PAPA BENEDETTO! - BENEDETTO CELIBATO!

 

IL FATTO

Il Papa ha ricevuto, a fine anno 2006, i cardinali di Curia per i consueti auguri e ha ripercorso, com’è tradizione, i punti salienti dell’attività pontificia dell’anno.

   Riferendosi al Viaggio Apostolico in Baviera, a München, Altötting, Regensburg e Freising, il Papa ha sottolineato che l'intenzione principale del  Viaggio in patria nel settembre scorso "era di mettere in luce il tema 'Dio'", in considerazione del fatto che "il grande problema dell'Occidente è la dimenticanza di Dio".  "Con il tema di Dio" - ha proseguito il Pontefice - "erano e sono collegati due temi che hanno dato un'impronta alle giornate della visita in Baviera: il tema del sacerdozio e quello del dialogo". Ricordando l'Antico Testamento, il Papa ha detto: "Dopo la presa di possesso della Terra ogni tribù ottiene per mezzo del sorteggio la sua porzione della Terra santa e con ciò prende parte al dono promesso al capostipite Abramo. Solo la tribù di Levi non riceve alcun terreno".  "Il vero fondamento della vita del sacerdote" - ha sottolineato Benedetto XVI - "la terra della sua vita è Dio stesso. (...) Questa teocentricità dell'esistenza sacerdotale è necessaria proprio nel nostro mondo totalmente funzionalistico, nel quale tutto è fondato su prestazioni calcolabili e verificabili. Il sacerdote deve veramente conoscere Dio dal di dentro e portarlo così agli uomini: è questo il servizio prioritario di cui l'umanità di oggi ha bisogno". 

Riferendosi successivamente al celibato, "che vige per i Vescovi in tutta la Chiesa orientale ed occidentale e, secondo una tradizione che risale a un'epoca vicina a quella degli Apostoli, per i sacerdoti in genere nella Chiesa latina", Papa Benedetto ha affermato che esso "può essere compreso e vissuto, in definitiva, solo in base a questa impostazione di fondo. Le ragioni solamente pragmatiche, il riferimento alla maggiore disponibilità non bastano: una tale maggiore disponibilità di tempo potrebbe facilmente diventare anche una forma di egoismo, che si risparmia i sacrifici e le fatiche richieste dall'accettarsi e dal sopportarsi a vicenda nel matrimonio". "Il vero fondamento del celibato può essere racchiuso solo nella frase: 'Dominus pars' - Tu sei la mia terra. (...) Non può significare il rimanere privi di amore, ma deve significare il lasciarsi prendere dalla passione per Dio, ed imparare poi grazie ad un più intimo stare con Lui a servire pure gli uomini. Il celibato deve essere una testimonianza di fede".

IL COMMENTO

Chi mi conosce sa che sono affascinato da sempre del teologo Ratzinger, da quando ebbi la fortuna, giovane studente di teologia, di incappare nel suo libro “Introduzione al cristianesimo” e, quindi, di mantenere una corrispondenza col teologo, poi col vescovo di Monaco, poi col cardinale prefetto della sacra Congregazione della Dottrina della Fede.

Chiosare, quindi, il discorso di Benedetto XVI, è per me arduo. Ma voglio provarci.

Il Celibato, ha detto il papa “vige per i Vescovi in tutta la Chiesa orientale ed occidentale e, secondo una tradizione che risale a un'epoca vicina a quella degli Apostoli, per i sacerdoti in genere nella Chiesa latina”. Mi scuso con lui, ma è un falso. Egli non può ignorare che vi sono vescovi di rito orientale sposati e che vi sono preti di rito latino sposati. Conosco almeno tre preti anglicani che  si sono fatti cattolici (hanno peccato di apostasia?) ed esercitano il ministero senza aver ripudiato la moglie.

"Il vero fondamento del celibato può essere racchiuso solo nella frase: 'Dominus pars', afferma Benedetto XVI. Come è vero! Ma osservo:

-          la tribù di Levi non ebbe una terra, ma poté prendere moglie (diversamente come avrebbe potuto perpetuarsi nel tempo?)

-          “Il Signore è mia parte di eredità e mio calice, nelle tue mani è la mia vita”, dice il salmo che avvalora l’affermazione di papa Benedetto. Osservo: perché marito e moglie preti (lui o lei), non possono pregare assieme questo salmo? Benedetto ci dice che questa è una testimonianza di fede. Appunto! Fa differenza se il prete la celebra con la propria famiglia?

Sono d’accordissimo sul celibato. Ma facoltativo. E Benedetto XVI sa che dovrà essere così. Il Papa non può uccidere il teologo che, in tempi non troppo lontani, sostenne tale tesi anche su una rivista di teologia italiana. L’amore è condivisione. Egli osserva che se si sostiene il celibato solo in funzione “pratica” si svilisce l’essenza del celibato stesso. E centra il problema. Ma risulta difficile fondare la tesi celibataria sacerdotale appellandosi al carisma stesso, perché significherebbe smentire lo stesso Cristo che non si curò, nella scelta apostolica, dello stato civile dei prescelti. E’ l’amore (agàpe) che fonda la missione ecclesiale di annuncio di un messaggio che rimane sconvolgente. E l’amore, per definizione, è dono. Dono di se stessi agli altri, alla propria moglie, al proprio marito, ai propri figli, alla comunità dei fratelli. Un dono che rimanesse chiuso in una scatola che il donatore ha recapitato, sarebbe un dono poco interessante per il destinatario.

                                                                            Ernesto Miragoli