Blog di un ex-prete
Se da preti in ministero se la
passavano da principi…
Comunque questo ex dimostra che
nell’esodo può guadagnare in qualità, e non è poco…
Oltre le spine... comunque la rosa
°°° Rispondendo a Elisa e Regina C.
"Ci sarà pur stato qualcosa di positivo!"
Di positivo c'era tantissimo.
- L'eccellenza spirituale, carismatica, morale.
Perché ti potevi ritenere un eletto da Dio, un collaboratore stretto di Dio,
tante sicurezze, un prestigio di aver fatto una scelta coraggiosa, forte. Ci si
poteva dedicare alla preghiera, meditazione studio. Ci si poteva permettere di
non "sporcarsi" con le "cose mondane e profane". Ero di Dio, per questo iniziai
il mio cammino spirituale, religioso.
- L'autorità morale e intellettuale
Gli studi e la posizione nella comunità dei fedeli mi davano un grande
prestigio, ero ascoltato, mi si chiedeva l'opinione, ero chiamato, invitato,
ricercato. La gente telefonava per sapere quando predicavo io. Mi piaceva
predicare, insegnare, spiegare...
- Il prestigio sociale
Anche se c'è sempre meno consenso attorno alla Chiesa il prete, il frate è
comunque una persona che ha autorità e a livello locale può assumere molta
importanza. Potevo entrare ovunque. Avevo la precedenza. Quando ebbi bisogno per
dei documenti telefonarono dal Quirinale... "'azzo!!! questa si che si chiama
raccomandazione" mi dissero. Se avevo bisogno di un medico i migliori
specialisti trovavano tempo per visitare me... Solo per dire alcune cose. Ne
avevo di privilegi, eccome! Ora ne ho ancora pochi come quello di vivere in
Passeggiata a Viareggio a 100 metri dal mare senza pagare affitto, ma anche
senza riscaldamento, con gli infissi vecchi che fanno passare liberamente l'aria
se c'è vento e con il tetto che perde e l'umidità che mi entra nelle ossa e
sotto le coperte (ma ho trovato la soluzione: le asciugo un po' con
l'asciugacapelli che metto sotto le coperte prima di coricarmi) :)
- La sicurezza e tranquillità economica (lavoro, soldi, casa... pane e
companatico)
Solo ora so di vivere appieno il voto di povertà... perché il povero non ha reti
di protezione, se cade, si fa male. Generalmente i preti e i frati non si
concedono tanti lussi ma non hanno paura di fallire o di avere fame. Non ci sono
preoccupazioni di case o lavoro, ora invece, pensare di avere un giorno una casa
mi sembra un obiettivo irraggiungibile, un sogno! Il lavoro? Si ce n'era e
tanto!Ma dipende anche dalla disponibilità di ognuno di noi. Nessuno licenzia il
prete se fa male o poco.
- Possibilità di muoversi
"Parlo col Padre Superiore del convento di Tokyo? Sono un frate della Toscana,
posso venire una settimana... - No sono in vacanza... - va bene, allora ci
vediamo venerdì prossimo." (Solo i frati francesi la facevano lunga.) Cibo,
sistemazione, macchina, guide turistiche... ecc tutto si poteva fare. Mesi di
studio, formazione.... Era una cosa che adoravo e che purtroppo non ho sfruttato
molto... sigh!
Ecco questi sono alcuni dei vantaggi che ho perso... perché alla fine, quando
tornavo nella mia stanza ero solo e la presenza di Dio dipendeva dalla intensità
con la quale riuscivo a immaginare la sua presenza.
Forse ora sembro più astioso ma a dire la verità è il momento nel quale mi sento
più vicino al mio ex_mondo. Da questo punto di vista è un momento tutt' altro che
distruttivo.
... ma sono ancora in ricerca di Dio. Questo suo silenzio. Questo mio silenzio.
Ecco, è questo il senso della mia vita, è cambiato il modo e il luogo.
Sono entrato nel deserto ed ho trovato un compagno di cammino, cammineremo
insieme e forse un giorno troveremo. E se non trovassimo ci basterebbe la gioia
che ci diamo e riceviamo.