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1791 - A Parigi
Olympe Des Gouges pubblica la Dichiarazione dei diritti della donna e
della cittadinanza.
1792 - Esce a Londra la "Vindication of rights of Women" di Mary
Wollstonecraft: vi si sostiene che l'emancipazione totale dell'umanità non
è possibile se non con l'educazione integrale e l'emancipazione della
donna. Sarà, in pratica il manifesto del femminismo ottocentesco. Esce a
Berlino "Von der burgerlichen Verbesserung von Weiber " di Teodora Gottieb
von Hippel: rivendica per le donne gli stessi diritti dell'uomo dal punto
di vista economico, civile e politico, e si aspetta da questa riforma "una
trasformazione totale e felice della società".
1832 - In Inghilterra viene votata la prima legge di riforma elettorale (Reform
Bill), che indicando le persone che hanno diritto al voto, sostituisce la
parola man (uomo) con la persona male person (individuo di sesso maschile)
escludendo così per la prima volta esplicitamente le donne.
1848 - Si riunisce a Seneca Falls, stato di New York, la prima convenzione
sui diritti delle donne, che chiedono il voto, per iniziativa di Elisabeth
Cady Stanton e di Lucrezia Mott.
1867 - In Inghilterra, John Stuart Mill presenta un emendamento, a favore
del voto alle donne, che propone di sostituire nel Reform Bill man con
person; ottiene 3 voti a favore e 196 contrari.
1868-1870 - In Inghilterra, una sentenza della Common Court Pleas
stabilisce che il termine "man" va applicato anche alle donne quando si
parla di tasse, ma non quando si parla di diritto di voto. A Londra,
Birmingham, Bristol, Edimburg nascono le prime Societes for Woman's
Suffrage.
Negli Usa viene approvato il 14° emendamento alla Costituzione che,
estendendo anche ai neri i diritti civili, introduce la parola male. Le
donne, quindi rimangono escluse: esse vengono però ammesse al voto nel
Wyoming stato americano spopolato, e nello Utah i cui abitanti, mormoni,
intendono difendere il loro sistema poligamico.
1884 - Alla Camera dei Comuni inglese i liberali di Gladstone bocciano
l'emendamento Woodwall che propone il voto alle donne nubili e alle
vedove. Per il movimento suffragista è una delusione cocente e anche un
inizio di crisi.
1890 - Negli Usa nasce la National American Suffrage Association (Nawsa),
di cui furono presidenti prima Elisabeth Cady Stanton, poi Susan Anthony.
1893 - Viene concesso il diritto di voto alle donne europee in Nuova
Zelanda, colonia inglese.
1902 - Viene concesso il diritto di voto alle donne in Australia.
1906 - Viene concesso il diritto di voto alle donne in Finlandia.
1911 - Negli Usa, il voto alle donne vince per referendum in California.
Sono sei gli stati dell’Ovest che l’hanno approvato: ad essi si
aggiungeranno, un anno dopo, anche l’Arizona, il Kansas e l’Oregon.
1912 - Il cinciliation bill, predisposto già da qualche anno, viene
bocciato alla Camera dei Comuni inglese per 14 voti (determinante
l’improvviso no dei nazionalisti inglesi).
1913 - Viene concesso il diritto di voto alle donne in Norvegia
1915 - I parlamenti della Danimarca e dell’Islanda votano il diritto di
voto alle donne.
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