Altre opinioni su "Anno Zero"
1) Lettera alla redazione
06/06/07
Cari amici della redazione,
leggendo nel sito i commenti al filmato della BBC sulla pedofilia del clero mi sono chiesta perchè venisse dato ampio spazio all'articolo di Introvigne che non sembra cogliere il nocciolo della dolorosa problematica. La sua erudita dissertazione, tutta tesa a dimostrare la tendenziosità o la falsità del lavoro giornalistico prodotto dalla BBC, fa leva su argomenti molto marginali se non insignificanti rispetto alle consistenti e criminose realtà emerse dallo stesso.
Le critiche all'errata attribuzione di paternità ai due documenti vaticani in questione o le disquisizioni sulle presunte errate interpretazioni relative ad una parte del loro contenuto non cambiano la pesante realtà dei fatti.
Tale realtà non riguarda soltanto i molteplici casi accertati di pedofilia dei preti ma anche il provato atteggiamento omertoso dei loro superiori.
Gridare alla persecuzione o alla calunnia perchè un documento è stato presentato come segreto invece che come riservato (era destinato ai soli vescovi, non alle parrocchie) sembra come minimo esagerato di fronte alla realtà di almeno 22 vescovi costretti a dimettersi, una volta esploso lo scandalo, per gravi responsabilità nella gestione dei fatti criminosi. Le voci che si levano a scudo dell'incorruttibilità e della sacralità della chiesa con argomenti tanto deboli sembrano pallidi balbettii di fronte alle drammatiche e incontestate testimonianze presentate nel filmato.
Verrebbe voglia di chiedere a Introvigne: Perchè tante parole per nulla... di consistente?
Marina
2) Le impressioni di Giuseppe Zanon
Esprimo per punti le mie impressioni sulla trasmissione.
· E’ stata una grande puntata. Grande Santoro come conduttore; grande Fisichella per il coraggio dimostrato;
· Le mille cose che noi preti sposati diciamo valgono poco per i detentori della verità ( come si credono): ci volevano i fatti della trasmissione per inchiodare quelli che dovrebbero essere i nostri interlocutori...
· forte Fisichella ad esserci, ma si è arrampicato sui vetri quando ha voluto togliere ogni responsabilità al Vaticano e soprattutto a Ratzinger: le testimonianze parlano chiaro. Bene Santoro a non insistere; chi voleva capire poteva capire, senza ostinazioni e senza acredini.
· Inutile dire che cosa è avvenuto in USA. Come dice anche Umberto sul nostro sito, la chiesa è stata costretta dai giudici a parlare, a pagare, a rendere conto.
· Per capire il senso della trasmissione bisogna mettersi da parte delle vittime,altrimenti ci si perde in dotte disquisizioni.
·
· Il giornalista della BBC è stato chiaro nel denunciare la chiusura del Vaticano a voler trattare la questione dei preti pedofili apertamente; nel chiudere ogni porta alle varie richieste. I vari personaggi lo confermano.
· Mons. Fisichella su Repubblica di ieri (sabato 2/06) a pag.15: “sono riuscito a fare chiarezza; mi sono sentito rispettato”. Alla domanda: “Contento quindi di aver accettato l'invito di Annozero?” ha così risposto: “Certamente. E' indubbio che quando in una trasmissione si ha la possibilità di esprimere le proprie opinioni, di correggere pregiudizi e falsità con rispetto ed ascolto, si fa veramente un buon servizio. Durante il confronto, anche se non tutte le cose potevano essere condivisibili ,mi sono sentito rispettato e ascoltato. E il merito è senza dubbio del conduttore”. (Sempre pagina 15 di Repubblica di sabato, il titolo era: “Fisichella, elogi al programma”).
· Una trasmissione di due ore su temi fortissimi, senza insulti e sovrapposizioni di voci, con vera civiltà; alla faccia dei politici bacchettoni; merito a Fisichella che affronta la realtà, che parla con la gente, che soffre per le vittime. Qualcosa cambia nella Chiesa e questo 60enne pavese ne è una prova !
3) Pedofilia e pretofilia
di
quietati i clamori preventivi e consuntivi sulla puntata Annozero del 31 maggio, voglio dire un’ultima parola su una trasmissione alla quale ho avuto l’onore di partecipare come ospite laico.
Scorrendo i giornali del 2 giugno,
noto infatti da un lato commenti quali «Fisichella, il volto della Chiesa che
scalda il cuore dei laici» (Lucia Annunziata su
I quali, come si ricorderà, erano le accuse di pedofilia ecclesiastica da un lato, e di copertura gerarchica dall’altro, mosse dal documentario Sex Crimes and Vatican («Crimini sessuali e Vaticano»), andato in onda il primo ottobre 2006 sulla Bbc e ritrasmesso da Michele Santoro, dopo feroci polemiche e maldestri tentativi di impedirne la messa in onda sui canali pubblici italiani.
