Poesie poesie poesie
 

 

(Dedicata al Hildegarda di Bingen)

 

E’ un esodo il mio

Fuori dal recinto dei sacri riti

mi privo

della consolazione, quella per cui

tu moristi Hildegard

quella carne di musica e di canto

che ti faceva imponente.

Sono sola Hildegard

non devo tacere il mio deserto

non sarà il mio silenzio a cambiare la storia

ma un dire liberato

Parola – parole

Dal suono ritmato

Devo dire

Hildegard

ed accettare sotto ai miei piedi

un tappeto di sabbia

 

M.Teresa Pellegrino

 

 

Silenzio

 

Non cerco parole, non voglio parole:

io chiedo silenzio.

Il silenzio è la voce più vera.

Silenzio lieve come una carezza,

silenzio fresco come la rugiada.

E in quel silenzio che calma e ristora

ci sei Tu, mio Dio.

 

Elsa Gelso

 

 

Mi accarezzava dalla soglia
il profumo della casa.
Era e non era il profumo
delle erbe che tu ami.
Cercavo l'«in principio» di un profumo.
E forse era nei tuoi occhi neri ,
nella festa degli sguardi.
Era nel sapore del pane
sacramento della casa
che le tue mani
avevano per noi impastato.

 

don Angelo

 

 

Ave Maria

 

E te ne vai, Maria, fra l'altra gente

che si raccoglie intorno al tuo passare,

siepe di sguardi che non fanno male

nella stagione di essere madre.

 

Sai che fra un'ora forse piangerai.

Poi la tua mano nasconderà un sorriso;

gioia e dolore hanno il confine incerto

nella stagione che illumina il viso.

 

Ave Maria, adesso che sei donna.

Ave alle donne come te, Maria,

femmine un giorno per un nuovo amore

povero o ricco, umile o Messia

Femmine un giorno e poi madri per sempre

nella stagione che stagioni non sente.

 

De Andrè

Dentro te

Calda, sentii su di me
la gravità del corpo.

Mortale, mi dissi, io sono.

Oltrepassai l’eterno
credendomi suo, per sempre.

E in quel che tendo ad immaginare,
quasi una vertigine di migliaia di galassie,
reinventadoli ritroverò amore, odio,
bene e male.

Quei mondi infiniti che ti sono dentro

P. Quaranta

Puoi farcela

Una fiocina bianca,
acciaio lucido;
accanto allo scoglio, sul fondo,
uno scorfano rosso la osserva.

È immobile, occhi fissi
verso quegli spuntoni aguzzi.

Uno sparo ad aria compressa,
sott’acqua, un guizzo veloce.
Il riflesso, l’istinto, la fortuna:
puoi farcela.

P.Quaranta

 

Nell'orizzonte di mia vita

sol vaga ombra hai lasciato

di tua terrestre presenza

L'eterno è tua dimora

 

In mutate sembianze

ti riconosco appena

Altro debbo sognarti idearti

trasfigurato nel Tutto, ricolmo

d’Amore

 

A. R.

 

Sono qui
per riempire
I vuoti silenzi del cuore
e scuotere
quest' anima in agonia.

Annaspo
nel cielo ogni sera
come un fantasma.

E ogni sera
su questo lento morire
le stelle

Brillano come lacrime

 

M.T. Pellegrino