoggio.

A fronte di tante polemiche don Andrea Gallo intervenì dicendo riguardo a Radio Maria: “Fa propaganda martellante, una crociata. Ma che cosa aspettano a richiamarla? Se io raccomando ai ragazzi il preservativo, mi convocano subito in tribunale ecclesiastico. Se loro usano la Madonna per chiedere soldi, nessuno fa nulla”.

 

Il commento

E’ proprio dall’affermazione di don Gallo che vorrei prendere spunto per una breve riflessione. Come abbiamo visto vi sono casi in cui il Vaticano lascia il problema in sospeso, e giudica i fatti invisibili basandosi sui frutti visibili che da quelli discendono. E’ una prassi saggi e millenaria adottata in particolare nei confronti delle apparizioni o delle statue piangenti e sanguinanti. Bene, mi sembra un’ ottima prassi: perché allora non fare così anche per questioni meno miracolose, ma altrettanto incerte? Mi riferisco a problematiche quali il celibato obbligatorio, l’ordinazione delle donne, i pacs, la scelta dei vescovi “dal basso”, la creazione di organi democratici decisionali, i rapporti prematrimoniali, il dibattito sull’inizio e la fine della vita, ecc… Perché tanta premura, tanta pazienza, saggia attesa prima di arrivare a dichiarazioni definitive sulle apparizioni, e all’opposto solo dictat, leggi infallibili calate dall’alto con fredda prontezza sui problemi più quotidiani dei fedeli?

Sarebbe davvero bello che mezzi di comunicazione potenti come Radio Maria venissero utilizzati maggiormente come strumenti di confronto, di dialogo interno, di approfondimento di tematiche scottanti con spazio per voci diverse, che partendo dallo stesso vangelo arrivano anche a conclusioni distanti tra loro. Sarebbe bello vivere in una chiesa che appassionatamente discute, ragiona, dibatte su come tradurre il suo “deposito” dentro le problematiche del mondo odierno; e vedere pure un Vaticano che permette questo dialogo, che umilmente tace, fa un passo indietro e aspetta la voce dello Spirito che emerge nella chiesa, in tutta la chiesa, non solo nei suoi responsabili. Maria, umile e silenziosa ancella del Signore, come ci viene descritta nei vangeli, forse, in questa chiesa, tornerebbe a parlarci più per le sue qualità che con i suoi misteriosi segreti.

Mauro Borghesi