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FLORILEGIO |
Tra tanta prosa, qualche poesia. Ne premettiamo soltanto una maschile, scritta da un prete santo che sa sognare le nostre carezze e affronta con durezza - “ho dovuto” - la solitudine; né, per questo, si considera un salvatore del mondo...
1)
Io non ho mani
che mi accarezzino il volto,
(duro è l’ufficio
di queste parole
che non conoscono amori)
non so le debolezze
dei vostri abbandoni
ho dovuto essere
custode
della vostra solitudine:
sono salvatore di ore perdute
(D.M. Turoldo. O sensi miei... Rizzoli 1990) *
2) Ho sposato un prete
Hanno condannato la mia decisione,
profetizzarono per me conflitti, incomprensioni, fallimenti.
Ho sposato un uomo che ha avuto bisogno di
una dispensa per il matrimonio, ho sposato un
uomo che non era accetto ai miei familiari,
Ho sposato un uomo che ha dovuto imparare ad imporsi nel lavoro,
Ho sposato un uomo che cercava più il Regno di Dio che la ricchezza,
Ho sposato un uomo solitario,
Ho sposato un uomo chiuso, che gli è costato e ancora gli costa aprirsi,
Ma, ho sposato un uomo di fede, ho sposato un uomo
intelligente, ho sposato un uomo lavoratore, ho sposato un uomo di cultura,
Ho sposato un uomo integro e fedele,
Ho sposato un uomo comprensivo, Ho sposato
un uomo che, in fondo, ha le mie stesse aspirazioni,
Ho sposato un uomo casalingo, con il quale è piacevole vivere,
Ho, infine, sposato un uomo che amo e che anche lui mi ama.
Quando mi confronto con le colleghe ed amiche,
mi accorgo che il mio matrimonio è, in verità, differente.
Ma in senso positivo.
Sono felice.
Rendo grazie a Dio di essermi sposata con un prete!
Lo farei di nuovo.
Irene Ortlieb Guerreiro Cacais
VOZES n.4, 1990, pag.432
Trad. dal portoghese di Guido D’altri**
3) Testimonianza
Nel buio profondo sostavo
e luminoso un raggio mi colpì.
Seguii la sua luce
ed ora vivo nel sole.
Angela ***
4) Preghiera dell’incontro
Signore,
Tu che ci hai dimostrato tanto amore
sino a permetterci di incontrarci,
dacci la forza ed il coraggio
di valorizzare questo incontro
attraverso il quale, Tu
ti sei rivelato a noi,
sino al punto di permetterci di vivere
l’umano più umano, in maniera divina.
Aiutaci a liberarci
da ogni falsa concezione
che possa indurci a ritenere la coerenza
supina accettazione di una legge che,
è tanto più atea,
quanto più impedisce
di vivere fino in fondo
il mistero dell’incarnazione.
La stessa realtà
che ci stai permettendo di vivere,
testimonia il fatto che,
tutto ciò che di Divino
può esserci nel mondo,
va cercato prima di tutto nell’uomo,
nella condizione umana,
nella quale anche tu hai voluto entrare,
condividendola sino in fondo.
Pertanto, Signore,
noi riconosciamo con te
che il mondo sarebbe diverso
se vi si potesse vivere l’AMORE,
nella sua integrità
come scelta di donazione,
fino a raggiungere la dimensione
che ci avvicina totalmente a te.
A noi hai concesso di vivere
questa dimensione d’amore,
aiutaci a non vederla
in contrasto col nostro passato,
ma come unico mezzo,
attraverso il quale,
possiamo vivere e testimoniare
la novità del tuo Vangelo
che è superiore ad ogni legge.
Enza Camerino Villani ****
5) Io credo che la coppia vincerà
Io credo che la coppia vincerà. Lo credo sul grande movimento di presa di coscienza delle donne, lo credo sull’immane sofferenza del mondo del lavoro, lo credo sugli emarginati di tutti i paesi, particolarmente numerosi nel Terzo Mondo - negli occhi dei quali ho visto balenare una moltitudine di progetti -, lo credo su tutti gli uomini e le donne che si sono amati nel passato e che, oggi, contro ogni speranza hanno piantato il seme con l’incrollabile sicurezza che crescerà anche se, inghiottito dalla terra, sembra perduto. Non devono spaventare né la confusione delle lingue, né le lotte che si accompagnano e che si accompagneranno all’affermazione di questa speranza. La storia non ha conosciuto avanzamenti indolori e gratuiti, è da ciarlatani illudersi del contrario.
