Senza una meta illuminante


Una lettera che pennella una situazione, uno stato d’animo, fatto di sdegno,

con tanta voglia di fuga, senza che si profili una meta illuminante.
 

 

Grazie, carissimo, ma non ho assolutamente alcuna intenzione di ricostruire nulla. E' un uomo che vale poco, pochissimo, se lo tenga pure la Chiesa, l'importante è che non mi dia fastidio, e vada dalla perpetua o da qualche altra ganza a chiedere di andare in vacanza.... Se è chiuso è chiuso, tertium non datur.
Non posso pensare alla grandiosità e alla santità della parola AMICIZIA adeguata ad un essere che non merita tutto questo, quello che mi fa male è che la passano sempre liscia. Dopo aver calpestato, ignorato, amato senza amore , tutto gli è perdonato.... Sinceramente... non mi va proprio giù!
Io qui, ho la mia vita, i miei amici, le cose belle e quelle brutte, ma vivo molto più di lui, appeso a un Dio (quello suo, ovvio), che si è costruito , mentre in questa commedia di infimo grado, recita la parte del piccolo Gesù!
Sono schifatissima!
Lo stato è quello non della rabbia ma del vero disgusto.
Se lo tenga la Chiesa, per carità!
(………………………………………………….)M.M.


E’ comprensibile lo sdegno e il disprezzo meritato.
Quel “se lo tenga la Chiesa, per carità”, se non suonasse ironico, è triste, amaramente triste. Ma perché, vien da dire, i cultori del sacro nella Chiesa non capiscono che, di fronte a tanta sconcezza, non si può far finta di niente, continuando ad esaltare il celibato? Il quale è una cosa lodevole come tutto ciò che riguarda scelte che tendono a sollevare l’essere umano ad uno stato di superiore donazione a Dio e al prossimo. Ma è proprio identificabile col celibato uno stato di superiore donazione? O chiunque può raggiungerlo in qualsiasi stato di vita?
Nella giornata di celebrazione delle Forze Armate, mi chiedevo come e dove si nascondesse l’umanità dietro quello schieramento burattinaio. Non mi sono data una risposta univoca. Ma certamente se l’ordine e la coreografia assorbono l’umano nella comparsa, va bene dal punto di vista fittizio – teatrale, trasposizione dalla varietà dispersiva alla coesione sociale –, ma guai se è la disciplina esterna a forgiare uomini «inquadrati»!
Lasciate che nella Chiesa esprimano il loro parere sull’amore donne che sanno che cosa è, nel sacrificio e nella prova, e sempre nella schiettezza e nel rispetto dell’altro. Ma che siano donne, non divenute emule di un modo stupido di concepire l’amore, come flirt e infatuazione; donne rispettose della disciplina dei sentimenti, ma «vive», come lo è M. M.