In epoca
patriarcale
contro le leggi
patriarcali
Cinque sorelle nella Bibbia
a cura di Lidia Maggi
La terra promessa non è ancora stata occupata. Prima di prenderne possesso, Israele discute sulle modalità di divisione. Dopo quarant’anni nel deserto, ecco finalmente la meta, la ricompensa tanto attesa: la terra. E’ a questo punto che il libro dei Numeri inserisce un caso di eredità. Cosa succede dei beni di un uomo che non ha avuto figli maschi, dal momento che solo questi ultimi sono legittimati ad ereditare? Un caso che rispecchia la cultura patriarcale dell’antico Israele e che non avrebbe granché di eccezionale, se, a perorare la causa per l’eredità, non fossero delle donne: cinque sorelle che trovano il coraggio di presentarsi pubblicamente "davanti a Mosè, davanti al sacerdote Eleazar, davanti ai principi e a tutta l’assemblea all’ingresso della tenda di convegno" (Numeri 27,2) per parlare ed argomentare direttamente le loro richieste. Tutt’altro che timide e sprovvedute, le giovani si rivelano determinate a far valere i propri diritti. Articolano il loro caso con competenza e capacità oratoria, proponendo prima il problema per suggerire poi la soluzione.
Il problema: ci si prepara a distribuire la terra ad ogni capofamiglia. Cosa ne sarà di nostro padre? E’ morto dopo quarant’anni di deserto e non era tra quelli che si ribellò. Non ha avuto figli maschi, però. Questo vuol dire che per lui non si adempie la promessa della terra come per tutti coloro che, pur morti nel deserto, la vedono compiuta nella generazione successiva? Perché dovrebbe il nome di nostro padre scomparire dal mezzo della sua famiglia per non avere avuto figli?(v.4a)
La soluzione: Dateci una proprietà in mezzo ai fratelli di nostro padre (v.4b), ovvero: permetteteci di ereditare la parte di terra che sarebbe stata destinata a nostro padre.
Queste donne osano pensare oltre la loro realtà e immaginare di poter possedere una proprietà, di acquisire un privilegio esclusivamente maschile. Ciò che è per loro vietato può essere ingiusto.
Mosè porta il caso davanti all’Altissimo e Dio dà piena ragione alle cinque donne: le figlie di Zelofcad dicono bene, sì, tu darai loro in eredità una proprietà tra i fratelli di loro padre e farai passare ad esse l’eredità del loro padre (v.7).
Queste donne stabiliscono un precedente importante nella legge, che porterà il legislatore a dover rivedere le norme sull’eredità maschile. Pur con mille restrizioni una donna può entrare in possesso della terra. Si comprende la forza di quanto qui è stato sentenziato ancor di più alla luce del processo di appello che, in seguito, i fratelli del padre portano avanti. E sì, la storia non finisce qui. Del resto i conflitti di eredità sono i più difficili da risolvere…
Nell’ultimo capitolo del libro dei Numeri troviamo la seconda puntata del caso: si presentano davanti a Mosè e all’assemblea riunita gli zii delle ragazze. La situazione è, tuttavia, meno solenne: Dio non parla direttamente e gli appellanti pongono il problema senza proporre soluzione. Anzi, questi ultimi non sono in grado di nominare il vero problema che assilla loro: sono scandalizzati perché a delle donne è dato di possedere la terra. Ma come dirlo dopo che c’è stata una sentenza divina al riguardo? Il problema formale è che il clan perderà la terra quando le donne si sposeranno con uomini di altre tribù. Un’obiezione che non porta Mosè a rivedere la propria posizione: le ragazze, in ogni caso, ereditano la terra. La nuova sentenza pone però un limite. Le cinque sorelle si dovranno sposare all’interno del clan: esse possono maritarsi a chi va loro bene, purché si sposino in una famiglia della tribù dei loro padri (36,6). Non possono sposarsi fuori dal loro clan e il marito che queste ragazze prenderanno dovrà essere loro gradito. Per donne che non conoscono la libera scelta negli affetti, tali parole suonano decisamente sopra le righe.
Cinque donne intraprendenti, cinque come i libri della Torah…La Scrittura ricorda il nome del padre, ma soprattutto il loro che rimarrà per sempre nella storia biblica: Macla, Noa, Ogla, Milka e Tirza. Saranno ricordate dalle
donne che in esse cercano il coraggio per resistere e combattere contro norme troppo patriarcali; ma anche dagli uomini, che troveranno nella vicenda di queste sorelle consolazione. Il loro nome potrà, infatti, sopravvivere anche senza eredi maschi, come è successo prima di loro al padre di quelle cinque sorelle che osarono sfidare l’assemblea tutta per far valere la loro istanza.(Lidia Maggi, Rocca, 3/03)
