Vi offriamo alla lettura
quadretti dal vero delle sofferenze di A.
La sua esperienza possa essere di aiuto
ad altre che vivono drammi
simili.
aprile
2005
Grazie ad
Ernesto.
Tutto è
pronto.
Si salpa
il 18 con un biglietto senza ritorno, senza lacrime o pentimenti, con il
rischio di girarmi e far la fine della moglie di Lot.
Il mio
Marco Aurelio direbbe: "Contemnite me, si potestis, vestro periculo, non meo!".
Ho dato
tutto e ho dato troppo. Mancante di una sola cosa: aver creduto, a tutto. Non
sono stati una passeggiata questi sei anni, non sono stati una prova di
resistenza a letto... Se solo avessi voluto.... potevo avere altri vista la sua
lontananza, ma questa, non sono io, visto che, cretina me, lui è stato il
primo, il solo e l'unico...
Idiotissima...
nel senso dostoevskijano del termine, folle, ma poco
profetica!
Ho rinunciato ad una carriera brillante, ho rinunciato a far figli (ad
una ebrea chiedere questo, è chiedere molto quando gusti fin da piccola,
grazie ad una mamma e ad un papà meravigliosi, la bellezza di creare la tua
vera chiesa domestica); ho rinunciato ad amici, frequentare il teatro, l'opera
lirica, il mio mondo.... E l'ho fatto. non per chiedere qualcosa in
contraccambio, ma semplicemente per il grande grandissimo amore per lui, che scoppiava
e cercava altre strade pur di sopravvivere all'anemia della sua presenza, centillinata, regalata, come la si regala ad una concubina.
Sono
fredda.
Da quando
ho appreso la sua decisione non ho versato una lacrima, non ho battuto ciglio,
ho solo deciso, ho solo preso i contatti ed un biglietto.
Dio?
Non ce l'ho con lui, ma non credo più nella chiesa, spiacente... non c'è posto!
E non farò la fine di Eloisa, Qua maior est dolendi causa, maiora sunt consolationis
adhibenda remedia non utique ab alio
sed a teìpso ut qui solus es in causa dolendi solus sis
gratia consolandi, a lui
non chiederò più nulla, né gli auguro del male....nemmeno una bella maledizione
in yiddish che fa tanto bene quando la pronunci.... sia quel che sia,
deciderà qualcun altro sul come dove e
quando.
Lo so che
esistono uomini migliori, ma sinceramente, non ne ho bisogno.
E se ne trovassi un altro, no grazie,
non credo più nell'amore.
Con
affetto, Shalom a'lekhum, A.
Cara A.,
la frase più bella che in questo momento di serenità hai scritto
è, rivolgendoti ad Ausilia: "la tua sorellina ebrea in ricerca . .
.!".
Chi vuol passare dalla morte alla vita deve dimenticare i momenti
di morte - dolore - ansia . . . e camminare verso la resurrezione quotidiana.
Sono felice di averti scritto anch'io e di aver contribuito a
farti star meglio!
Non perché sono bravo . . . ma solo perché nello scriverti, ci
ho "messo Amore".
Mauro + Miriam figlia + Pina moglie!!!