Sarà pubblicato entro l’anno il libro “La  felicità sulla terra” di Ausilia Riggi.
Ve ne diamo qualche tratto in anteprima

 

 

Quale felicità sulla terra propone Maria

 

Il messaggio che Maria (non la chiamo mai «Madonna», termine «cortese» medievale) comunica alla piccola Angela, e che in seguito ispirerà la stessa durante tutta  la vita, ha una portata teologica di carattere rivoluzionario rispetto a vecchi schemi collegati ad un ascetismo mortificante, proprio di un cristianesimo innestato sul concetto di colpa e di salvezza dell’anima, di pessimismo e di condanna eterna del peccato, eccetera.

Ma non ci si inganni: non ci troviamo di fronte a un nuovo cristianesimo che affermi valori diametralmente opposti a quelli tradizionali, in sintonia al declino delle certezze riposte nel trascendente e al soggettivismo relativistico proprio della post-modernità.

La concezione che fa da sfondo al messaggio è imperniata sul senso del divino, non staccato dall’umano, in conformità al disegno creativo, che vuole l’uomo «ad immagine e somiglianza di Dio»; e su un concetto di incarnazione di carattere non espiatorio, tale che ripristini il dialogo di amore reciproco tra Dio e l’umanità. Tutto ciò grazie all’assunzione di responsabilità di Maria, la quale fece ciò che è dato a tutti di fare: usare in pieno la propria libertà nel mettere a frutto le potenzialità del divino nell’umano, del trascendente nell’immanente, del Futuro ultimo anticipato nella terra.

E’ facile scorgere in queste parole l’eco dell’umanesimo, nel suo sbocco soggettivistico moderno.

Ma la corretta chiave di lettura del messaggio è nella linea della teologia mistica, la quale percorre meno i sentieri della trattazione sistematica delle verità sull’uomo, e addita piuttosto la via fiduciosa ed intima (non-intimistica) verso la profondità di noi stessi.

L’audacia terminologica non preoccupa chi conosce il linguaggio delle mistica di ogni tempo (e luogo). Dio e la Verità trovano in Maria la personalità storica profetica che prepara un nuovo corso umano. Lei, tutt’altro che avvolta in un’apoteosi trionfalistica, lo fa semplicemente da madre, che dà la carne umana al Figlio di Dio e rassicura i suoi figli sparsi sulla terra circa l’Amore di Dio, mai piegato dal peccato al rigore di un giudizio di condanna.

Da qui le conseguenze di una vita terrena non dissociata da quella celeste, e di un Futuro perenne, conquista di Vita per tutta l’umanità: purché questa si faccia comunità fraterna, collaborativa nel preparare su basi nuove «Cieli e Terra».

Non siamo di fronte ad un’ennesima utopia, ma alla via della Speranza, quale l’attuale progresso sociale potrebbe farci imboccare sulla falsariga di un ravvedimento di Amore. La voglia di realizzare il sogno non ha un contorno apocalittico come si riscontra in altre apparizioni mariane; è accorato ennesimo richiamo alla fiducia che proviene dallo scoprirci creativi e quindi con-creatori.

Tutto uno stile di spiritualità mistica guida a scoprire il grande valore della libertà umana e del trionfo su ogni limite terreno, che è da rispettare e da trascendere nello stesso tempo. Siamo infatti finiti e potenzialmente infiniti….

Dunque quale felicità sulla terra?

Quella che proviene dal contatto profondo e duraturo con il Dio-dentro-di-noi, e che la morte non può interrompere. Come avvenne in Maria; persona integra, e cioè rispondente al disegno divino (nello stesso modo in cui possiamo esserlo noi, se sappiamo osare-la-libertà). 

La felicità è Certezza, Fiducia, Amore… che si fanno sprone a ri-creare noi stessi e il mondo.