Fu la prima certezza che riuscii a decifrare nel Libro sul quale ho giocato la mia scommessa, quella che la storia dell’uomo e della donna, di Dio e del suo Popolo, non sarebbe stata né breve, né facile, ma segnata da mille infedeltà, attraversata da sterminati deserti, vissuta per la massima parte in esilio. Non era e non è una storia da prendere alla leggera e da eludere nella provvisorietà di questo o di quello schema giuridico. Ripeto, me ne accorsi subito, quando mi misi nell’avventura di viverla nella mia ormai lontana adolescenza. La storia di quel matrimonio, letta nella Bibbia, così diversa dal concetto e dalla prassi dei matrimoni che nascevano e si consumavano intorno a ne nella malinconia dell’adempimento, nella licenza del libertinaggio, o nella mediocrità dell’inerzia, - diventò, - coincidenza comprensibile, - la fonte di ispirazione di una ragazza, io, in cerca di un’esperienza autentica di amore.
Via via che entravo nel racconto cominciai a disporre della forza necessaria per non rassegnarmi al buon matrimonio con il buon partito e i bellissimi figli, per lottare contro le mille sollecitazioni di concludere l’ “affare” prima che sfiorissi e dovessi rassegnarmi a un “ripiego”. Da perderci la fede tanto le difficoltà si moltiplicavano e proprio là dove speravo di trovare aiuto!
Imprevedibile fu invece il maturarsi di una crescente insofferenza non solo per un certo tipo di rapporto con l’uomo ma per tutto il sistema che lo rendeva possibile e fu un momento di grande liberazione quando mi resi conto che non solo non si doveva amare così, ma anche conoscere così, lavorare così, stare con gli altri così, fare festa così e che solo un’autentica esperienza d’amore poteva diventare il punto su cui fare leva per rovesciare quella trama di rapporti alienanti in conoscenza vera, sapienza di vita, immersione nella storia, nome delle cose, progetto del futuro, pienezza di creatività, rivelazione dell’Uomo, celebrazione del sabato. Vedevo scomparire e dileguarsi come vapore mattutino all’alzarsi del sole falsi problemi dell’età giusta, dell’educazione sessuale, dell’arte della seduzione, del divorzio, della contraccezione, del celibato ecclesiastico imposto, della maggiore o minore perfezione degli stati di vita, dei cattivi e dei buoni pensieri, e mi trovai veramente sola - la povertà - sulla strada di Cana di Galilea
6)
Ti risentii in un tuo scritto:
“Oggi a scuola ho parlato di quella forma perfetta
di conoscenza che è il conoscere biblico,
diversa dalla conoscenza chiara e distinta di Cartesio che imperversa oggi”.
Quando siamo insieme mi passano dentro infiniti mondi
“che potrebbero essere se noi lo vogliamo”.
Fu la certezza carica di gioia
che l’inverno era passato:
il canto della tortora annunziava
la stagione dell’amore.
Il lasciare tutto rende liberi, padroni di sé,
il perdere le cose dilata la disponibilità
e la strada diventa nuovo libero spazio
di dono e di incontro.
E a Cana ci immergemmo placati nella pienezza: l’acqua tramutata in vino
riproclamò il passaggio dall’antica inimicizia al nuovo patto
tra l’uomo e la donna,
segno dell’Amore del nuovo Adamo
per la sua Sposa.
“Usciamo dalla nostra terra e andiamo”
Sulla strada:
con Maria di Nazareth,
e come passo di danza il suo canto
che nella profezia vede e gode la vittoria finale:
“Ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi”.
Abbiamo creduto all’amore:
è certo, l’amore vincerà.
Elisabetta ****
7) Oltre la coppia
Per bisogno d’amore incontrati
dir di no non abbiamo saputo
Ben duro render una la vita
in due parti spezzata
Da ideali mai spenti incalzati
ad altri orizzonti guardiamo
Ogni giorno un programma un’attesa
un sospiro un palpito nuovo
Gustiamo gioie innocenti
affrontiamo dolori sperando
Se la luce si spegne poi brilla
e il cielo più scuro si squarcia
Ora l’uno ora l’altra vacilla
restiamo l’un l’altra avvinghiati
Abbiam voglia di senso e di dono
di lasciar sul cammino una pista
Lo sguardo è proteso al domani
perché gli altri... soffran di meno
A passi veloci avanziamo
Qualcuno attende e ci chiede:
l’amore di coppia si espande
agli ultimi al mondo alla Chiesa?
Sì, oltre la coppia è la mira
a partire dal prossimo prossimo.
Ausilia
* sulla strada n.21
** sulla strada n.19
*** sulla strada n.9
**** sulla strada n.7