Le comunità di base si incontreranno a Pescara il 6-7-8 dicembre (2003) a livello nazionale. Le persone interessate alla tematica "chiesa-dal-basso", portata avanti da Vocatio e da Donne-contro-il-silenzio sono invitate a ripensare la rivista "Sulla strada", e altro. Ecco i primi interventi sulla proposta di Mauro Del Nevo, presidente di Vocatio
Premessa
Questa lettera, comunicazione, relazione, invito alla collaborazione la riceveranno senz'altro gli abbonati, i simpatizzanti della rivista "Sulla strada" perché a loro sarà inviata stampata sulla stessa. Ritengo opportuno "tentare" di coinvolgere anche gli amici" che incontriamo in rete e che potrebbero dare consigli o suggerimenti. Senza tentativi di coinvolgimento, nel rispetto della diversità, nel progetto che mi pare importante, essenziale di camminare "insieme" nonostante la fatica. Che ne pensate? A questo tentativo, senza pretendere di decidere qualcosa...ne parleremo già con chi si troverà a Pescara per il Convegno Nazionale delle CdB Italiane il 6-7-8- Dicembre p.v.,
Mauro Del Nevo
Temi da affrontare nell'incontro di Pescara
1 – Uno dei motivi della riunione era quello di realizzare nel fine agosto un incontro del movimento sui colli romani, dove già ci eravamo incontrati qualche tempo fa e dove avevamo già ipotizzato la presenza di Franco Barbero. La segreteria ha deciso, a maggioranza, di spostare questo nostro ritrovarci al ventottesimo incontro nazionale delle CdB il 6 – 7 – 8 Dicembre che si terrà a Pescara. Notizia postuma ma doverosa .
2 – A Pescara si "potrebbe iniziare a realizzare ma non imporre" l’ipotesi o sogno che corre in rete da qualche tempo: come Vocatio, come Chiesa dal basso, come omosessuali credenti, come divorziati, come "Donne così", come "Il Dialogo", come persona o piccoli gruppi trovarci nel rispetto della diversità e camminare insieme. Tema dell’incontro (scrive "ADISTA" del 28/6/2003) "sarà la concreta esperienza Eucaristica nella vita delle CdB", alla ricerca di "un’altra Chiesa è possibile" e nel loro impegno nel più vasto movimento nazionale ed internazionale, che si batte per "un altro mondo è possibile". Che ne pensate?
3 – Come altra proposta di riflessione e decisione da prendere insieme è tornato a galla il nome "Vocatio". E’ stato detto che la parola "Chiamata" è esclusiva, selettiva, può dare il senso di una "casta" specifica, è teologicamente imprecisa perché la chiamata è fatta per tutti e non solo ai preti o sacerdoti cattolici. Il "pret-mariè" francese riassume una scelta contro una legge imposta dalla Chiesa e supera il concetto di specificità.
Prima ipotesi: tenendo vivo il titolo della nostra rivista "Sulla strada" – Ricerca di fede e di vita per una Chiesa in cammino. Preti sposati in Italia.
Seconda ipotesi: "Sulla strada" – Ricerca di fede e di vita per una Chiesa in cammino - Federazione nazionale Preti cattolici sposati.
Terza ipotesi: "Sulla strada" – Ricerca di fede e di vita per una Chiesa in cammino – Movimento nazionale Preti cattolici sposati.
Aspettiamo suggerimenti.
4 – La rivista. E’ probabilmente il problema più urgente che non si può risolvere, pensiamo, eliminando la rivista stessa. E il fatto che non esca regolarmente, che mancano gli abbonati, che, di conseguenza non ci sono fondi per farla vivere, rende la situazione difficile ma non insormontabile. Dobbiamo darci una mano per collaborare a tenere acceso questo segno? Ci sono delle persone che hanno voglia di collaborare? Esistono piccoli o grandi gruppi regionali, ci sono singoli preti sposati più o meno isolati che vorrebbero aprirsi a una esperienza di questo genere? Ecco, questa rivista che già esiste, che ha realizzato momenti di grossa coesione a momenti di "stanca" potrebbe diventare una pagina aperta e libera in cui ci si può esprimere e lavorare per realizzare un sogno nemmeno tanto impossibile.
Nel necessario ridimensionamento del ruolo del prete come sacrale ed esclusivo o come segno di potere e non di servizio, ciò cui oggi tutti insieme tendiamo (e il popolo di Dio è molto avanti) iniziamo a lavorare intanto per aiutare il prete che si sposa colpito da leggi canoniche, come la sospensione a divinis o la riduzione allo stato laicale, che automaticamente e drammaticamente lo portano a trovarsi davanti al problema della sopravvivenza materiale o a prolungare, con grave danno per la dignità della donna, la clandestinità iniziata. Uniti poi a realtà di base, che già lavorano nella diversità per una Chiesa "altra". Il problema del celibato imposto e non proposto diventa necessariamente un problema antistorico, antievangelico, antiumano da risolvere nella "libertà conquistata e nella prospettiva di una Chiesa che dovrà prendere atto" di un cammino già intrapreso. Solo "insieme" nella libertà, senza etichettature specifiche, il rilancio della nostra rivista è possibile. Altrimenti bisognerà inventare un’altra strada perché il problema non può cadere nel dimenticatoio. In tempi non lontani abbiamo chiesto ad "Adista" l’inserimento trimestrale o semestrale di un notiziario – riflessioni sul nostro percorso. Il problema era ed è ancora finanziario, anche se da parte della redazione esiste la voglia di collaborare e l’incitamento ad "usare" questo valido strumento di divulgazione di idee nuove. Vi chiediamo di darci dei suggerimenti.
5 – Come premesso sopra la proposta è di vederci, per chi vuole e che può, a Pescara sera del 6/7/8 Dicembre p.v.. Il tema proposto sull’Eucarestia non esclude nessuno ma abbraccia tutti.
Mauro Del Nevo
P.S. – Anche chi, per la prima volta ci legge, è invitato a dare risposte o suggerimenti (graditissimi).

