Scegliere  è  meglio  che  non  scegliere

 

 

04/04/05

Cari amici del sito, vi chiedo innanzi tutto di rispettare il mio anonimato.

Sono innamorata di un prete, lui é innamorato di me; abbiamo scoperto di essere fatti l'uno per l'altra dopo anni in cui avevamo visto crescere la nostra amicizia. Abbiamo passato due mesi meravigliosi vivendo con amore l'una per l'altro, ma ora abbiamo deciso di separarci perché lui non se la sente di deludere le tante persone che in questi anni (quasi 3) ha seguito e si sono affidate a lui. E' un sacerdote molto bravo, molto profondo, che si sforza di vivere ogni giorno con gioia il Vangelo. Lui non rinnega la sua scelta, dice che sia rinunciare a me che al suo ministero farà morire qualcosa dentro di lui.

Qualche giorno fa ci siamo lasciati perché non ce la sentiamo di avere sulla coscienza la delusione di tanti e lui morirebbe se a causa del suo ripensamento qualcuno potesse vacillare nella fede. Abbiamo pianto tanto prima di separarci, é tutto così doloroso! Io, con la mia piccola, fragile fede, chiedo la grazia di saper portare questa croce, ma mi domando se é questo il sacrificio che ci viene richiesto per la salvezza nostra e dei fratelli che incontriamo. Sono molto confusa e addolorata; non posso parlarne con nessuno e allora ho pensato di sfogarmi con voi, confidando nella vostra discrezione.

Un saluto affettuoso e un grazie per il vostro sito.

XXXX

 

04/04/05

Carissima,

Dalla tua lettera si percepisce tutta la drammaticità della storia che stai vivendo e che sicuramente è molto dolorosa.

Purtroppo il prete è messo spesso davanti un bivio, quello di dover scegliere tra la vocazione e l'amore per una donna, quasi che queste cose fossero inconciliabili.

Io ti sono vicina con tutto il cuore e con la preghiera, perchè veramente lo Spirito vi aiuti a giungere ad una nuova consapevolezza. 

Molto spesso le scelte sono difficili e laceranti, ma il sapere che qualcuno ci è vicino nei momenti duri può davvero essere d'aiuto. Ed è questo che ora io posso offrirti, e lo faccio con tutto l'affetto possibile.

Joelle 

 

05/04/05

Grazie! E' vero: é di grande conforto sapere che mi siete vicine. Vi ho scritto in un momento di grande sconforto e solitudine proprio con la speranza di potervi sentire accanto.
Un saluto affettuoso, XXXX


 

 

4 aprile 2005

Cara amica,

è molto bello quello che scrivi perché sa di vissuto fino in fondo. Ho letto con rispetto la tua mail e mi piace che abbiate scelto così NON perché non vi amate, ma perché lui non può fare a meno di essere prete ed ha rispetto della gente che in tre anni ha creduto in lui.

E' una scelta seria, esattamente come quella che io ed altri come me hanno fatto di lasciare il ministero e contrarre matrimonio.

Il vostro affetto è sincero e PER AMORE si riesce a fare delle rinunce. Tu hai rinunciato a lui e lui ha rinunciato a te. Entrambi avete compiuto questa dolorosa scelta in nome di un ideale
superiore.
Ma se posso permettermi avrei preferito che lui avesse scelto Dio, te ed i suoi fratelli affidatigli nel ministero. Non sarebbe più stato sull'altare, non avrebbe più rivestito i paramenti sacri, ma avreste assieme affrontato l'altare della quotidianità rivestendo le vesti degli uomini e delle donne che ogni giorno vivono la vita. Con una marcia che tanti non capiscono più, quella dell'AMORE.

Da quel poco che evinco dalla tua lettera il vostro sentimento era sincero e sofferto. E' davvero chiuso? Si può chiudere con un lungo e doloroso abbraccio un periodo di sentimenti bellissimi? Si può dirsi addio in nome di una legge che vieta d'amarsi?

Scusa...sono riflessioni a botta calda che mi vengono spontanee.

Vi penso e prego per voi. Ciao, Ernesto Miragoli