Dal sito  www.ilsacerdote.com alcune testimonianze angosciose

Venerdì santo 2004

"Ho peccato tanto nella vita. Credimi, sono uno straccio di prete. Chi mi guarirà nell'anima? Chi mi aiuterà a salvarmi?

Oggi mi sento solo di pregare così: Signore, se mandi all'inferno ci andrò per obbedire a Te almeno nell'eternità. Accetto già fin d'ora di essere un cero acceso che arda dinanzi alla tua giustizia. A modo mio, tra i dannati proclamerò la tua misericordia perché non mi ha annientato"

(Sacerdote Diocesano, 38 anni)

 

 

 

 

 

Venerdì santo 2004

"Non so decidermi a scrollare il mantello, a ripulire la vita dai cocci. Aiutami a sollevare gli occhi dal mio petto cosparso di ferite. Aprimi un varco in questa prigione dove mi sono murato, solleva la pietra pesante che ha sepolto ogni mia speranza. Ti donerei tutti i giorni che mi restano pur di potermi addormentare una sola volta con il Tuo sguardo"

(Sacerdote Diocesano, 48 anni)

 

 

Pasqua 2004

"Bloccato dalla depressione e dall'angoscia profonda non riuscivo più a camminare. Chi mi vedeva, vedeva un corpo senz'anima e senza vita.

Quando finalmente mi fecero ricoverare, con la mia vecchia valigia di cartone mi presentarono a Sr. Maria. "vieni che ti facciamo un bel bagno caldo", mi disse subito.

Non dimenticherò più quella voce, quelle parole e la cura con cui lavò questo povero Cristo deposto dalla croce. Era forse la Maddalena, così ricca di amore e di estreme delicatezze?

Se oggi cammino e vivo lo devo a lei che per mesi e mesi ce l'ha messa proprio tutta per tirarmi fuori dagli abissi di morte dove la mia anima era naufragata."

(Sacerdote Religioso, 63 anni)

 

Le nostre osservazioni

Parole che sanno di stato depressivo con elementi di superamento, frutto di sforzo della volontà, e con tanta angoscia.

Uomini bisognosi di calore umano, come il 63enne accolto da Suor Maria. Ma noi vorremmo meno Suor Marie, perché vorremmo che tutte le donne, anche quelle lontane dallo spirito di carità, apparissero nella vita del prete come realmente sono: compagne di viaggio, senza pretese di aureola misticheggiante; bisognose di aiuto anche loro. E il Dio invocato vorremmo che fosse più amico, più colloquiale .
 

Che significa "andare all'inferno per obbedire"? Ma perché Dio dovrebbe volere una simile ubbidienza? A quale Padre somiglia questo Dio?
 

"Un cero acceso che arda dinanzi alla tua giustizia"? Perché invece non avere un cuore che pulsa in sintonia col cuore di Dio?