Rivolgendoci con questa news ad una cerchia allargata, non possiamo fare a meno di sconfinare dai limiti di una comunicazione di routine, e perciò chiediamo a lettrici e lettori tutta la partecipazione possibile allo spirito che ci anima nel condurre questo sito.
Ci ripetiamo,
ma dobbiamo ricordare a chi legge il nostro vivo interesse a
1) offrire
la possibilità a coloro che si decidono a rompere il silenzio di rivolgersi a
noi, in quanto disponibili ad offrire amicizia ed aiuto;
2) liberare la
pubblica opinione da un’informazione scorretta sul tema scottante del disagio
dentro la chiesa, sofferto da donne ed uomini che hanno avuto o hanno tuttora
un’esperienza di vita religiosa.
E’ auspicabile un atteggiamento che accomuni noi e voi nel progettare e proporre un futuro migliore per coloro che vivono oggi il travaglio, o almeno nella speranza di evitarlo a coloro che verranno dopo di noi. E per questo è necessario CENTRARE la questione, anche se non è facile né semplice ‘approfondire’ e nello stesso tempo ‘divulgare’.
Riteniamo che serva a poco limitarsi a promuovere il sollevamento delle coscienze contro ingiustizie subite, perché allora bisognerebbe mettere nello stesso paniere l’esigenza ecclesiale di custodire valori che anche la ‘gente’ vuole custoditi. Piuttosto sono da rivoluzionare schemi mentali riguardanti il vero senso della scelta totale di darsi a Dio, nello stile della gerarchia delle verità, frase usata per indicare sinteticamente la quintessenza del risultato dei lavori conciliari. E siccome la verità non dovrebbe essere al plurale, non è da perdere mai di vista che Dio è il Dio dell’uomo, fatto “a sua immagine e somiglianza”. Da qui un compito laico affidato all’umanità, da rispettare nella sua dignità e in tutta la creazione. Potrebbe sembrare un argomento riservato ai teologi. Eppure quanto bene sentiamo ripetere questa idea di fondo a persone umili e semplici con linguaggio di grande intensità!
E’ triste aggirasi su argomenti, da una parte ritenuti intangibili, dall’altra messi in discussione, tralasciando - DI FATTO - di porre al centro della vita della chiesa la vera vocazione umana, al di dentro della quale si caratterizza ogni specifica vocazione.
* * *
L’insistenza con cui si fa del celibato dei preti una questione di non-uso della sessualità in vista di una donazione totale, è sviante e deviante. Elevare a modello di virtù la continenza praticata da “specialisti del sacro” in nome di un’eroica rinunzia al matrimonio, diventa particolarmente nocivo se obbligante, e non aiuta a rendere responsabili le singole persone in ogni stato di vita.
Proponiamo un DIALOGO serio e dignitoso con la chiesa istituzionale, nel rispetto paritario delle parti, inteso a ridare un soffio di autentica spiritualità alla pratica evangelica. L’impegno missionario – Andate ed annunziate il Vangelo – consiste nel fare emergere “tra tutte le genti” il bisogno di integralità umana, radicato nella coscienza di ciascuno, ma offuscato dalla ricerca smodata di godimento dei beni terreni.
Poniamoci insieme in prima linea nella individuazione dei veri valori umani, che hanno senso nell’orizzonte di una fede vissuta nel quotidiano. Le suore forse sono già pronte a contare di più sull’essenzialità del loro servizio; e perciò potranno darci una mano, “mescolandosi” con noi nel creare condizioni spirituali per il vero rinnovamento della chiesa.
Coraggio! Chissà, forse può avverarsi ancor oggi che la pietra scartata diventi pietra d’angolo.
Guida alla lettura delle rubriche
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NOTA:
Quegli articoli che sono attinti a varie fonti, non vogliono distogliere
l’attenzione dalle nostre tematiche. Al contrario hanno una specifica
funzione: inserire le stesse in un quadro complessivo di cultura della nostra
formazione spirituale sempre in divenire, di senso vivo della chiesa che
vogliamo rinnovata secondo lo spirito del Vaticano II, di incarnazione nelle
realtà terrene. ATTENZIONE! Chi trova
pesante leggere articoli molto ‘nutriti’ (o difficili) abbia la pazienza di
sbirciarli; forse capirà che vale la pena informarsi bene, anziché appagarsi
di notizie gridate e sbrigative.
a) “Vi parliamo così” : diamo il giusto rilievo alla trasmissione su rai 3 (in cui E. Miragoli ci ha ben rappresentati), e alle riunioni dei gruppi “nostri” perché questo sito è una voce tra tante altre. Ciò che lo differenzia dai siti amici è soprattutto l’impronta femminile che vogliamo dare al nostro scambio con lettrici, le quali forse in altri contesti non troverebbero il coraggio di esprimersi liberamente.
b) “Piste
percorribili”: questo nuovo titolo
è come una sfida a percorrere piste che alcune persone hanno sperimentato e/o
sperimentano tutt’oggi come possibili. Non c’è solo male attorno a noi….
c) “Dialogo e confronti”:
continua il sempre più interessante dialogo tra Ausilia e Giancarla Codrignani,
autrice del libro indicato. La corrispondenza è variegata. Intanto si fanno
delle precisazioni sulla possibilità, accanto a quella dell’anonimato, della
privatezza epistolare. Ma una domanda: come incoraggiare a scrivere se non si
dà un assaggio (davvero solo un assaggio!) dei vissuti di coloro che
finalmente rompono il silenzio, sapendo di poter trovare una via per aprirsi?
d) “Discepolato impegnato”:
il primo articolo chiarisce a chi è riservata questa rubrica e informa che la
corrispondenza riguardante questo settore (persone con un’esperienza di vita
religiosa) non è pubblicata per la necessità espressa da parecchie di non
esporsi. Chiediamo articoli, domande e risposte, interventi…
e) “Noi e il femminismo”:
come al solito vi offriamo testi informativi e formativi che riguardano il
peso delle donne – nella loro apparente insignificanza - nella storia di ieri,
di oggi, di domani.
f) “Segnalazioni e Recensioni”: vi consigliamo letture che avviano alla conoscenza di produzioni che riguardano la nostra vita nella chiesa e nel mondo. Siamo sempre disponibili a ricevere suggerimenti, meglio ancora vostre recensioni e segnalazioni.
g) “Persona e diversità”:
la proposta di riconoscere i diritti di persone che hanno una diversità
sessuale non è un allontanarci dai nostri temi. Il nostro è un tentativo di
reagire al modo in cui viene generalmente trattato l’argomento; esprimendo la
nostra sorellanza a tutta prova verso chi soffre per una diversità non
riconosciuta adeguatamente. Il dialogo con Darianna e con Pasquale è di conio
nuovissimo e diretto; risponde al bisogno di ascoltare direttamente gli stessi
soggetti del disagio, anche se vogliamo ripensare personalmente ogni
questione, senza farci influenzare né da ideologie correnti né da sicurezze
scontate.
h) “Fatti di chiesa” e i) “Celibi per ubbidienza”: sono due rubriche che entrano nel vivo degli argomenti ecclesiali. Mauro Borghesi ed Ernesto Miragoli, persone competenti in merito, spaziano nell’orizzonte dei fatti, delle idee e degli scritti dell’oggi, esprimendo in maniera colloquiale pareri ponderati.