La trasmissione su Rai 3 con la presenza di E. Miragoli

 

 

 

E’ lo stesso Ernesto che ne parla
 

Vorrei condividere alcune riflessioni in margine alla mia partecipazione alla trasmissione "Cominciamo Bene" andata in onda ieri, 14 maggio, su Rai 3. Ho visto la registrazione ieri sera e mi faccio qualche appunto. In positivo ho visto che ho riscosso più applauso dal pubblico dei "concorrenti". Ancora in positivo posso dire che qualche idea sono riuscito a veicolarla allargando il discorso in risposta alle domande postemi.

In negativo debbo lamentare quello che dissi alla redattrice che mi telefonò: “lo spazio per affrontare il problema non c'è. Non lo si vuole dare. Non si riesce a prenderlo. Del prete sposato interessa la storia d'amore, un po' pruriginosa, meglio se c'è del sesso dentro”. Avevo inviato alla redattrice dati e schemi di conversazione, pensando che ne facesse tesoro. Nulla.

Devo dire, in tutta sincerità, che delle molte trasmissioni radio televisive alle quali ho partecipato, l'unica che mi ha veramente soddisfatto è stata “NO COMMENT” andata in onda a tarda ora su Raiuno con Danila Bonito. Lì mia moglie ed io abbiamo potuto parlare, esporre, argomentare. Doveva venire il card.Tonini che poi non venne, ma non fa nulla.

Ecco perchè da allora ho rifiutato sempre più inviti a questo genere di cose. Non perchè non ci creda (sono uomo di comunicazione), ma perchè non si riesce a trovare il canale corretto per comunicare quel che si vuole.

A margine dirò una notizia: sono stato un bel po' a parlare con Giuseppe Cionfoli. E' stato un colloquio molto bello.
Fra l'altro mi ha detto che era seccatissimo perchè è stato cooptato senza essere interpellato come disponibile ad essere ordinato prete da mons. Milingo.

Qualcuno di voi sa chi ha fatto il suo nome? Cionfoli ha avuto un po' di seccature a questo proposito.

Un saluto a tutti, Ernesto

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b) Commento

E’ la prima volta che, almeno, non ne esco amareggiata.

Le mie annotazioni.

a)    sui conduttori (laici naturalmente): vanno, come tutti gli altri in simili casi, in brodo di giuggiole a sentir parlare due preti in ministero della loro serenità e gioia, che - vogliono dimostrare - scaturiscono dalla scelta forte e coraggiosa di seguire Cristo per una chiamata eccezionale ed irresistibile. Il fascino per gli eletti che portano un soffio di trascendenza in questo povero mondo è palpabile anche nelle pieghe dei volti degli interlocutori, e si avverte appena, ma si avverte, il fiato mozzato a sentire la storia del prete che aveva rotto il suo fidanzamento per entrare in seminario. Mi chiedo: ma che idea si comunica alla gente circa la chiamata presbiterale? Pare che la differenza tra i due stati di vita – matrimonio e ministero presbiterale - consista nello scegliere tra sposarsi e non-sposarsi; che tutte le altre cose da prediligere o scartare, abbiano senso se viste nel contesto di uno spartiacque che separa chi si sposa per l’attrazione per una donna e per il desiderio di figli  e chi non si sposa per un amore soprannaturale che Dio pare voglia concedere a pochi……. Esagero? Provate a leggere nelle associazioni mentali della gente. Perfino Augias, in una trasmissione, l’ho visto liquefarsi di stupore, rapito di fronte alle dichiarazioni fervide di monache da aureolare per il loro eroismo. Oh la donna rom che ho visto pochi giorni fa col settimo figlio di pochi giorni appeso al collo, ultimo di sette altri avuti dal marito trentatreenne (arrestato per aver fatto morire la donna a cui voleva rubare la macchina)! Eroismo da miserabili quello di questa donna!!! E’… scorretto averne accennato in questo contesto?

b)    Ernesto è stato molto misurato, lasciando passare anche frasi su cui avrebbe avuto ragione di intervenire. Ha cercato di far capire che non gli è stato facile rinunziare al ministero. Per sei anni si è confrontato, assieme alla (ora) sua Paola, con la propria coscienza e con la grande aspirazione a continuare il servizio presbiterale assieme alla moglie. Non ha emesso condanne per l’atteggiamento ecclesiale fermamente ancorato al celibato obbligatorio per i preti, ma ha fatto notare, al momento giusto del discorso, che preti o non, ci sono due modi (davvero) opposti di seguire la chiamata: perché ci va coerenza nelle opzioni che toccano il cuore del distacco cristiano dai beni della terra; c’è il prete ricco e il prete povero, e via dicendo. Se la chiesa concedesse il matrimonio ai preti, le vocazioni aumenterebbero? No, è stata la risposta di Ernesto, così come era stato anticipato dai preti. Come mai? Per lo stesso motivo: le rinunzie si misurano PER TUTTI sul piano della serietà nel modo di abbracciare i propri impegni umani.

c)     L’argomento “sesso”, intanto, cominciava a subire una frenata. Ma il tocco finale l’ha dato il meraviglioso Cionfoli. Arrivato per ultimo, dice tutto il contrario di ciò che si vedeva scorrere nel monitor bugiardo. perché lui, il fraticello allora venticinquenne cantante a San Remo, aveva avuto ben altro travaglio spirituale… Infatti chiude il discorso affermando: “il sesso non c’entra”. Forse nessuno ci avrà badato…. O no?

Ausilia