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Tra Giuseppe, Ausilia, don Franco, Mauro ed Amalia Mia cara Amalia, io sono un prete, felicemente sposato da vent’anni con una figlia di diciassette e vivo, il mio essere prete nel rione dove sono stato parroco. Senza paura, visibilissimo e nel tentativo deciso di non perdere di vista il Cristo e gli ultimi. E’ essenziale che tu ti domandi che cosa vuol dire per te “essere stati insieme solo una volta”. Quando ti darai una risposta veramente sincera fra amore e sesso potrai decidere i passi futuri da fare. Inoltre sappi che, purtroppo, sono tanti i preti che, scusa la parola, “scopano” e poi fanno gli integerrimi . . . Se lui continua a fare l’integerrimo sai cosa ti conviene fare? Guarda in faccia tuo marito e i tuoi tre figli e continua a fare la moglie e la madre. Non sarà facile ma sempre meglio che rincorrere il NULLA!!!! Se vuoi mettiti in contatto, ti risponderò. Buona Pasqua = Passaggio, Mauro Delnevo 20/04/05 Cara Amalia, capisco che al cuor non si comanda... Però, a volte senza bloccare il cuore si può ulteriormente attivare la razionalità e la creatività. Non so se la vostra unica volta in cui siete stati insieme è recente o appartiene ad un passato più o meno remoto. Potrebbe essere utile, per non coltivare illusioni e precipitare in una successiva angoscia, chiarirvi esplicitamente uscendo dai giochi pericolosi del "ti cerco e tu fuggi". Parlarvi da persone adulte e responsabili può farvi individuare con sufficiente chiarezza dove e se esistono reali possibilità di una relazione costruttiva. Sono convinto che siete due persone mature che sanno distinguere ciò che è possibile e ciò che è illusorio e sanno agire da persone responsabili. Forse il temporeggiare, che è ben comprensibile (spesso il prendere decisioni è assai ben più difficile), non vi aiuta a fare chiarezza e può compromettere la vostra serenità e il bene di altre persone. Con un cordiale saluto don Franco Barbero
Caro Giuseppe, grazie di cuore a voi tutti!
Mi è di
grandissimo aiuto poter parlare della mia strana vicenda. Sottolineo
strana, perché, anche se quello che mi è successo poteva accadermi con
chiunque, con un prete, la faccenda si fa più articolata. Lui, ha segnato un momento molto importante della mia vita spirituale. Forse ero innamorata di lui, ma era un prete, non un uomo. La mia vita è cambiata, o meglio è cambiato il mio atteggiamento di fronte a essa. Per 8 anni non l'ho più visto, né saputo nulla. E' ricomparso, per caso, siamo rimasti in contatto via e.mail. Ad un momento mi scrisse di dover venire nella mia città, abbiamo premeditato un incontro. Così è finita. Non iniziata. Abbiamo dato un taglio ad un legame spirituale, usando il corpo. Questo è stato il mio ragionamento. Ma il cuore e la ragione non vanno sempre d'accordo. E' un taglio doloroso. Per me. Forse, lui si è liberato finalmente di una "figlia" un po’ fastidiosa. Ma voglio chiudere. Voglio lasciarlo libero. E liberarmi di lui.
Amalia
Amalia carissima,vorrei far due chiacchiere anch'io con te,nella convinzione che in questi casi, anche il solo parlarne può servire a vedere meglio le cose. Ti direi, anzitutto, della simpatia che è nata tra te e lui, non ne fare un caso, non ne fare un romanzo, non ne fare un dramma! Tra un prete molto preso dal suo ministero, ma anche lui con esigenze di avere vicina una donna ed attanagliato dalla legge del celibato obbligatorio ed una donna che a 40 anni si sente '..moglie insoddisfatta, madre arrabbiata e casalinga frustrata…' è naturale che basti sfiorarsi perché scocchi la scintilla. Non occorre che ci siano due progetti di vita,basta la sintonia di due esigenze e di due bisogni d'affetto e di comprensione. Di quello che è successo, della voglia/non voglia di scrivergli e di sentirlo e di tutto il resto, tenerne conto come di una cosa che poteva capitare e basta. Il da fare è prendere atto che le vostre vite corrono su binari paralleli,per non esporsi a disillusioni, per non incorrere in incidenti di percorso. Lui ha la sua Chiesa ed il suo ministero e vuol rimanere '’integerrimo’ (al solito il conto della scappatella lo deve pagare la donna !). Tu hai la tua bella famigliola,anche se ne senti una certa stanchezza, naturale a 40, quando lui ha i suoi interessi e i ragazzi adolescenti hanno un problema ogni mattina e sono pieni di esigenze. Un bacetto ed una carezza, presi al volo fuori del matrimonio, non dovrebbero minare la solida impalcatura del tuo matrimonio. Ed è su questa linea che voglio esserti vicino col mio consiglio: dare troppo peso a quello che c'è stato, coltivare quanto ci potrebbe essere, esporrebbe te a vivere una vita infelice dentro il matrimonio. Quando la testa è altrove, il marito diventa più insopportabile di quello che è già, i figli più petulanti della media dei loro coetanei. Ti porto un esempio.Ho visto poco 'Uccelli di rovo', ma mi ricordo un episodio significativo. Quando padre Ralph va a trovare Maggie incontra sulla porta di casa il figlio di lei che risponde seccato al saluto caloroso di lui e poi proferisce alcune parole il cui senso, pressapoco, è questo: 'Tu dici di far contenta mia madre, ma in realtà stai rendendo infelice la mia famiglia' .Perché questa è la realtà di un rapporto fuori dal contesto matrimoniale e questo prescindendo dalla figura di un sacerdote. Lo sappiamo tutti per esperienza. Quindi Amalia, se vuoi provare a risentirlo, non sfogliare la margherita, recitando ad ogni petalo: 'lo chiamo, non lo chiamo '; vai tranquilla e semplice dove ti porta il cuore ! Con la consapevolezza però che le vostre strade sono già segnate ed il conto più salato, come al solito, lo dovresti pagare tu ! Nella speranza d'esserti stato utile, ti saluto caramente Giuseppe Zanon Cara Ausilia sto cercando di voltare pagina, credimi, è stato utile dialogare un pochino con voi, credo che alla fine, nonostante i miei disguidi con il computer sono riuscita a raccontare la mia storia o perlomeno, le conclusioni che ho cercato di trarne, ai fini di collocarla in qualcosa di sensato. Mi sento crollare il mondo addosso. Non so come sia capitato. Dici bene, che si può e si deve troncare, soffrendo. Non gli ho più scritto, ho la tentazione, ma sto resistendo. Non ho mai avuto queste debolezze, da ragazzina vedevo le mie amiche soffrire per amore, mi facevano pena. Sono sempre stata forte, io. Perché? Perché mi è successo questo? Perché a 37 anni e non a 15? Con tutti gli altri io sono fortissima. Sono crollata. Non so come rialzarmi. E' come se avesse preso una mazza da baseball e mi avesse piegato le ginocchia, è si, il mio "padre spirituale" mi ha dato una bella lezione. Mi ha sopravvalutata, in fondo so che mi vuole un pochino di bene, se lo ha fatto, è perché pensava che io fossi in grado di rialzarmi. Ti ho scritto, un po’ per ragionare a voce alta con te, meglio che da sola, ho paura di isolarmi. Amalia
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