Cara Federica,

ho letto le tue lettere e le relative risposte….ti premetto che anch’io per potermi permettere di commentare, mi sono trovata in una situazione simile alla tua, ma che credo grazie a Dio abbia preso la giusta direzione.

Questo non vuol dire che io e lui (e poi ti spiego perché il mio lui non è scritto con la lettera maiuscola) siamo insieme, anzi lui continua a fare quello che faceva prima e io pure (anche se ammetto che io mi sono avvicinata di più a una scelta di vita più simile alla sua).

Scusami per la franchezza.

Tu dici di amare Lui….ma ne sei proprio sicura??? Io credo che l’amore sia qualcosa di speciale che va al di là di quella che può essere pura attrazione sessuale, o intesa e sintonia di idee e conoscenze. Anche due amici sono amici perché stanno bene insieme, si capiscono al volo.

Se tu ami, non puoi tradire l’amore del tuo Lui vivendo con un’altra persona (e tu lo hai fatto perché ti sei sposata). Ma sei proprio sicura che Lui sia veramente la tua metà???

Per me amore vuol dire essere disposto a fare qualsiasi cosa per l’altro…fino al sacrificio di se stesso. Forse la mia Fede è molto più forte della tua, ma ricorda che Dio ama gli uomini e per loro ha sacrificato Suo figlio. Gesù è morto per noi…si è sacrificato (hai visto il film ‘La passione’, se non lo hai ancora visto, vallo a vedere….e capirai veramente cosa vuol dire donarsi agli altri e quindi ‘amare’!).

Il mio Lui con la lettera maiuscola è soltanto il Signore e se il tuo Lui non ha preso una decisione fino ad ora può essere che Lui (il Signore) non voglia? Hai mai provato a porti questa domanda? Platone può essere soltanto una comodità di pensiero.

Comunque capisco la tua sofferenza e pregherò per te, affinché tu possa prendere una decisione definitiva (e dovrai farlo prima o poi…anche se non sarà semplice) sia per te che per Lui (visto che Lui non lo ha fatto finora). Purtroppo nella vita le scelte importanti costano, ma sono le più belle e le più gratificanti, te l’assicuro!

E quando avrai preso la decisione, capirai tante cose che prima erano poco chiare e soprattutto il Signore ti metterà in condizione di trovare il modo per vivere più serenamente e con piena soddisfazione (cosa che penso adesso tu non abbia).

Caterina

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M'inserisco alla fine. Non voglio farti attendere per una risposta della redazione. Mi pare che le altre si siano espresse a sufficienza, ma che non sia stato sottolineato un aspetto interessante del tuo problema: Il rapporto col prete. Sei stata chiara circa il modo entusiasmante in cui vivi questo amore. Ebbene, nonostante ciò, ho il coraggio di dirti che un amore, anche il più grande, richiede certe condizioni che non si possono eludere. Te ne elenco aIcune:

  1. I compromessi non fanno mai star bene.
  2. La gioia di amare non può prescindere dal rispetto per la persona dell'altro e di te stessa. Il che vuol sottendere una domanda alla quale risponderai tra te e te, nell'intimo della tua coscienza: perché non ti preoccupi del fatto che la vita di lui resta lacerata? Come potrà, lui, interessarsi del bene spirituale dei fedeli, se dentro di sé porta il peso di una trasgressione così protratta nel tempo? Anche il taglio più doloroso, qualora decideste insieme di farla finita con questa storia, sarebbe meno pesante del dover durare in uno stato di vita ambiguo.
  3. Se tuo marito è una persona cosi ammirevole e se gli vuoi bene, è certo che questo ti aiuterebbe a sopportare il dolore di rinunziare al prete. Poi, qualora nascesse un figlio, avresti un'altra sfera di affetti che ti fornirebbe altro aiuto. Non possiamo aver tutto nella vita.
  4. Se non trovi la forza del taglio nelle tue risorse psichiche e morali, ci sono mezzi umani (per non parlare di quelli spirituali) ben validi, che te le potrebbero suscitare.
  5. La vera felicità non coincide con nessuna soddisfazione umana. Sii ben certa che saper prendere in mano la tua vita senza lasciarla in balia dell'ebbrezza amorosa, non significa soffocare la vitalità, ma aprirla al gusto più pieno di ciò che potenzia il nostro essere. E a questo proposito ti chiedo: hai mai indirizzato i tuoi sentimenti verso il bene di chi soffre?. Un mondo intero reclama l'attenzione alle innumerevoli piaghe che affliggono quasi la totalità degli esseri umani. Non ti chiedo se e come ami Dio, perché sono convinta dell'equivalenza amore di Dio ed amore del prossimo.

Non credere che non capisca la tua situazione. Quel che ti dico è indirizzato alla parte migliore di te, che certamente c'è. Abbi il coraggio di aprire una nuova pagina di vita. Non te ne pentirai.

Con amicizia, Ausilia R. P.