
23/’3/05
Cara Ausilia, grazie per la tua risposta, continuerò ad aspettare le vostre
notizie e nel frattempo visiterò la pagina web che mi indichi. Continuerò anche
ad essere disponibile per riflettere insieme, sia da questa parte di mondo, sia
quando verrò in Italia. La tua età mi piace molto e mi rende
contenta, vi accompagno e mi piace lasciarmi accompagnare da voi. Grazie, hasta
la próxima! Antonieta Potente
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Incoraggiate dall’unica corrispondente che abbia messo del suo sull’argomento proposto, procediamo con la precisazione di un metodo da seguire. Il termine Arcobaleno può significare il dibattito, in quanto avrà tutti i colori dei possibili modi di pensare.
Una premessa:
Per affrontare in tutto il suo spessore l’argomento, senza voler costruire un’utopia, è bene mettere a fuoco volta per volta alcuni punti essenziali.
Primo punto di riflessione:
Tutte/i sono invitate/i a riflettere se sia giusto considerare i religiosi una categoria più qualificata di quella che raccoglie il Popolo di Dio. Se essere cristiani si identifica con l’essere discepoli di Cristo, ogni maggiore impegno di persone che si qualifichino religiose non autorizza né rassicura gli altri a ridurre la pratica cristiana al semplice adempimento dei doveri cultuali e caritativi.
Chiediamoci:
1. E’ possibile eliminare la suddivisione dei cristiani in due (o anche in più) categorie?
2. Quale tipo di stato di vita è proprio in maniera esclusiva della vita religiosa?
3. Si possono proporre ideali comuni a tutti, se gli stati di vita sono diversi?
2. Quale è l’elemento distintivo della vita religiosa?
Al prossimo mese renderemo pubbliche le prime risposte.
A cura di Donne contro il silenzio www.donne-cosi.org/