Monsignor Fisichella ha preteso in trasmissione di ridurre il fenomeno alle perversioni dei «quattro delinquenti» di cui il filmato narrava i crimini, e ha sistematicamente negato la segretezza della famigerata disposizione Crimen sollicitationis del 1962, l’intento omertoso delle sue norme avocatorie per sottrarre i preti colpevoli di crimini sessuali alla giustizia civile, e la permanenza in vigore di queste norme almeno fino al 2001.
Benché lo stesso Santoro abbia diplomaticamente aperto la trasmissione
reiterando per tre volte la dichiarazione che «si sta parlando di casi singoli»,
i fatti giudiziari finora affiorati lasciano invece presupporre un iceberg di
molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su
scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro
gestiti. Per ora, i casi più noti venuti a galla sono quelli del padre messicano
Marcial Maciel, fondatore della Legione di Cristo tanto amata da Giovanni Paolo
II, e del frate irlandese Brendan Smyth, che detiene un record di 45 anni
(1945-1990) di abusi sistematici. Il caso più blasfemo è invece quello, citato
nel Rapporto Governativo Irlandese del 22 ottobre 2005, di un prete della
diocesi di Ferns che ha violentato una ragazza sull’altare della parrocchia. Il
caso più tragico, infine, è il suicidio del frate irlandese Sean Fortune nel
1999, per evitare un processo per lo stupro di 29 bambini.
Lo scandalo ha raggiunto anche i
massimi livelli ecclesiastici, fino al cardinale Hans Hermann Groër di Vienna e
una ventina di vescovi del mondo intero, tutti costretti a dimettersi (il primo
già nel 1995). Un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno si può dedurre dal
fatto che, secondo il rapporto, la natura e l’estensione del problema dell’abuso
sessuale di minori da parte di preti e diaconi cattolici degli Stati Uniti del
27 febbraio 2004, stilato per
Monsignor Fisichella, che in trasmissione mi ha chiesto malignamente se conosco anche il latino, o solo la matematica, avrebbe forse dovuto preoccuparsi delle sue conoscenze in quest’ultima materia, visto che sembra non aver saputo (o voluto) afferrare la differenza tra «quattro», «quattromila» e «quattro per cento»... Ma anche un esperto di sole lingue morte avrebbe comunque dovuto apprezzare almeno la differenza tra epidemico ed endemico fatta dal giudice Anne Burke della Commissione d’Indagine Nazionale sugli scandali sessuali istituita dalla Chiesa Cattolica Statunitense (!), che nel filmato ha dichiarato: «Abbiamo scoperto che non si è trattato di un fatto epidemico, con più casi in una diocesi che in altre, ma di un fatto endemico, con le stesse percentuali di molestie sessuali sui minori in ogni diocesi».
Ora, i motivi dei tentativi di
piccola censura del video da parte dei partiti politici clericali, e di grande
copertura degli scandali da parte delle gerarchie ecclesiastiche, stanno tutti
qui: nella paura, cioè, che questi dati possano lasciar inferire un
comportamento sistematico da parte del clero, anche sulla base del fatto ben
noto che le denunce di violenze sessuali in generale, e sui minori in
particolare, riguardano solo una minima parte dei crimini che vengono invece
commessi. Stando ai fatti appurati, comunque, le sole diocesi statunitensi hanno
dovuto finora pagare risarcimenti alle vittime pari a un miliardo di euro: una
cifra che è ironicamente dello stesso ordine di grandezza del finanziamento che
È singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni (cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni). Anche qui, i fatti sono testimoniati dalle dimissioni dei responsabili delle coperture: ad esempio, nel 2002, quelle del cardinale Bernard Law di Boston negli Stati Uniti («punito» con la nomina ad arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma) e del vescovo Brendan Comiskey di Ferns in Irlanda.
E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da Annozero, che più che il delitto di lesa infanzia da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella ha bollato il coinvolgimento del Papa come «gratuito», e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come «gravemente ingiusto», ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensí giudiziale!
L’allora cardinal Ratzinger era
stato infatti incriminato agli inizi del
Alla domanda se
Per definizione, se una
disposizione richiede di essere mantenuta segreta è, ovviamente, perché ha
qualcosa da nascondere: che cosa, dovrebbe essere chiaro dai fatti enumerati in
precedenza a proposito delle coperture dei vertici ai crimini della base (ma non
solo). Non dimentichiamolo, quando elogiamo il mastino di Ratzinger per la sua
indubbia efficacia mediatica nel difendere