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Dio ama le donne
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Dieu n’aurait-il aimé que la Vierge Marie, en délaissant
les femmes ordinaires? La vie et l’engagement de Jésus-Christ démontra
exactement l’inverse: ce n’est pas Marie qui est à l’honneur, mais les
femmes ordinaires. Le message dont Jésus se faisait le porte-parole
concernait en priorité les « petits » et les marginaux, et ne pouvait
manquer de toucher les femmes.
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Dio avrebbe amato soltanto la Vergine Maria, trascurando le donne comuni? La vita e l’impegno di Gesù Cristo dimostrò esattamente il contrario: non è Maria colei a cui egli tributa onore, ma alle donne comuni. Il messaggio di cui Gesù dava priorità ai piccoli e ai marginali, e lo stesso atteggiamento non poteva non riguardare le donne. In una società dove le sposate non avevano possibilità alcuna di ricorso in caso di ripudio, Gesù insistette sul carattere di impegno nel matrimonio davanti agli occhi di Dio, nel caso in cui si trattava di proteggere le donne (Matteo 19, 1-9). Egli contraddisse la buona coscienza di coloro che si apprestavano a lapidare una donna adultera (Giovanni 9, 22). Dialogò con le sorelle Marta e Maria e con la Samaritana circa la loro fede, e alcune donne lo seguirono, sfidando le critiche della propria società. E soprattutto, è alle donne, considerate allora come meno rilevanti davanti alla Legge, che l’angelo vicino alla tomba di Gesù affidò il compito di far giungere la notizia della Risurrezione agli altri discepoli. Ma, come precisa candidamente il Vangelo secondo Luca, «queste parole sembrarono un delirio ed essi non credettero a tali donne» (Luca 24, 11). Contro l’idea che il discepolato fosse una prerogativa maschile, l’apostolo Paolo fa menzione nelle sue lettere di numerose donne missionarie o corresponsabili delle comunità raccolte nelle famiglie. Esse furono predicatrici, martiri e anche diacone: Febe è qualificata «diaconessa» o «serva» secondo le traduzioni di Romani 16, 1, allora quando la parola «diacono», detta in greco al maschile, era termine tecnico usato per il ministero. Nei Romani 16, 7, Andronico e Giunia sono chiamati «apostoli», in tempi in cui Giunia era senza dubbio una donna, Junia. Se Dio ama le donne, gli uomini hanno mantenuto un atteggiamento di deprezzamento. Il cristianesimo dunque ha proceduto all’indietro : ad un inizio promettente che sgombrava gli stereotipi circa i ruoli è successa una progressiva istituzionalizzazione della Chiesa. Il Vangelo sovvertitore (dei valori) non è riuscito a compentrare la società in maniera sufficientemente radicale perché le donne ne beneficiassero. Ma non mancò la loro affermazione in situazioni eccezionali. Durante la Riforma, Marie Dentière, moglie di alto rango, utilizzò i benefici del matrimonio e della maternità per far uscire le giovani suore dal convento, e scrisse degli opuscoli teologici. Caterina de Bora, sposa di Lutero, come altre donne-pastore, accoglieva alla sua tavola i responsabili della Chiesa ed esercitò una ferma influenza sulle loro idee. Nei circoli anabattisti, alcune profetesse attiravano attorno a sé veri e propri gruppi di discepole. Il messaggio di liberazione del Vangelo permetteva queste eccezioni per incitare le Chiese a riformarsi. A partire del XVII secolo, le donne si raggruppavano in vari movimenti di emancipazione. Negli Stati Uniti ci sono dei movimenti di Chiese, in particolare della Chiesa cattolica, che hanno fatto nascere movimenti femministi. In Europa, la ribellione nacque nella società secolarizzata. La «teologia femminista» è nata sul solco del femminismo, ed essa ha contribuito con forza alla trasformazione del cristianesimo, soprattutto nella Chiesa della Riforma. Così cominciò, a partire dagli anni 1979-1980, una nuova storia cristiana, dove le donne non sono più solamente oggetti delle discriminazioni maschili, ma soggetti pensanti e agenti. Numerose sono le Chiese nate dalla Riforma che hanno esteso alle donne il linguaggio liturgico, l’ordinazione al ministero pastorale e le istanze della presa di decisione. A ben osservare, le Chiese hanno subito le medesime condizioni di vita delle donne durante la storia del mondo : si permette certamente di esistere, assicurando a loro una situazione stabile ma marginale, e solamente a condizione che non disturbino l’ordine stabilito, che adempiano le proprie funzioni caritative ed educative, e che non abbiano mansioni al di fuori di quelle che si vorranno loro affidare. Il cristianesimo non ha avuto la possibilità di dispiegare la sua pienza statura, ma è l’esigenza della riconciliazione e il suo messaggio di liberazione che spingerà le Chiese a riformarsi senza sosta e a donare alle donne il loro giusto posto, fianco a fianco (come ben dice la Genesi) con gli uomini.
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