Alla lettera di Flora risponde qui di seguito la redazione
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Agosto 2004![]()
mi chiamo Flora e sono una ex suora (10 anni in un monastero di clausura). Sono uscita lo scorso ottobre da professa solenne, ma ho già ricevuto la dispensa e il prossimo ottobre mi sposerò civilmente perché lui é un ex prete (religioso).
Penso che storie come le nostre non siano poi così rare: entrati giovanissimi (19 anni tutti e due), arrivati in età matura, quando é davvero ora di fare una scelta, a capire che per amare e servire Dio non è necessario sacrificare "l'uomo e la donna". Quella mia e di Paolo é nata come una storia di grande amicizia 10 anni fa; ci siamo poi fatti aiutare anche da persone "addette ai lavori" e per tutti e due lasciare i nostri Ordini é stato come rinascere.
Ti scrivo perché abbiamo letto un articolo su "Avvenimenti" di questa settimana: la nostra situazione non é "drammatica": Paolo lavora come educatore in una comunità per minorenni ed io sto cercando di avviare una mia piccola attività. Le nostre famiglie naturali ci sostengono
molto, ma certo le difficoltà rimangono comunque tante..
Ora siamo in "costruzione", il lavoro di Paolo per adesso va bene ma a lui piacerebbe insegnare. Ha una licenza in ebraico e archeologia biblica conseguita a Gerusalemme. Con gli anni di studio e gli esami dati potrebbe comodamente insegnare filosofia o greco, però non sappiamo esattamente che passi fare affinché si possa inserire nella scuola statale. Questa é una delle cose che ci piacerebbe chiedere, ma ce ne sarebbero tante altre.
Non sappiamo bene in che cosa consista questa fondazione, ma ci piacerebbe saperne di più... é possibile?
Grazie in anticipo per l'attenzione e speriamo incontrarci di presenza. Flora
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La lettera nella sua semplicità è molto indicativa: riproduce uno standard che si ripete. Facciamo dunque delle precisazioni. Non ci piace che si facciano generalizzazioni a partire dal proprio caso. Donne ed uomini non si diventa perché si esce dal convento, ma, dato il tipo di formazione assimilata, forse non si è avuta, prima della scelta monacale, una chiara impostazione del proprio essere-persone (e, si capisce, persone sessuate), come invece avviene quando si raggiunge la maturità. E poiché questa non è mai definitiva, non è detto che le crisi non esplodano anche per chi aveva realizzato un buon assetto psicologico e spirituale. Le crisi possono anzi essere motivo di crescita, campanelli di allarme che indicano una direzione nuova da prendere per crescere.
Permettici di insistere ancora nel dire che uomini e donne si diventa, non perché si esce dal convento, ma perché in esso non si è avuto modo di valorizzare il proprio essere sessuati. Il quale non comporta necessariamente la relazione amorosa e quant'altro ne consegua, bensì la capacità di dare posto alla sessualità nell'ambito della propria esistenza in modo equilibrato, fertile, ricco, sempre nuovo, eccetera. L'innamoramento è un canale comune per raggiungere tale equilibrio? Può esserlo, ma a seconda dei livelli delle personalità in costruzione: cioè il rapporto amoroso non è di per sé la soluzione; tanto è vero che sono innumerevoli gli squilibri delle persone che esprimono in-due la sessualità. Ma forse per voi, che venite da un'esperienza simile e che avete strumenti spirituali per dare al nuovo corso di vita un'impronta creativa e molto positiva, la soluzione dell'uscita dal convento è stata ottimale.
Passiamo all'argomento "lavoro". In fondo non avete molti problemi; avete ottime risorse da mettere a frutto. Però la vicinanza con persone amiche non è un lusso; è necessario, a volte, più del pane. Approfittate delle possibilità che vi offre qualche gruppo di preti sposati. E la CHIF, che è ai suoi primi passi, potrebbe ricevere da voi tanto quanto vi può dare. Ci va un po' di pazienza fino a trovare l'occasione buona per stringere rapporti appaganti in tanti sensi. Molti di noi, abbiamo trovato in essi la pienezza della nostra espansione personale. Ma anche circa questa possibilità, ci pare che voi due siate in grado di dare molto di più di quanto siate bisognosi di ricevere… Parliamone! Anche per evitare facili entusiasmi e chiusure causate da possibili delusioni.
C'è poi, il discorso "vita di fede", che non tratti, ma crediamo sia sottinteso. Penso che affrontarlo sia necessario. Persone tanto qualificate non debbono lasciare inutilizzati i propri talenti anche nel delicatissimo impatto con la nuova esperienza di vita.
I nostri sono solo cenni, ma possono, col vostro aiuto, diventare motivo di approfondimnento.
Un abbraccio, la Redazione