Ancora Don Paolo e la sua onestà
 


[...]Dichiarazione che lo stesso don Paolo Curtaz ha diffuso via e-mail tra I suoi corrispondenti.[...]


Come avete potuto vedere sono finito sulle prime pagine dei giornali nazionali sull'onda del gossip, questa volta clericale. La notizia delle mie dimissioni da parroco, confermata con comunicato dalla Curia, era cosa già nota a tutti. Meno noto era il fatto che, in sintonia col Vescovo e dopo un lungo e schietto discernimento, io abbia concordato un anno sabbatico di riflessione e di approfondimento. Questa scelta attiene esclusivamente alla mia sfera privata di uomo e di prete e tutti i tentativi di dietrologia inerenti a questo fatto dovrebbero essere relegati a ciò che sono: pettegolezzi.

Vorrei rasserenare le molte persone turbate dalla ridda di notizie uscite e che ringrazio per le tante manifestazioni di stima: sono prete, resto prete e desidero fare il prete. Ciò che è in discussione, per me, e ciò su cui voglio riflettere in questo anno è, semmai, il modo di esercitare il mio ministero in questa Chiesa che ho servito e che amo con lealtà e se questa Chiesa abbia bisogno di ciò che io sono in grado di essere e di dare. Per me non è in discussione il celibato ma come vivere - se possibile - la mia chiamata profonda senza abdicare alle mie responsabilità che, credimi, ho assunto con convinzione e fatica da sempre. Tutto il resto, lo ripeto,
attiene alla sfera intimissima della coscienza che ogni essere umano dovrebbe rispettare e nel cammino interiore di ogni credente.

Ringrazio - così leggo da alcune agenzie di stampa - coloro che sono stati invitati a pregare per me che - così pare - sto attraversando un difficile momento: la preghiera reciproca, quella che nasce dal cuore e approda alla verità, è un bel dono che i credenti si fanno. Vorrei, però, ribadire il fatto che sono sereno nelle mie convinzioni e nelle mie scelte e che la difficoltà - semmai - la sta creando questa insistente e perniciosa violazione della privacy, per me e per le persone che amo.

Mi spiace che queste vicende possano aver fatto soffrire qualcuno e di questo mi scuso. Non mi dispiacerebbe, però, ricevere le scuse di chi, in questi anni, ha scordato - se uomo - la prudenza del giudizio e - se credente - il precetto della misericordia.

Siano la misericordia e l'essenziale a condurmi per mano in quest'anno che, spero, diventi un anno di riflessione non solo per me. Concludo dicendo che è per me un bel obiettivo, alla fine del percorso di vita che il Signore mi darà da vivere, cercare di diventare più uomo e, spero, più discepolo del Signore che mi ostino ad amare. Non ci tengo, perciò, a diventare un caso giornalistico e ad essere considerato un traditore o un martire, perché non sono né l'uno, né l'altro.

http://sperarepertutti.blog.lastampa.it -  02/06/07