Rileggo una lettera spedita tempo fa a donne che ancora scrivono a carta e penna. Aggiungo una riflessione. Ho incontrato suore meravigliose, ma la mia idea non cambia. Forse perché provo ad immaginare come sarebbe più bello riconoscere in quello stato di vita, non la diversità vissuta a tutti i livelli, ma la normalità laica delle donne che seguivano Cristo.

Questo è il materiale che ho spedito per posta ……..

Carissima,

ti chiedo anzitutto scusa se la presente la mando contemporaneamente alle persone che sono indicate alla fine. Penserai che non ho per te un tratto particolare, che dunque c'è dell'impersonalità nello scritto. Niente di tutto questo. Ciascuna occupa nella mia mente e nel mio cuore un posto a sé, molto singolare ed esclusivo. Ma, dovendo agire in un contesto che richiede cooperazione e impegno a più "teste" (e capacità), non posso ripetere a ciascuna delle "lontane" e prive di mezzi efficaci (e.mail e uso del sito) quanto è frutto della viva parola, di intensi e prolungati dialoghi con le poche assieme alle quali lavoro.

Cerco perciò di riassumerti alla men peggio quanto facciamo e per cui mi piacerebbe la tua collaborazione: