Ausilia Riggi Pignata, Oltre il nulla - percorsi di vita religiosa femminile, Il Segno dei Gabrielli, Negarine (VR) 2003
DOMANDE PER AUSILIA RIGGI da Adista
Perché questo libro, come è scritto sul risvolto della copertina, dovrebbe essere dato "in mano alle religiose senza esitazione"?
Perché, non solo non ha intenti polemici, ma è propositivo. Non auspica la fine degli Istituti religiosi, bensì il ridimensionamento degli aspetti strutturali, quando si sovrappongono alla realtà vocazionale delle singole persone.
Non credi che la tua esperienza e quella delle altre di cui riporti le testimonianze sia stata già superata?
Ciò che dico e dimostro anche con dirette testimonianze, non auspica una palingenesi né un ritorno ideale al Vangelo, ma un fatto di sostanza, che sorpassa la buona volontà di madri superiore e di singole suore illuminate.
Secondo te da quando tu sei uscita dal convento a oggi le cose lì dentro sono cambiate?
Per un vero e proprio rinnovamento bisogna avere il coraggio di mettere in questione un tipo di struttura che assorbe in sé la sequela in uno "stato di vita" con vincoli (soprattutto le Regole) in cui la libertà individuale è tenuta a coincidere con il "tutto" dell'Istituto.
Tu esci da una lunga esperienza di vita religiosa tra le suore. Che cosa c’è di autobiografico in questa tua seconda opera?
Il mio iter spirituale.
Chi sono le donne che tu hai incontrato nei monasteri e quelle che citi nel tuo libro?
Sono loro stesse che parlano direttamente. Io non aggiungo niente di mio, se non qualche frase di commento, aperto ai commenti di chi legga.
Che significato acquisisce la parola "sacrificio" nella vita religiosa femminile?
L'essenza della vita religiosa è il dono totale di sé. Non è questo da mettere in discussione, bensì la sua canalizzazione in un sistema "totale" .
Che tipo di pratica si svolge per la spoliazione del sé per dedicarsi completamente a Dio? Si può dire che così si raggiunge il "nulla"?
Il nulla di cui io parlo è l'estrema messa a prova dei miei ideali, tanto che, per recuperare la quintessenza della mia "chiamata", ho dovuto attraversarlo, nel buio dell'assenza di Dio. Assenza che, però, è feconda se si riesce ad andare "oltre" la prova più dura.
Dal tuo libro cito dal primo capitolo, paragrafo 17, pagina 45: "Il sacro addomesticato; il centro smarrito e il relativismo." E ancora "Non è il mondo che deve cristianizzarsi, ma il cristianesimo che deve diventare più umano". Ma è proprio vero che il sacro si può addomesticare? E che le suore, soprattutto quelle di clausura, devono rimanere fuori dal mondo per volontà della Chiesa? E che il cristianesimo, ma credo soprattutto il cattolicesimo, si deve fare più umano?
Per rispondere a tutte queste domande in una, affermo che il sacro, che si fa mediatore dell'intimo rapporto con Dio, non può agire nella persona dall'esterno. E' grave che a volte la persona sia trattenuta dentro l'istituzione sacrale da impegni assunti in essa; impegni che, ad un certo punto della propria crescita spirituale, possono apparire formali, svuotati del significato autentico. La radicalità della sequela non è data dall'appartenenza ad una determinata categoria di cristiani.
Come si vive nelle quattro mura del convento il cattolicesimo? E’ come quel cattolicesimo visto nel film "Magdalene"?
La mia prima preoccupazione, scrivendo, è stata quella di evitare generalizzazioni. Ma i fatti potrebbero suggerire un modo di vivere dentro il convento, che fosse funzionale alla propria santità e al bene della società e della Chiesa. Detto in rapida sintesi, la quintessenza della vita religiosa non la si può fare consistere nell'obbedienza, come purtroppo capita in modo particolare nel versante femminile. So che molti/e riescono a far coincidere gli obbiettivi dell'istituzione con i propri, ma la cosa è discutibilissima.
Di che cosa tratterà, se ci sarà, la tua prossima opera letteraria?
Il mio ambito preferito è quello della mistica. Vedrò di trovare il modo per riempire la mia sete di infinito con il nutrimento spirituale che offrono tante figure meravigliose di mistiche e di mistici.