Risposta al blog dell’ex-prete

 

Ciao,

ti ringrazio per ciò che hai scritto che, a mio parere, è l'esatta sintesi del "prima" e del "dopo", cioè prima della cura e dopo la cura.

Il passaggio che hai compiuto è stato un faticoso cammino verso la guarigione.

Nelle tue parole si respira pienamente quell'aria che "sa di buono".

Nel primo paragrafo quando dici: Ci si poteva permettere di non "sporcarsi" con le "cose mondane e profane", mi permetterei di aggiungere "con gli ultimi".

Quello che mi trovo a constatare sempre più, con grande rammarico, è che sono pochissimi coloro che, incardinati in un perfetto ordine, religioso e non, accettano di impiegare il loro tempo a servizio degli altri. Sono talmente convinti che la loro obbedienza alle gerarchie o al proprio superiore sia la strada aperta verso il Regno, che non si accorgono di quanto ci sia realmente da fare.

Sai quante volte, parlando dei missionari o più semplicemente del volontariato, mi sono sentita dire: No, non fa per me, lì fa troppo caldo, ho dei problemi alla schiena e devo dormire su un materasso di un certo tipo, oppure, non potrei rinunciare alla pastasciutta....

Non è mia intenzione giudicare nessuno, non posso però non pormi mille domande.

Cosa vuol dire "io sono di Dio", frase che tanto piace pronunciare ai membri del clero? Tutti lo siamo. Nessuno in modo speciale. Ma l'amore di Dio è gratuito e incondizionato, quanto esigente. L'amore ricevuto ESIGE una risposta, che forse non sarà mai adeguata, ma sarà proporzionata alla forza che attingeremo, durante il nostro cammino, proprio da quell'Eucarestia che troppo spesso ci inchiniamo ad adorare, ma troppo poco spesso ci impegnamo a condividere.

Bellissima la descrizione della tua abitazione... Mi sembra di immaginarti e mi coglie un'ondata di tenerezza.

Voglio augurarti Buon Cammino e spero che la gioia che dividi con il tuo Compagno possa essere quella di ogni figlio di Dio.

 

Stefania Salomone