ABBIAMO  LETTO

Guy Bechtel, LE QUATTRO DONNE DI DIO, Pratiche editrice, Milano 2001

L’Autore si prefigge di scrivere “la storia della misoginia della Chiesa cattolica”. Non è il primo libro che si occupa di questo argomento, ma la documentazione è così abbondante che ogni volta c’è qualcosa di nuovo da scoprire. Questa volta ci vengono descritti gli stereotipi di donna che per duemila anni sono sfilati nell’immaginario cattolico: la puttana, la strega, la santa. La donna è sempre l’origine di ogni male, creatura da controllare e sorvegliare. Anche la santa è guardata con sospetto, perché incarna una volontà di autonomia e di autorealizzazione che non si addice alla donna.

Forse la madre sarà il modello positivo? In realtà “la madre, oggi spesso presentata come l’archetipo della cristiana, fu a lungo considerata spregevole e peccatrice (…) per la buona ragione che la gloria sembrò dapprima, e forse sempre, promessa a quelli e a quelle che rimanevano vergini” (dal prologo). Il modello femminile veramente positivo per la cultura cattolica “risponde ai canoni di Bécassine, un personaggio dei fumetti francesi dell’inizio del 20° secolo: un’oca allegra e devota” (dal risvolto di copertina).

E gli uomini? Hanno attraversato i secoli occupandosi delle donne, di insegnare loro a stare al posto a cui essi le avevano destinate… senza rendersi conto (vedi ancora l’accanimento attuale contro la 194 e l’autodeterminazione) che questo è proprio la dimostrazione dell’inefficacia dei loro tentativi. Se si fossero dedicati ad altro! Ma non sarebbe ancora troppo tardi…

Il libro può essere letto anche come “storia delle responsabilità dei chierici”. Oggi non basta che qualcuno di loro cambi atteggiamento, perché la dottrina che informa la nostra cultura patriarcale è il frutto di quella storia e tale rimane. E’ necessario ripensare in modo radicalmente critico questa nostra storia, prenderne consapevolezza, per realizzare un cambiamento efficace e generalizzato dei modelli per le relazioni maschili. Cambierà anche la dottrina…   Beppe

(Da "Uomini in cammino", gruppo di Pinerolo, 02/2002)