La prima cosa che farei notare e' che dobbiamo cercare la VERA CHIESA (e non tanto un'altra Chiesa). La Chiesa di Cristo, la Chiesa del Popolo di Dio. Se, come mi sembra, il tema e' di organizzare la chiesa dal basso, bene, ma sempre la Chiesa, quella VERA che non e' ne' a Roma ne' ad Antiochia ... ma che e' formata da tutti i battezzati credenti nel Signore!

Beh, come sempre, faccio la predica al coro ... che volete la musica mi prende sempre in giro ...

Cari saluti ed un forte abbraccio a voi e tutti gli amici, Umberto Lenzi

Grazie per la tua proposta; sarò, come spero, a Pescara.

Benché io sia tanto impegnata, per me ha la priorità quanto proponi. Non voglio avanzare ipotesi: ne discuteremo insieme. Una rivista come "Sulla strada" non ha molti abbonamenti solo per il disinteresse (credo non-colpevole) che se ne è avuto. E' ora di dedicarsi a questo settore informativo che manca. Speriamo che ci sia una persona che lo curi una persona la quale ne abbia il tempo e le capacità, ma soprattutto la spinta ideale. Però forse, nella rivista, "Vocatio" dovrebbe aprirsi a tanti gruppie singole persone che si impegnano "per proprio conto", riconoscendo ad ognuno di essi uno spazio autonomo (con i propri orizzonti). Vocatio non dovrebbe essere la sintesi delle diverse posizioni, ma rappresentare un punto di riferimento "distaccato" da proprie posizioni, tranne che per le sue pagine. E' da discuterne. Ma intanto si dovrebbero invitare tutti coloro che sono interessati alla tematica. E questo è un altro punto davvero fondamentale: "donne e preti per una chiesa-dal-basso"? "in Italia e nel mondo"?....

Lanciamo presto il segnale!!!!!

Che ci siano molti/e a tenere fermo il timone!!!!

Con tanta amicizia che spero meritarmi, Ausilia

ricevo la tua lettera e - non potendo presenziare a Pescara - rispondo.

Personalmente sono d'accordo sia sul tema che sul progetto che da tempo vado sostenendo. Il tema dei preti sposti va inserito in un progetto più ampio di riforma della Chiesa.

Circa il terzo punto direi che proprio perché Vocatio significa chiamata e tutti sono chiamati "Il Maestro è qui, e ti chiama"), non farei una questione di nome. Direi che in una teologia nuova in cui il sacerdozio ministeriale è inteso come servizio e non come centro del sacro, Vocatio va benissimo.

Circa le tre ipotesi, mi piace di più la terza.

Direi che la rivista è sempre stato il problema al centro dei quattro incontri a cui ho partecipato. Per me quello della rivista è un falso problema. Una rivista o un foglio di collegamento ha senso se c'è un gruppo vivace. Cosa che non mi sembra nell'attuale realtà per le ragioni che ti ho scritto personalmente e che ho anche scritto al gruppo anni addietro. E' singolare che pian piano tante persone o coppie di preti sposati abbiano lasciato il movimento. Qualcuno anche polemicamente. Invece di essere centro di unità siamo diventati elemento di disgregazione. Non abbiamo subito la tentazione di fare un presbiterio all'incontrario, dove le nostre mogli e i nostri figli non trovavano una dimensione. Se ricordi, è stato un incontro a Napoli dove - ospiti di uno di noi - abbiamo celebrato l'eucarestia fra noi.

Perché la rivista riprenda vita, bisogna che abbia qualcosa da dire. Ma se nessuno chiede collaborazione, se non c'è un piano editoriale, se non esce con una veste leggibile, se chi paga l'abbonamento non la riceve…

So che in Emilia Romagna vi è un gruppo vivo. Ho sentito recentemente al telefono Lino Tonti, che credo sia un po' il coordinatore o comunque un punto di riferimento del gruppo stesso, e ti dirò che mi rammarico di non poter partecipare a quegli incontri, preso come sono dalle Nugae della quotidianità. Mi auguro che Lino ed altri leggano questo tuo appello e lo raccolgano.

Ciao a tutti, Ernesto Miragoli