Heinz-Jurgen Vogels, Celibato – Dono non obbligo, Il Segno dei Gabrielli, Negarine (VR) 2004

Recensione a cura di Ausilia Riggi

La laboriosa e densa ricerca che il teologo tedesco Vogels consegna a studiosi e ad interessati alla problematica del celibato presbiterale nella Chiesa cattolica d’Occidente, ha più di un pregio. Il più importante è l'accurata ermeneutica circa i passi più significativi a cui hanno attinto i più rilevanti documenti riguardanti l’argomento. Il rigore e la forza argomentativa adottati per interpretare in modo corretto singoli termini e singole frasi, sono tali che, da ora in poi, ad ogni serio studioso riuscirà difficile, se non impossibile, tornare a vecchie "letture". Si potrebbe dire: è finita la festa: e cioè il caos esegetico, le sparate pro o contro un certo modo d’intendere espressioni mal tradotte, la stessa spavalderia accusatoria digiuna di illuminato e circostanziato spirito critico, o la difesa ad oltranza di vecchi assiomi non dimostrabili …

Si sa, non mancherà chi persisterà a straparlare; ma, chiunque egli sia, non potrà essere assolto dalla "repubblica del sapere".

Dire in un recensione, senza questa premessa, a quali conclusioni giunge il Nostro, non sarebbe utile alla qualificazione del suo lavoro. Non si tratta di una delle tante opere sull’argomento, ma della più completa trattazione esegetica finora prodotta. Se ci sbagliassimo, saremmo lieti di essere informati dell’esistenza di qualcos'altro di analogo ad essa. E allora ben venga.

Nei limiti di un semplice commento come il nostro, non gioverebbe dare, come si suole in altri casi, risultati scontati (perché si possono desumere dalla firma di chi li esibisce); né è possibile illustrare il metodo adottato, che richiede una preparazione professionale per una valutazione che non sia semplicemente entusiastica, o comunque di parte. Il merito, meglio: il valore di questa ricerca sta nell'offrire il materiale adatto alle varie citazioni, tenendo conto della loro esatta collocazione nel tempo, nel luogo, nella scrittura; nel guidare passo passo all’esplorazione e all’approfondimento di affermazioni - sia sull’essenza del sacerdozio sia sulla sua problematica coniugazione col celibato - ritenute fonte di verità in maniera acritica. Quando Vogels conclude un'argomentazione, parlando di legge iniqua, soprattutto nulla, ha l'autorità (non la semplice autorevolezza) per esprimersi in tal modo.

Un testo dunque da far studiare ai seminaristi, agli studenti di teologia, agli studiosi in generale; da far giungere alle scrivanie di chi fabbrica documenti e leggi aventi carattere di ufficialità, senza trascurare i loro committenti.

Si potrà, certo, contestare questa e quella affermazione a cui perviene l’Autore, ma a patto di rispondere alle sue puntualizzazioni in termini per addetti ai lavori.

Oserei dire che il lavoro dell’A., o lo si ignora colpevolmente, o lo si combatte ragionevolmente, dopo avere studiato "da par suo", o se ne fa tesoro, come ci auguriamo (se non temessimo il solito black out).

Dunque il libro ha implicita in sé una sfida. Non accettarla sarebbe partita persa per chi si limita a contraddire le conclusioni, eludendo la ricognizione proposta dall'Autore.

Certamente non mancheranno nemmeno coloro che lo leggeranno limitandosi a racimolare argomentazioni pro celibato opzionale. A questi ci permettiamo di raccomandare una sbirciatina all’itinerario della ricerca. Si accorgano che, questa volta, chi parla non è quel tizio che contesta la legge e ne propone un’altra, bensì uno studioso serio con cui ci si misura a livello di studio.

E’ vero, parecchi libri prodotti non sono privi di un approccio serio alla tematica. Ma è bene capire di quale serietà parliamo. Ad esempio c’è quella di chi, a partire dall’esperienza, coglie nelle scienze umane, in particolare nell’antropologia, un supporto forte per dimostrare la nocività della legge celibataria a livello umano. Ma le considerazioni di carattere esistenziale, anche se connotate di scientificità, sembrano non produrre una grinza nel tessuto della legge, ammantata della presunta intoccabilità della sfera spirituale. Fino al punto di giustificare l’uso intemperante della parola carisma, dono, quasi che in suo nome, si potesse pretendere l’aiuto forzoso di Dio a sorreggere la natura umana di chi non ne fosse dotato (essendo in possesso di doni di altro genere!). E appunto, il sottotitolo del libro, "dono non obbligo", punta il dito contro le conseguenze deleterie nei riguardi dell’integrità della persona umana quando la si sottopone a tortura morale nel passaggio dal gratuito all'obbligatorietà della legge. Ma anche per giungere a questa denuncia, Vogels insiste nel suo metodo, senza mai tirar fuori di suo un apice in aggiunta a quanto i testi, correttamente usati, riportano.

Insistenza degnissima, di cui gli siamo grati.

Il libro è in vendita nelle principali librerie del centro nord e disponibile presso l'editore: tel fax 045 7725543, mail scrivimi@gabriellieditori.it